Bonus Irpef: per dare 80 euro a pochi Renzi taglia mense e asili
LA FREGATURA
Se tagli i costi del trasporto locale, è facile che di conseguenza aumentino i prezzi del biglietto della metropolitana o del bus. Se tagli i costi delle mense e dei servizi scolastici, è ovvio che debba scendere la qualità dei pasti e che le scuole siano costrette a chiudere o limitare alcune attività per risparmiare (ad esempio l’apertura di una palestra al pomeriggio). L’alternativa- che qualcuno seguirà è quella di chiedere all’utenza, e quindi ai cittadini, un contributo finanziario per pagare parte dei servizi offerti e tenere lo stesso livello qualitativo. Ancora più delicata la sforbiciata decisa a servizi socio-sanitari come quelli dei ricoveri in residenze sanitarie per anziani, in case protette per minori e nelle strutture che si occupano di persone con gravi handicap. In questi casi è praticamente impossibile ridurre i servizi, che sono essenziali, e per ottenere quei risparmi diventerà necessario aumentare la voce di spesa per i contribuenti. Formalmente si tratta di un taglio alla spesa, ma diventerà un aumento della pressione fiscale e contributiva che eroderà per chi ha bisogno di quei servizi (dalle famiglie con figli in età scolare a quelle che hanno bisogno delle cure e dei servizi sociali per i nonni non più autosufficienti) una parte non irrilevante di quegli 80 euro mensili concessi come bonus dallo stesso decreto legge.
Fra le voci di spesa che dovranno essere tagliate ce ne sono altre che rischiano di trasformarsi in un problema sociale non irrilevante, visto che non si tratta di banali acquisti di beni di consumo della pubblica amministrazione. Ancora nella sanità saranno interessati dalla sforbiciata anche i capitoli “Medicinali, materiale sanitario e igienico” (codice S1206) e “Accertamenti sanitari resi necessari dall’attività lavorativa” (codice S1321). Potrà avere rilevanza sociale anche il taglio al capitolo del “Lavoro interinale” (codice S1305). I tagli proposti per altro sono quasi imperativi, perché il governo ha inserito all’interno di quell’articolo del decreto sulla spending review anche una clausola di salvaguardia. Se gli enti locali non caleranno le forbici sui capitoli di spesa sopra elencati, quei soldi attesi saranno comunque presi dal governo centrale che si tratterrà quel che manca dalla quota Imu da riversare ai Comuni o dall’Ipt dovuta alle Province.
di Franco Bechis
http://www.liberoquotidiano.it/news/politica/11615652/Bonus-Irpef--per-dare-80.html
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