domenica 1 novembre 2026

[TI PISCIANO IN TESTA E TI DICONO CHE PIOVE]




Faccio una premessa, prima che qualche fenomeno mi etichetti come zecca, pro-qualcosa o no-qualcos’altro… 

Sono un imprenditore, P.IVA da 20 anni, non ho mai votato a sinistra e a fine mese ci arrivo alla grande.

La prima cosa che consiglio a tutti, è spegnere le TV e andare a vedere con i propri occhi quello che succede.

Quello che vedete in TV e sui social (l’algoritmo decide cosa potete vedere) sono alcuni episodi, spezzoni, interviste a personaggi folcloristici che non rappresentano il 99% di chi partecipa a queste manifestazioni.


Il cassonetto incendiato, come il cartello con una banale scritta su Salvini sono la scusa, il pretesto per spostare il focus e imboccare l’opinione pubblica, cosa che puntualmente accade.

I fatti di Milano riempiono ogni spazio da settimane, mentre ai manifestanti e alle loro ragioni spazio non se ne da.

Così funziona la propaganda, questa oggi è l’informazione del main stream. 

Fino a ieri in pochi sapevano che gli agricoltori e i camionisti erano a Roma a manifestare, e da un pezzo. Se nessun TG ne parla, non esistono.

E se invece se ne parla male, delegittimandoli, ecco che anche i motivi della protesta vengono automaticamente delegittimati.


Uno dei problemi che affligge questo Paese oggi è il totale allineamento dell’informazione agli interessi dei lobbisti. 

Mentre si parla delle vetrine di Milano, quasi nessuno parla delle ruberie nelle Marche nella ricostruzione post sisma, nessuno parla del Sud bloccato e dei motivi di quei blocchi, non si parla dei fatti gravissimi che ogni giorno escono dalla commissione covid, non si parla del fatto che per la sanità sono stati stanziati poco più di 3 miliardi, mentre ne spendono decine e decine per la Nato, per l’Ucraina e per l’industria bellica.

Per molti manifestanti non c’è un dopo, non c’è un progetto.

Io personalmente oggi non voterei nessuno, sinistra e destra sono due lati della stessa medaglia, e non saprei organizzare un programma politico alternativo.

Ma non posso nemmeno stare seduto nel divano ad aspettare che questi corrotti ci portino in guerra, ad esempio.

Non posso aspettare che vengano a prendere mio figlio per portarlo a combattere la loro guerra.

Non posso più tollerare che le scuole cadano a pezzi, che la sanità sia al collasso, che per avere giustizia nei tribunali ci si metta 8 anni.

Questo Paese è allo sfascio, se lo sono mangiato, destra e sinistra, da 30 anni.


Le persone che scioperano solitamente vogliono cambiamenti, vogliono essere ascoltate, vogliono che qualcuno risolva i loro problemi. 

La cosa incredibile, rispetto al passato, è che oggi il potere e l’informazione sono riusciti a convincere la maggioranza delle persone che il nemico è di fianco, e non sopra.

Sono riusciti a convincere la maggioranza a fare una lotta orizzontale, anziché verticale. 

Il problema sono diventati quelli in piazza, non quelli che governano.


Ora prova a pensare un attimo a queste domande…

Sei d’accordo a spendere i tuoi soldi per il riarmo?

Non ti è mai successo di non poter fare una visita medica? 

Sei mai stato senza soldi? 

Quanto spendi per far fare sport ai tuoi figli e per la loro istruzione? 

Sei mai finito in un iter giudiziario o burocratico infinito?

Sai in che modo i tuoi figli usano i social?

Se ci fosse una guerra tu andresti a combattere?

Tu moriresti per i tuoi leader politici?


Se dopo anni, chi hai votato sta sempre meglio, mentre tu stai uguale o peggio, c’è qualcosa che non va, non credi?

E non chiedere a me qual è la soluzione, non te ne uscire con “e tu che proponi?”.

Non sono io quello pagato 15k euro al mese per risolvere i tuoi problemi!

Dico solo che non puoi incolpare chi protesta. 

Perchè il 90% di quello che hai, è stato ottenuto con la protesta di qualcun altro.

Violenta, tra l’altro, perché ad ottenere qualcosa senza, fin’ora c’è riuscito solo Gandhi.

Voi potete anche rimanere inermi mentre vi tolgono il lavoro, vi tolgono la sanità, vi portano in guerra. 

Ma non potete rompete i coglioni a chi non è d’accordo con voi e ha deciso di dirlo.

Poi, nel caso, ringraziateli dopo.


#manifestazioni #Torino #giovani #carovita #proteste

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