È il cinema che è diventato piccolo". La battuta memorabile di Norma Desmond, alias Gloria Swanson, regina del cinema muto ormai decaduta che cerca invano di recuperare la notorietà persa con l'avvento del sonoro, restituisce il senso di Viale del Tramonto (Sunset Boulevard), classico intramontabile firmato Billy Wilder, che usciva 75 anni fa, il 10 agosto 1950. Un feroce ritratto di Hollywood interpretato anche da William Holden, nei panni dello sceneggiatore in difficoltà Joe Gillis, da Nancy Olson nel ruolo di una lettrice di sceneggiature che si innamora di Gillis, e da Erich von Stroheim che è Max, l'ex marito e fedele maggiordomo di Desmond.
Una commedia nera mai passata di moda - con un titolo diventato proverbiale - con uno sguardo disincantato e tagliente su un'industria cinematografica che si autodistrugge. Non a caso, quando uscì, il film provocò malcontento nello showbiz e il produttore Louis B. Mayer della Metro Goldwin Mayer, invitato alla proiezione, accusò Wilder di aver "tradito e umiliato" l'industria che gli aveva dato da mangiare. Time, invece, definì Viale del Tramonto "il lato peggiore di Hollywood raccontato nel modo migliore".
(ANSA)
Nessun commento:
Posta un commento