lunedì 4 agosto 2025

Screening, movimento, farmaci: la nuova strategia contro il cancro del colon-retto

 


Contro una delle neoplasie più diffuse arrivano buone notizie: più diagnosi precoci, nuove terapie mirate e l’insospettabile potere dell’attività fisica

1 agosto 2025

Adobestock 

Il carcinoma del colon-retto è il terzo tumore più diagnosticato al mondo e in Italia ha colpito oltre 48.000 persone nel solo 2024. Nonostante ciò, è tra i tumori più prevenibili e curabili, soprattutto se individuato nelle fasi iniziali. Eppure, i dati ci dicono che meno di un cittadino su tre partecipa allo screening, che in molti casi può fare la differenza tra guarigione e diagnosi tardiva.

Screening: solo il 33% partecipa

Nel 2023 in Italia sono stati invitati quasi 8 milioni di cittadini tra i 50 e i 69 anni a effettuare il test per la ricerca del sangue occulto nelle feci. Ma l’adesione media è stata solo del 34%: un dato molto basso se si considera che l’esame è gratuito, rapido e potenzialmente salvavita. Al Nord si raggiunge il 46%, al Sud appena il 20%. Eppure, proprio questo semplice esame può intercettare la malattia prima che si manifestino i sintomi, quando le probabilità di guarigione superano il 90%.

Camminare aiuta e fa la differenza

Anche l’attività fisica regolare può fare la differenza nella lotta contro il tumore del colon-retto. Un recente studio pubblicato sul New England Journal of Medicine e presentato al congresso Asco ha seguito 900 pazienti post-chemioterapia: chi ha seguito un programma strutturato di esercizio ha avuto un 28% di rischio in meno di recidiva o nuovo tumore.

«L’esercizio fisico è paragonabile – e in alcuni casi superiore – ai benefici offerti da molti dei nostri farmaci standard - ha commentato Christopher Booth, oncologo alla Queen’s University e coautore dello studio -. «Camminare a passo sostenuto per un’ora, tre o quattro volte a settimana, è un obiettivo concreto e raggiungibile per i pazienti».

Anche la dieta può avere un impatto significativo. «Abbiamo osservato che un’alimentazione antinfiammatoria, ricca di verdure e povera di carne lavorata, abbinata a uno stile di vita attivo, può ridurre il rischio di morte del 63%», ha spiegato Sara Char del Dana-Farber Cancer Institute.

Le nuove terapie

Per chi affronta una diagnosi di carcinoma metastatico del colon-retto (mCrc), le opzioni terapeutiche sono state per anni limitate. Ora, anche in Italia è disponibile fruquintinib, un nuovo farmaco orale inibitore selettivo delle tirosin-chinasi Vegfr-1, -2 e -3, in grado di bloccare la formazione dei vasi sanguigni che alimentano il tumore.

«Fruquintinib è indicato per i pazienti che hanno esaurito le linee di trattamento standard, offrendo una nuova chance anche in fase molto avanzata -, spiega Filippo Pietrantonio, oncologo presso la Fondazione Irccs Istituto Nazionale dei Tumori di Milano -. L’obiettivo non è solo allungare la sopravvivenza, ma farlo mantenendo una buona qualità di vita».

La conferma arriva anche dallo studio internazionale Fresco-2, che ha coinvolto oltre 690 pazienti. «Il farmaco ha dimostrato un beneficio significativo sia in termini di sopravvivenza globale che di progressione della malattia – racconta Sara Lonardi, oncologa presso l’Istituto Oncologico Veneto – con un buon profilo di tollerabilità. È indicato per tutti i pazienti, indipendentemente dallo stato mutazionale del tumore».

Ma le novità non si fermano qui. Un’importante ricerca coordinata dalla Sapienza Università di Roma, sostenuta dalla Fondazione Airc per la ricerca sul cancro e pubblicata sul Journal of Clinical Investigation, ha rivelato un nuovo alleato naturale contro la malattia: le cellule “natural killer” (Nk), in collaborazione con specifici macrofagi del sistema immunitario.

«Abbiamo scoperto che alcune metastasi epatiche contengono un microambiente favorevole all’attivazione delle cellule Nk, grazie alla produzione di due chemochine chiave, Cxcl9 e Cxcl10 -, spiega Giovanni Bernardini, immunologo e coordinatore dello studio -. Questo meccanismo naturale può rallentare la crescita delle metastasi e apre nuove strade per potenziare le difese immunitarie del paziente».

Prevenzione e innovazione, due facce della stessa medaglia

Il tumore del colon-retto resta una sfida, ma oggi più che mai è possibile affrontarla in modo efficace. Screening regolari, stili di vita sani, nuove terapie mirate e scoperte della ricerca immunologica costituiscono un fronte di battaglia sempre più solido.

«Ogni paziente vuole vivere il più a lungo possibile una vita degna di essere vissuta», ricorda Stefania Gori, presidente della Rete Oncologica Pazienti Italia. La medicina, oggi, è sempre più vicina a rendere questo desiderio una realtà concreta.

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