Il corpo del medico 67enne è stato rinvenuto nei pressi del fiume Savuto. Aveva lasciato in anticipo il turno di guardia medica.
È finita nel modo più tragico la scomparsa di Antonio Blaganò, il medico 67enne di Nocera Terinese (Catanzaro) di cui non si avevano più notizie dal 24 luglio. Il 1° agosto, dopo otto giorni di ricerche, il suo corpo è stato trovato in una zona impervia nei pressi del fiume Savuto, nel comune di San Mango D’Aquino.
Ad individuarlo, nascosto tra la vegetazione, sono stati i Carabinieri dello Squadrone Eliportato “Cacciatori Calabria”, nell’ambito delle operazioni coordinate dalla Prefettura di Catanzaro. L’area è stata posta sotto sequestro e la Procura di Lamezia Terme ha disposto l’autopsia. Le cause della morte sono ancora da chiarire. «Speravamo in un altro finale», ha commentato il prefetto Castrese De Rosa, ringraziando le squadre di soccorso.
Il figlio Mario: «Nessuna parola dall’Asp. Mio padre meritava una statua»
A poche ore dal ritrovamento, il figlio Mario Blaganò rompe il silenzio con parole dure: «Per ogni convegno o firma di contratto l’Asp fa comunicati stampa. Per un medico scomparso e poi trovato morto, niente. Nessuna parola. Nessun rispetto». Antonio Blaganò era un medico esperto, specializzato in Ginecologia e Ostetricia, che negli ultimi anni si occupava di guardia medica a Nocera Terinese, anche nei giorni festivi.
Proprio quel 24 luglio, era uscito intorno alle 5 del mattino, lasciando nella sede il portafoglio e uno dei due cellulari.
«Faceva turni massacranti - ha dichiarato Mario al Lametino.it - 12 ore di notte, poi di nuovo al lavoro dopo una manciata di ore. Festivi, notti, urgenze. Diceva sempre sì. Era stanco, e io gli dicevo: ‘Papà, smettila di lavorare così tanto’. Ma lui non ci riusciva».
La scomparsa e il ritrovamento: otto giorni di angoscia
Il medico era stato visto per l’ultima volta il 24 luglio all’alba, mentre lasciava la sede della guardia medica. Poco dopo, la sua auto era stata trovata con il motore acceso in contrada Buda, in una zona difficile da raggiungere. Nei giorni successivi, erano stati rinvenuti anche i suoi occhiali, a circa due chilometri di distanza. Nessun altro segno. Poi il silenzio, fino al tragico epilogo. Le operazioni di ricerca hanno coinvolto Carabinieri, Vigili del Fuoco, Protezione Civile, volontari e unità cinofile. Ora sarà l’autopsia a chiarire se si sia trattato di un malore, di un gesto volontario o di altro.
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