martedì 5 novembre 2013

Burberry, la storia del brand-icona inglese

150 anni del marchio di trench, gabardine e quella fodera check, amato dalla Regina Vittoria e da Kate Moss




MILANO: MODA UOMO; BURBERRY PRORSUM

(di Patrizia Vacalebri)   
    "Fetch me my Burberry". "Mi faccia portare il mio Burberry". Nell'epoca in cui è possibile indossare un Valentino e le giacche possono avere un cognome, e un nome può essere sinonimo eloquente quanto un sostantivo di un indumento o di un accessorio, un'affermazione simile non desterebbe alcuna sorpresa. Ma se si pensa che questa frase è stata pronunciata poco più di un secolo fa, nel primo decennio del Novecento, assume immediatamente un carattere inusuale, rivelandosi un'antesignana di dialoghi più contemporanei, e la sua eccezionalità si amplifica se si considera che a pronunciare questo invito è stato re Edoardo VII. Sua maestà annetteva così ufficialmente un overcoat impermeabile al suo pregiatissimo guardaroba di regnante. Battezzava primo nella storia un indumento con il cognome di chi lo aveva realizzato, e consegnava alla celebrità internazionale l'intuito, la passione, la capacità di precorrere i tempi di un sarto inglese dallo spiccato spirito imprenditoriale.
    Tony di Corcia ha scritto in un libro la "Storia di un'icona inglese, dalla Regina Vittoria a Kate Moss", ripercorrendo  le tappe principali del marchio, dalla fondazione ai giorni nostri, fino alla notizia del passaggio della ad del gruppo, Angela Ahrendts, alla Apple e la sua sostituzione con il responsabile creativo (Christopher Baley), che manterrà anche questo incarico.
   L'autore ha avuto accesso agli archivi della casa di moda, ha consultato la stampa dell'epoca realizzando una sorta di biografia del marchio, primo libro mai scritto sui 157 anni di storia del brand. Esce a fine novembre con un inserto di 16 pagine con le immagini concesse dalla maison. Sulle proprie intuizioni Thomas Burberry ha fondato un impero giunto fino ai nostri giorni. L'invenzione del trench, lo studio e la produzione del gabardine (1880), l'abitudine di foderare i capi con unriconoscibile check, sono elementi base di un codice genetico che ha permesso al brand di attraversare le epoche, di resistere a guerre e crisi economiche, affrontando i mutamenti del gusto e le oscillazioni dei consumi. Il brand inglese ha saputo incarnare lo spirito della nazione in cui è stato creato, divenendone uno dei pilastri la sua identità. La nascita di Burberry avviene in piena età vittoriana, in un clima di ottimismo in cui l'Inghilterra disegna il suo volto di nazione moderna.
    Di Mr Burberry si hanno poche notizie relative all'infanzia e alla prima giovinezza. Di lui si sa soltanto che nacque a Brockham Green il 27 agosto 1835, che fu educato nella scuola del villaggio, e che dopo aver ricevuto l'istruzione sufficiente ad affrontare il lavoro cominciò un apprendistato nella bottega di un sarto. È come se la sua vita avesse avuto inizio nel 1856, a 21 anni. È in quell'anno, infatti che decise di mettersi in proprio aprendo a Basingstoke un outfitters shop, un negozio d'indumenti da lavoro e per le attività all'aperto. L'emporio aperto a Winchester Street vendeva oggetti molto diversi, dall'abbigliamento ai prodotti per la casa. Ma rappresentava anche un punto di riferimento e d'incontro per la comunità.
   L'emporio ebbe successo e fu necessario avviare una fabbrica per la realizzazione di abbigliamento per il lavoro nei campi. I laboratori si moltiplicarono: furono aperti nel villaggio di Mill Lane e nella contea del Berkshire. A Basingstoke fu aperta una clothing factory in New Street. Intanto nel 1823 Charles Maacintosh brevettò il primo tessuto impermeabile, gommato, per proteggersi dalla pioggia. Fu subito dopo che Thomas Burberry venne raggiunto dall'intuizione che avrebbe reso lui e la sua azienda celebri. Un giorno un medico entrò nel grande emporio di Basingstoke lamentando le sua difficoltà a trovare capi che lo proteggessero da vento e pioggia durante i viaggi a cavallo sotto la pioggia. I cappotti Macintosh in tessuto gommato, impermeabile, erano pesanti, duri, scomodi. Burberry osservò un giorno un pecoraio che prendeva le pecore sulle spalle e giunse alla soluzione che non bisognava impermeabilizzare il tessuto ma il filato,sia prima che dopo la tessitura. Nacque, così nel 1880, il gabardinee, il tessuto che avrebbe rivoluzionato non soltanto il business di Burberry ma le abitudini del mondo intero.
   Oggi Burberry sfila nelle fashion week di Londra con le sue linee uomo e donna. Realizza collezioni di accessori, scarpe, borse, ombrelli, occhiali, profumi. L'ultima nata è la linea Tailoring. 
(ANSA)

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