Donald McKayle (New York, 6 luglio 1930 – Contea di Orange, 6 aprile 2018[1][2]) è stato un ballerino, coreografo, insegnante, direttore artistico e scrittore statunitense noto soprattutto per le opere di danza socialmente impegnate create negli anni cinquanta e sessanta, incentrate sull'espressione della condizione umana e, in particolare, sull'esperienza afroamericana negli Stati Uniti. Fu «tra i primi uomini di colore a rompere la barriera razziale attraverso la danza moderna».[3].
Il suo lavoro per il palcoscenico, in particolare Games del 1951 e Rainbow 'Round My Shoulder del 1959, è stato ampiamente apprezzato dalla critica. McKayle fu inoltre tra i primi artisti afroamericani a dirigere e coreografare importanti produzioni di Broadway, tra cui i musical Raisin del 1973 e Sophisticated Ladies del 1981. Lavorò anche per la televisione e il cinema.[4][5]
In gioventù collaborò con alcuni dei principali coreografi del Novecento, tra cui Martha Graham, Anna Sokolow e Merce Cunningham, e prese parte a produzioni di Broadway come House of Flowers del 1954 e West Side Story del 1957, per il quale lavorò anche come responsabile della danza. Candidato al Tony Award e al Premio Emmy, negli ultimi decenni della sua vita insegnò presso il dipartimento di danza dell'Università della California, Irvine, dove fu professore di danza Claire Trevor. In precedenza aveva insegnato al Connecticut College, al Sarah Lawrence College e al Bennington College.
Donald McKayle nel 1963.
Biografia
Primi anni e formazione
McKayle nacque a New York il 6 luglio 1930 e crebbe nell'East Harlem, in una comunità composta da afroamericani, portoricani ed ebrei.[6] Era il secondo figlio di una famiglia di origine giamaicana appartenente alla classe media.[7] Il padre aveva lavorato come addetto alla manutenzione al nightclub Copacabana prima di diventare meccanico, mentre la madre era assistente medico.[8]
La crescita in un quartiere integrato contribuì a formare la sua sensibilità verso le questioni sociali e razziali negli Stati Uniti. Fu inoltre influenzato dall'ambiente familiare e dall'esposizione alla danza sociale e alle feste della comunità caraibica frequentate dai genitori.[9] Durante gli anni scolastici entrò in contatto con temi legati alla storia afroamericana e alla giustizia sociale. Il suo insegnante di inglese, Lewis Allan, pseudonimo di Abel Meeropol, autore del testo di Strange Fruit, contribuì a influenzarne le convinzioni politiche. Al liceo McKayle si unì alla Frederick Douglass Society per approfondire la storia e il patrimonio afroamericano, argomenti che non venivano insegnati nel programma scolastico.[10]
L'interesse di McKayle per la danza nacque dopo aver assistito a uno spettacolo di Pearl Primus. Pur non avendo una formazione formale, nel 1947 fece un'audizione per il New Dance Group e ottenne una borsa di studio.[11] Studiò diverse forme di danza, tra cui danza moderna, balletto, tip-tap, danza afro-caraibica, indiana e haitiana. Tra i suoi insegnanti vi furono Martha Graham, Merce Cunningham, Anna Sokolow e Karol Shook.[12] Tra i suoi mentori figuravano anche Sophie Maslow, Jane Dudley, William Bales e Jean Erdman.[13] Altri insegnanti furono Mary Anthony, Pearl Primus, Jean-Léon Destiné, Hadassah e Paul Draper.[14]
Carriera
Prime coreografie
I primi lavori di McKayle affrontano temi legati alla condizione umana, all'unità e alla comunità, attraverso un movimento espressivo ed emotivo.[15]
All'età di diciotto anni presentò il suo primo assolo, Saturday's Child del 1948, coreografato su versi di Countee Cullen. Il lavoro affrontava temi legati alla povertà e alla sofferenza dei senzatetto. Secondo l'autobiografia di McKayle, la visibilità ottenuta con questo pezzo favorì il suo ingresso nel Committee for the Negro in the Arts, organizzazione composta da figure legate al Rinascimento di Harlem e da artisti afroamericani emergenti, tra cui Langston Hughes e Harry Belafonte. L'organizzazione era impegnata nel contrasto ai pregiudizi razziali nel mondo dello spettacolo.[16]
Games del 1951 fu il primo importante lavoro di McKayle e contribuì ad affermarlo come coreografo. L'opera combina ritmi, canti, canzoni e giochi di strada, creando una scena d'infanzia ispirata ai ricordi personali dell'autore. Il lavoro esplora i temi della povertà e della discriminazione nella formazione delle vite e degli atteggiamenti dei giovani.[17]
Rainbow 'Round My Shoulder del 1959 è considerato uno dei suoi lavori più importanti. L'opera incorpora movimento, ritmi e musica di ispirazione africana e rappresenta un gruppo di prigionieri costretti ai lavori forzati. Attraverso questa immagine di prigionia, McKayle allude ai sogni afroamericani di libertà e uguaglianza. Il pezzo si conclude con l'uccisione di uno dei membri della squadra.[18][19]
Broadway, televisione e cinema
I lavori di McKayle attirarono l'interesse di Broadway, della televisione e del cinema. Golden Boy del 1964 fu la sua prima produzione a Broadway come coreografo, seguita da I'm Solomon del 1968 e Doctor Jazz del 1975. Fu regista e coreografo di Raisin del 1973, musical vincitore del Tony Award come miglior musical. Nel 1981 curò la messa in scena e le coreografie di Sophisticated Ladies, produzione dedicata alla musica di Duke Ellington.
