L'ex attaccante di Livorno e Lazio è stato intervistato da "Il Tirreno"
Igor Protti, ex attaccante di Livorno e Lazio, sta combattendo contro una grave malattia e, anche se caduto in una situazione complicata, sa che l'ultima opzione è arrendersi con la speranza che le cure a cui si sta sottoponendo possano portarlo alla guarigione.
L'ex calciatore, che venerdì scorso allo stadio Picchi di Livorno ha dato il calcio d'inizio alla Serie C, ha raccontato le sue sensazioni a "Il Tirreno" in una lunga intervista scritta da Alessandro Bernini e che ripercorre il suo ultimo periodo: «Ho i brividi ogni attimo che ripenso a venerdì. Ho pianto, ho pianto tanto. Sono state lacrime di affetto, lacrime di nostalgia ma anche lacrime pensando al futuro. Perché mi sono detto “e se questa fosse l’ultima volta che entro nel mio stadio?” Ci ho messo tutta la forza che avevo per venire allo stadio. Ho pensato che la mia presenza poteva essere un messaggio per chi come me sta combattendo contro una malattia».
Protti sta combattendo la sua personale battaglia e non ha paura ad ammettere che, nei momenti di difficoltà, prova molta paura: «Ho paura e non ho nessun problema ad ammetterlo. La paura è un sentimento naturale, ti aiuta nella sopravvivenza. È vero, magari da fuori mi hanno sempre visto come un guerriero indistruttibile, ma sono un uomo e ho sempre avuto le mie debolezze. Il momento più duro? Quando guardo le persone a cui voglio bene, la mia famiglia, e vedo nei loro occhi la sofferenza». Sulla sua partita più importante ha poi aggiunto: «Questa è una partita infame. Io giocavo partite che iniziavano 0-0 e potevo guardare in faccia il mio avversario. Con lealtà, ma lo guardavo. Qui non lo posso vedere e sono entrato in campo in ritardo, sul 3-0 per lui. Le rimonte esistono, ora provo a recuperare questo 3-0».
Una situazione difficile che non porta a momenti di rabbia ma ad accurate riflessioni: «È pieno di gente che sta male, che soffre. Perché dovrei dire “perché proprio a me?”. Più che rabbia, sento piuttosto il dispiacere di non essere riuscito a capire prima, di non aver raccolto gli allarmi del mio corpo.
Se è vero che Protti sta vivendo un momento difficile è altrettanto vero che l'ex bomber non è mai stato lasciato solo: «Mai e poi mai avrei immaginato tutto questo. È stata una delle emozioni più belle della mia vita e approfitto per ringraziare tutti, uno a uno, chiunque ha avuto una parola o un pensiero per me. Senza saperlo, mi sono reso conto che il Protti uomo è riconosciuto con stima non solo nelle piazze dove ho giocato».
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