martedì 19 maggio 2026

Il DDL caccia

 


Di fronte a uno come Lollobrigida, e più in generale di fronte a quasi tutto questo governo saturo di sprovveduti, la reazione più naturale sarebbe quella di ridere a crepapelle. E in effetti - se non altro – la maggioranza attuale è manna dal cielo per chi fa satira. Purtroppo però questi qua non sono dei personaggi qualsiasi: sono i nostri ministri (o almeno dicono di esserlo). Prendere sul serio Lollobrigida è impossibile, eppure uno così è davvero Ministro dell’Agricoltura. E con quel suo mix di arroganza, inadeguatezza e approccio ostentatamente specista, crea disastri veri. 


Il Ddl sulla caccia è un abominio, e dopo essere passato nelle Commissioni congiunte Ambiente e Agricoltura del Senato, che hanno approvato gli emendamenti al disegno di legge che modifica la legge 157 del 1992 sulla tutela della fauna selvatica, è persino peggiorato (cosa che pareva impossibile). Lo scorso dicembre, la Commissione Europea ha inviato una lettera al governo bocciando in toto questo orripilante disegno di legge “sparatutto”, che dona ai cacciatori una libertà sconfinata di massacrare ancora più animali. 


Secondo la Commissione, il disegno di legge conteneva plateali violazioni sulle direttive relative “Uccelli” e “Habitat”, i due pilastri della politica europea per la conservazione della natura. Il governo Meloni se n’è fregato della lettera e ha tirato dritto. Ha persino inasprito ancora di più le parti più vomitevoli del disegno di legge, vero e proprio regalo ai cacciatori (che poi votano…), alle lobby delle armi (che poi finanziano…) e al contempo ulteriore prova di come questo destra-centro se ne sbatta di ambiente e specie animali.


Gli aspetti più aberranti del disegno di legge sono – cito La Stampa – “l’apertura della caccia nel demanio marittimo (la cosiddetta “caccia in spiaggia”), l’uso di richiami vivi, l’inserimento di nuove specie cacciabili come stambecco e oca selvatica, la possibilità di cacciare in aree demaniali e valichi montani e di utilizzare sistemi di puntamento notturno (vietati dalla Convenzione di Berna), la cancellazione dell'obbligo di scegliere una sola forma di caccia, oltre alla cancellazione del lupo dall’elenco delle specie particolarmente protette”. Il disegno prevede pure il nuovo divieto di “ostacolare o rallentare” l’attività venatoria, una sorta di norma che mira addirittura a limitare il dissenso pacifico nei confronti della caccia. Siamo davvero alla follia pura. 


Tra i tanti obbrobri, la sola idea di cacciare lo stambecco, specie protetta da quasi due secoli, dà la misura della barbarie insensata che sembra aver funto da propellente per questa “legge”. Di oche selvatiche esistono ormai pochi esemplari: ora le si potrà cacciare. Si potrà sparare anche ai piccioni, specie che ormai vive in mezzo a noi, coi rischi che potete immaginare. Gli stessi rischi che deriveranno dalla sconcezza di aver reso possibile la caccia in aree demaniali come le spiagge. Abbassando poi lo stato di protezione per il lupo, si fa da preludio a cacciare pure quella specie lì. Orrori su orrori.


Il WWF parla di “profili di incostituzionalità e rischi per la sicurezza”, favore al bracconaggio, riduzione degli spazi di partecipazione dei cittadini e “tutto questo per accontentare meno dell’1% della popolazione”. La Lac (Lega per l'abolizione della caccia) definisce il testo “uno sfacelo per la natura”, ed è una sintesi che purtroppo non fa una piega. Se esiste uno straccio di sinistra ambientalista, per uno scempio simile deve alzare le barricate, scendere in piazza e fare opposizione durissima. Come dovrebbero fare tutti i cittadini che hanno ancora cuore e pietà. 


Tra le troppe vergogne partorite da questo governo, questa è una delle peggiori. E la responsabile principale resta Giorgia Meloni: c’è lei a capo di tutto. Ed è stata lei a scegliere fedelissimi diversamente geniali come il ministro che ha partorito una “pensata” simile. Che degrado totale.


(Uscito oggi sul Fatto Quotidiano)

Andrea Scanzi 

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