La sua attività coreografica lo portò anche a lavorare per programmi televisivi come The Bill Cosby Show e The Ed Sullivan Show. Il suo lavoro fu trasmesso sulle principali reti televisive statunitensi tra il 1951 e il 1985. Coreografò inoltre film come Bedknobs and Broomsticks, The Great White Hope e Minstrel Man.[14]
Compagnie di danza

McKayle fondò e diresse la compagnia Donald McKayle and Dancers, attiva dal 1951 al 1969, e fu direttore dell'Inner City Repertory Dance Company dal 1970 al 1974.[13] Mantenne rapporti con diverse compagnie che conservarono e interpretarono il suo repertorio, tra cui l'Alvin Ailey American Dance Theater, il Cleveland San Jose Ballet e il Los Angeles Contemporary Dance Theatre. Dal 1995 fu coreografo della Limón Dance Company.[20] Nel corso della carriera realizzò più di settanta coreografie per compagnie di danza negli Stati Uniti, in Canada, Israele, Europa e Sud America.[21]
Opere principali
Coreografie scelte
- Saturday's Child (1948)
- Creole Afternoon (1950)
- Games (1951)
- Her Name Was Harriet (1952)
- Nocturne (1953)
- The Street (1954)
- Prelude to Action (1954)
- Four Excursions (1956)
- Rainbow 'Round My Shoulder (1959)
- District Storyville (1962)
- Blood of the Lamb (1963)
- Reflections in the Park (1964)
- Incantation (1968)
- Songs of the Disinherited (1972)
Coreografie e regie a Broadway
- Redhead (1959), coreografo associato
- Golden Boy (1964), candidato al Tony Award per la miglior coreografia
- A Time for Singing (1965)
- I'm Solomon (1968)
- Raisin (1973), candidato al Tony Award per la miglior coreografia e la miglior regia
- Doctor Jazz (1975), candidato al Tony Award per la miglior coreografia
- Sophisticated Ladies (1981), candidato al Tony Award per la miglior coreografia
- It Ain't Nothin' But the Blues (1999)
Ruoli a Broadway
- House of Flowers (1954)
- West Side Story (1957)
Cinema e televisione
- The Ed Sullivan Show (CBS, 1966-1967)
- Per salire più in basso (The Great White Hope), regia di Martin Ritt (1970)
- Bedknobs and Broomsticks (1971)
- Charlie and the Angel (1973)
- The New Bill Cosby Show (1972)
- Free to Be… You and Me (1974)
- Minstrel Man (CBS, 1977)
- La febbre del successo - Jazz Singer (1980)
Film documentario
A McKayle è dedicato il documentario Donald McKayle: Heartbeats of a Dancemaker, diretto da Joy Chong-Stannard, Victoria N. Kneubuhl, Gregg Lizenbery e Marilyn Cristofori, con colonna sonora di Stephen Fox. Il film include la partecipazione di Donald McKayle, Della Reese come narratrice, Harry Belafonte, la José Limón Dance Company e il San Jose Cleveland Ballet.
