Tav: sindaci 'contro' manifestano nei boschi
Un migliaio in corteo da Giaglione al cantiere di Chiomonte
La marcia dei NO TAV da Giaglione a Chiomonte
In un'immagine dello scorso 4 giugno, il 'cunicolo esplorativo' di Chiomonte che dopo quattro anni di lavoro arrivera' al livello della futura maxi-galleria.
Manifestazione tra i boschi contro la Tav, la linea ad alta velocità Torino-Lione. La ventina di sindaci della val Susa che sono contro la realizzazione dell'opera hanno guidato oggi un corteo di un migliaio di persone da Giaglione a Chiomonte, dove si trova il cantiere della Tav. Molti slogan tra gli alberi, atmosfera tranquilla nonostante la presenza di un gruppo di ''antagonisti''. Al momento le forze dell'ordine sono uscite dal cantiere e hanno formato un doppio cordone di sicurezza all'altezza del sentiero in mezzo ai boschi che da Giaglione arriva a Chiomonte. Nessun momento di tensione, anche se per precauzione poliziotti e carabinieri sono in divisa anti-sommossa.
I venti sindaci della val Susa che sono contrari alla Tav chiedono un incontro con i presidenti delle Camere, Laura Boldini e Pietro Grasso. Perché ritengono che quello della Tav sia ''un problema nazionale di cui devono occuparsi le massime cariche dello Stato''. Lo ha riferito a nome dei sindaci della valle il sindaco di Sant'Ambrogio, Dario Fracchia, che partecipa a Chiomonte alla manifestazione no Tav organizzata oggi davanti al cantiere. ''Chiediamo un tavolo sulla Tav in base al quale stabilire quali siano le priorità - ha detto - La gestione attuale sembra quasi sia una questione di ordine pubblico, quando non è affatto così. Questo è uno spreco di denaro che potrebbe essere impiegato molto meglio. E' come se l'Italia, in braghe di tela come è, volesse comprarsi lo smoking. E' proprio assurdo''
(ANSA)
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