Putin vuole far credere al mondo di guidare una superpotenza. Minaccia l'Europa, sfida la NATO, parla di grandezza imperiale e manda milioni di russi a combattere e morire in Ucraina.
Intanto, dietro la propaganda del Cremlino, c'è un Paese che si sta consumando.
- In Ucraina, migliaia e migliaia di soldati russi vengono mandati al macello per conquistare qualche chilometro di terra, mentre i civili ucraini continuano a morire sotto le bombe russe.
- In Russia, l'HIV rappresenta una grave emergenza sanitaria. In 27 regioni sarebbe ormai diffuso anche al di fuori dei tradizionali gruppi considerati a rischio. Molte persone sono inconsapevoli di essere contagiate.
- La sanità pubblica soffre di carenze strutturali, disuguaglianze territoriali e difficoltà nell'accesso alle cure.
- Nelle campagne russe, milioni di persone vivono ancora senza servizi igienici interni. Una realtà che stride violentemente con le ambizioni di grandezza del Cremlino.
E allora viene da chiedersi: a cosa serve essere una potenza nucleare se non si riesce a garantire ai propri cittadini ospedali efficienti, prevenzione sanitaria e servizi igienici dignitosi?
A cosa serve conquistare territori se il prezzo è una generazione di giovani mandata a morire, famiglie distrutte e un Paese sempre più isolato e impoverito?
Putin vuole lasciare ai posteri l'immagine dello zar che ha sfidato l'Occidente.
Ma la storia potrebbe ricordarlo diversamente: come l'uomo che ha sacrificato il futuro del proprio Paese sull'altare delle sue ambizioni imperiali.
E sotto questo profilo, tutta la propaganda del Cremlino non può nascondere le contraddizioni della Russia di Putin.
Un impero che pretende di conquistare il mondo, ma non riesce a garantire dignità a milioni dei propri abitanti.
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