Carceri affollate e processi-lumaca,Italia nel mirino
Al Consiglio d'Europa secondi solo a Russia per ricorsi pendenti
Sono due gli argomenti per i quali l'Italia è sotto esame da parte del Consiglio d'Europa: sovraffollamento carcerario e durata dei processi. E i due temi saranno affrontati domani a Strasburgo dal ministro della giustizia Annamaria Cancellieri Dagli ultimi dati della Corte europea dei diritti umani, aggiornati al 28 ottobre di questo anno, l'Italia è seconda solo alla Russia per numero di ricorsi pendenti. I due Paesi hanno rispettivamente 14.550 e 18.750 ricorsi già allocati a una formazione giudicante. Cifre astronomiche se si considera che i 37 paesi che non si trovano nella top ten dei ricorsi pendenti, di cui fanno parte oltre l'Italia e la Russia anche Ucraina, Turchia, Serbia, Romania, Bulgaria, Regno Unito, Georgia e Polonia, ne hanno in totale 19.350. Per l'Italia oltre la metà riguardano un unico problema, quello del ritardo nei pagamenti dei risarcimenti dovuti, in base alla legge Pinto, a chi è stato vittima di un processo durato troppo a lungo. La Corte di Strasburgo ha inoltre già iniziato l'esame di 730 ricorsi ricevuti dai detenuti delle carceri italiane che si lamentano delle condizioni a cui sono sottoposti a causa del sovraffollamento. Ma la Corte fa anche sapere di aver ricevuto, dopo la sentenza Torreggiani con cui l'Italia è stata condannata per il sovraffollamento carcerario, circa altri 2.500 ricorsi dai detenuti italiani. Se quello della lentezza della giustizia è un problema che l'Italia si porta dietro ormai da oltre 20 anni, e per cui è stata ripetutamente condannata dalla Corte di Strasburgo, quello del sovraffollamento carcerario è un problema emerso solo recentemente, ma su cui l'Italia deve agire immediatamente.
Infatti con la sentenza Torreggiani la Corte le ha dato un anno per trovare una soluzione. I giudici sono stati molto espliciti.
Entro maggio dell'anno prossimo l'Italia dovrà aver messo a punto "un ricorso o una combinazione di ricorsi che abbiano effetti preventivi e compensativi e garantiscano realmente una riparazione effettiva delle violazioni della Convenzione risultanti dal sovraffollamento carcerario in Italia". Se questo non dovesse avvenire, la Corte ricomincerà a esaminare tutti i ricorsi ricevuti dai detenuti, condannando l'Italia a pagare gli indennizzi. (ANSA)
Infatti con la sentenza Torreggiani la Corte le ha dato un anno per trovare una soluzione. I giudici sono stati molto espliciti.
Entro maggio dell'anno prossimo l'Italia dovrà aver messo a punto "un ricorso o una combinazione di ricorsi che abbiano effetti preventivi e compensativi e garantiscano realmente una riparazione effettiva delle violazioni della Convenzione risultanti dal sovraffollamento carcerario in Italia". Se questo non dovesse avvenire, la Corte ricomincerà a esaminare tutti i ricorsi ricevuti dai detenuti, condannando l'Italia a pagare gli indennizzi. (ANSA)
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