Premi e riconoscimenti
Nel 1963 McKayle ricevette il Capezio Dance Award e nel 1992 il Samuel H. Scripps American Dance Festival Award alla carriera.[22] Nel 2004 ricevette l'Heritage Award dalla National Dance Association per il suo contributo all'educazione alla danza. Fu inoltre il primo a ricevere il Distinguished Faculty Lectureship Award for Research dall'Università della California, Irvine, dove insegnò e fu direttore artistico della compagnia di danza dell'ateneo.[21]
Nel 2016 il Bessie Award for Outstanding Revival fu assegnato a Rainbow 'Round My Shoulder, interpretato dalla Dayton Contemporary Dance Company e prodotto dalla Paul Taylor American Modern Dance presso il David H. Koch Theater.[23]
Scritti e documentazione
- Anatole Chujoy, The Dance Encyclopedia, Simon and Schuster, 1967, ISBN 0-671-24027-7.
- Donald McKayle, Transcending Boundaries: My Dancing Life, ISBN 0-415-27017-0.
- Playbill Magazine, maggio 1981.
Note
- (EN) SDSCPA on Twitter, su Twitter, San Diego School of Creative and Performing Arts. URL consultato il 9 aprile 2018.
- Pioneering black choreographer, director Donald McKayle dies, su businessinsider.com. URL consultato il 9 luglio 2018 (archiviato dall'url originale il 10 aprile 2018).
- Nancy Reynolds e Malcolm McCormick, No Fixed Points: Dance in the Twentieth Century, New Haven, Yale University Press, 2003, p. 345.
- John Perpener, African-American Concert Dance: The Harlem Renaissance and Beyond, Chicago, University of Illinois Press, 2001, p. 193.
- Melanye P. White-Dixon, «McKayle, Donald», in Selma Jeanne Cohen, a cura di, International Encyclopedia of Dance, vol. 4, New York, Oxford University Press, 1998, p. 345.
- Gay Morris, A Game for Dancers: Performing Modernism in the Postwar Years, 1945–1960, Middletown, Wesleyan University Press, 2006, pp. 147-165.
- Elisa Davis, Transcending Boundaries? The Struggle of African-American Identity in the Works and Career of Donald McKayle from 1950 to 1973 (DOC), Barnard, Senior Thesis, 2007. URL consultato il 15 agosto 2022 (archiviato dall'url originale il 23 giugno 2010).
- Anita Gates, Donald McKayle, 87, Broadway and Modern Dance Choreographer, Dies, in The New York Times, 11 aprile 2018, p. A25. URL consultato il 16 aprile 2018.
- Donald McKayle: Heartbeats of a Dance Maker, Hightstown, Princeton Book Co., 2002.
- Elisa Davis, Transcending Boundaries, pp. 5-6.
- Gay Morris, A Game, p. 152.
- Gregg Lizenbery, «McKayle, Donald», in Taryn Benbow-Pfalzgraf, a cura di, International Dictionary of Modern Dance, Detroit, St. James Press, 1998, p. 526.
- Donald McKayle: Heartbeats.
- Gregg Lizenbery, «McKayle, Donald», p. 526.
- Elisa Davis, Transcending Boundaries, p. 9.
- Gay Morris, A Game, p. 151.
- Gay Morris, A Game, p. 155.
- Gay Morris, A Game, pp. 155-157.
- (EN) Gia Kourlas, For a New ‘Rainbow,’ Donald McKayle Is Still Explaining, in The New York Times, 21 marzo 2016, ISSN 0362-4331. URL consultato il 10 aprile 2018.
- Gregg Lizenbery, «McKayle, Donald», p. 527.
- «Donald McKayle», UCI Faculty Directory.
- Melanye P. White-Dixon, «McKayle, Donald», p. 346.
- (EN) Recipients of the 2016 Bessie Awards, su The Bessies. URL consultato il 10 aprile 2018.
Collegamenti esterni
- (EN) Donald McKayle, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Donald McKayle / Donald McKayle (altra versione), su Internet Broadway Database, The Broadway League.
- Guide to the Donald McKayle Papers, Special Collections and Archives, The UC Irvine Libraries, Irvine, California.
- Guide to the Donald McKayle: HeartBeats of a DanceMaker video recordings, Special Collections and Archives, The UC Irvine Libraries, Irvine, California.
- Teacher's Wisdom, Dance Magazine, agosto 2008.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 236149294512280522969 · ISNI (EN) 0000 0000 7840 1139 · LCCN (EN) nr95000220 · GND (DE) 129887757 · BNF (FR) cb14021292d (data) · J9U (EN, HE) 987007429392905171 |
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https://it.wikipedia.org/wiki/Donald_McKayle
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