domenica 1 novembre 2026

La destra italiana è antistorica e antiscientifica!

 








Alice #Buonguerrieri: "Ma non chiamateci #novax"

Storia di una parlamentare che rappresenta una ideologia mai supportata dai fatti e che dimostra ancora di più che questa ridicola commissione Covid, un vero danno all'erario per i soldi buttati nelle spazzatura, sia soltanto una vendetta e non ci sia mai un reale approfondimento.


"Non chiamateci novax..."

Beh un pò difficile, anche perchè sembra di leggere i post dei famosi ciarlatani che imperversano all'interno dei social.


C'è un particolare che colpisce osservando questa sequenza di pubblicazioni: la distanza fra la complessità degli argomenti trattati e la semplicità delle conclusioni offerte ai lettori.


Un medico sospeso diventa un perseguitato. Una sanzione disciplinare diventa una proscrizione. Una decisione sanitaria contestabile diventa una prova dell'assenza di scienza. E una norma che permette soltanto di presentare una domanda di reiscrizione viene raccontata come una riabilitazione già conquistata.


Nel frattempo, il confronto parlamentare con Roberto Speranza si trasforma in una successione di clip, accuse e richieste di scuse.


Eppure una Commissione d'inchiesta dovrebbe chiarire che cosa funzionò, che cosa non funzionò, quali decisioni furono sbagliate e quali responsabilità siano effettivamente documentabili.


La pandemia non è stata gestita perfettamente. 

Ci furono errori, ritardi, sofferenze, conseguenze economiche e misure che possono essere sottoposte a una critica severa.


Ma riconoscere questi problemi non significa cancellare le evidenze sull'efficacia dei vaccini. 


E difendere i risultati della ricerca scientifica non significa assolvere preventivamente ogni decisione di un governo.


Questa distinzione dovrebbe essere il punto di partenza di qualsiasi indagine seria.


La questione più interessante, allora, non è quante volte Roberto Speranza abbia chiesto scusa. È quante risposte verificabili la Commissione riuscirà a produrre.


Perché uno slogan si può pubblicare in trenta secondi. Una responsabilità, per essere dimostrata, richiede prove.


E un video diventato virale non è ancora una conclusione d'inchiesta.


Buonguerrieri presenta la riforma delle professioni sanitarie come una vittoria contro le «liste di proscrizione».


Ma l'articolo 8 approvato dalla Camera non prevede il reintegro automatico dei sanitari radiati. Introduce una procedura di reiscrizione, sottoposta a condizioni specifiche e alla valutazione dell'organo competente. Inoltre, al 31 ottobre il provvedimento deve ancora completare l'iter al Senato.


Il rifiuto della vaccinazione, da solo, non dà diritto alla reiscrizione. 


Che poi è una inesattezza: non vaccinandosi si veniva solo sospesi e MAI RADIATI.


«Obblighi privi di riscontro scientifico» è poi l'affermazione scientificamente più problematica.


L'Istituto Superiore di Sanità documenta la protezione offerta dai vaccini COVID contro malattia grave, ricoveri e decessi. La protezione dall'infezione e dalla trasmissione era invece parziale e variabile nel tempo.


Si possono criticare proporzionalità, durata e modalità degli obblighi vaccinali senza negare l'esistenza delle evidenze scientifiche sull'efficacia dei vaccini.


Io riscriverei la frase con "Osservazioni prive di riscontro scientifico": mai una volta Alice nel paese delle meraviglie e altri parlamentari del Circo Barnum hanno portato dati solidi per dimostrare il contrario.


Dire poi: «Speranza ministro a sua insaputa»


Le responsabilità politiche dell'ex ministro meritano un esame rigoroso. Ma l'esistenza di circolari tecniche firmate da funzionari non dimostra, da sola, che il ministro ignorasse le decisioni o fosse estraneo alla loro adozione.


Durante l'audizione del 26 ottobre, Speranza ha difeso le indicazioni elaborate sulla base dei pareri scientifici disponibili all'epoca. La controversia riguarda anche il modo in cui quelle indicazioni sono state successivamente raccontate.


Patetica poi laa richiesta continua di scuse


I danni da vaccino autenticamente riconosciuti meritano assistenza, indennizzi e attenzione istituzionale. Non devono essere minimizzati.


Esiste una legge 210/92 per cui sono state adeguate regole e fondi, per poi scoprire che le domande sono state pochissime.

Lo Stato non è telepatico e questi invisibili non hanno spesso presentato mai le domande: avrebbe rovinato la continua questua di donazioni sui social con storie patetiche e mai dimostrare.


Questo, però, non rende automaticamente fondata ogni denuncia né dimostra che la campagna vaccinale sia stata nel suo complesso ingiustificata.


Il problema nasce quando testimonianze individuali, responsabilità politiche e valutazioni scientifiche vengono mescolate senza distinguerle.


Per certe campagne social la Commissione COVID sembra avere già trovato una terapia: una clip ogni otto ore, da assumere preferibilmente lontano dalle verifiche dei fatti

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