Chi ha fatto propri i sogni collettivi e ha lavorato in maniera instancabile per il bene degli altri prima di tutto, non muore mai del tutto, perché ci sono impronte tanto profonde che possono affrontare il tempo senza timore di perdere la battaglia contro il suo passare implacabile
Autore: Leydis María Labrador Herrera | informacion@granma.cu
Solo l’opera della vita rende possibile che la morte non sia un addio definitivo, ma un transito.
Chi
ha fatto propri i sogni collettivi e ha lavorato in maniera
instancabile per il bene degli altri prima di tutto, non muore mai del
tutto, perché ci sono impronte tanto profonde che possono affrontare il
tempo senza timore di perdere la battaglia contro il suo passare
implacabile.
Per questo é impossibile parlare di Vilma al passato,
farlo come se non ci fosse, come se se ne fosse andata, perché fu tanto
prolifica la sua esistenza, tanto colorata d’alterità, tanto umana,
tanto rivoluzionaria che non c’è un istante d’evocazione nel quale non
ci sembri di vederla affrontare gli impegni della vita di tutti i giorni
,i problemi della donna cubana e le sfide piú forti della Patria.
Quella
ragazza di gioventù multifacetica, che una volta che decise il corso
della sua vita non lo cambiò mai più, ha il merito d’aver compreso il
ruolo determinante della donna nella piena crescita di tutta l’opera.
Ugualmente
comprese la necessità di far sì che questa crescita fosse individuale,
dall’inclusione, l’equità, le opportunità, la non discriminazione per
ragioni di genere, il superamento e tante altre conquiste che hanno alla
radice il concime del suo lavoro infaticabile.
Vilma Espín Guillois,
fondatrice e leader della Federazione delle Donne Cubane, ha fatto
dell’organizzazione un pilastro di unità attorno alla Rivoluzione e ai
suoi leaders, soprattutto a Fidel, ch ela vide sempre come una vicina
collaboratrice e che assunse sogni assieme a lei.
Dobbiamo molto
alla visione preclara che l’ha sempre accompagnata e che le permise
d’essere artefice di profonde trasformazioni, di programmi senza
precedenti, d’imprimere una prospettiva di genere ai concetti di
giustizia sociale.
Fu artefice anche di quello che non vide materializzato e che oggi sfruttiamo in gran parte grazie a lei.
Per
questo è un giorno d’evocazione, di ricordo, d’omaggio, ma non è un
giorno di lacrime. E se tutte le ragioni esposte sino a qui non bastano
per garantirlo, basterà chiudere gli occhi un istante, riportarla nel
pensiero e il suo eterno sorriso di donna illuminata ci farà intendere
che Vilma sta sempre qui, anche lei con il piede nella staffa, facendo
Rivoluzione. ( GM/Granma Int.)
https://it.granma.cu/cuba/2024-06-19/leterno-sorriso-di-una-donna-illuminata
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