La Digos ha scoperto quattro chat, di cui una aperta dal 2024 e un'altra chiamata «Partito Repubblicano Fascista»
Quasi tutti i 13 minorenni denunciati dalla Digos di Siena per apologia di fascismo, odio razziale, possesso di armi e di materiale pedopornografico, frequentano la stessa scuola. Sono ragazzi di famiglie del ceto medio e vivono tutti nella Città del Palio; tra loro c'è anche una ragazza. Hanno più di 16 anni e per qualcuno i 18 sono ormai vicini.
La Digos ha scoperto quattro chat, di cui una aperta dal 2024 e un'altra chiamata «Partito Repubblicano Fascista»: all'interno si notano l'interesse per le armi, l'esaltazione di Mussolini e Hitler, il disprezzo per gli immigrati e l'uso continuo di parole d'odio. Nel gruppo venivano condivisi molti video di risse e aggressioni, soprattutto contro extracomunitari. Le immagini, però, non vedono coinvolti gli indagati e nessuno di loro ha preso parte a episodi di violenza. L'indagine è stata coordinata dalla procura minorile di Firenze.
La scintilla e il piano delle ronde
«L'indagine - ha riferito Fausto Camisa, dirigente della Digos di Siena - è partita dal genitore di un ragazzo, poi risultato estraneo ai fatti, che ci ha informato che suo figlio era stato avvicinato da alcuni coetanei riferendogli che avrebbero potuto procurargli un'arma da fuoco».
Secondo la Digos, alcuni di loro avrebbero avuto la possibilità di trovare armi — come tirapugni, pistole e balestre, anche tramite siti web e contatti specifici — con l'idea, poi non realizzata, di organizzare ronde o spedizioni punitive contro gli stranieri, come risposta a delle risse avvenute a Siena tra fazioni opposte di immigrati.
Dalle perquisizioni alla rete social
L'inchiesta è partita a luglio 2025 a Siena nei confronti di due minorenni: nelle loro case sono stati trovati e sequestrati un fucile a doppia canna funzionante e delle cartucce calibro 9.
Da qui, analizzando i telefoni e i computer sequestrati ai due ragazzi, sono emersi gli altri 11 minorenni, tutti legati in una rete di relazioni nata e cresciuta soprattutto sui social network più usati. L'indagine ha così svelato una fitta rete di rapporti tra giovanissimi, uniti dall'ideologia suprematista all'interno di gruppi virtuali di estrema destra.
La caccia e la propaganda
Sarebbe emersa, spiega la Digos, «la ricerca da parte loro di un accreditamento attraverso la condivisione di contenuti di stampo suprematista, nazionalsocialista, negazionista, inneggianti all'odio ed alla violenza contro gli stranieri e gli immigrati, con l'incitamento all'uso di armi (pistole, fucili, coltelli, tirapugni) e di esplosivi artigianali, nonché mediante la condivisione di numerosi filmati e foto di chiaro contenuto pedopornografico, con l'utilizzo cospicuo di stickers, ossia ritagli di piccole dimensioni, di foto o parti di video, inviati sui social network più in uso».
In queste chat circolava una forte propaganda basata sull'odio razziale e sulla diffusione di idee fasciste e omofobe, che esaltavano la superiorità della razza bianca e la divisione delle persone in razze, discriminando le altre etnie. Il tutto con simboli del periodo fascista e nazista e, più in generale, con l'apologia di azioni violente contro immigrati, persone di colore, musulmani o appartenenti al mondo Lgbtq+ Plus.
https://www.leggo.it/italia/cronache/19_maggio_2026_minori_denunciati_apologia_fascismo_chat_armi_hitler_mussolini_ronde_video_siena-9541730.html?refresh_ce

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