Commissariare la ricerca
Cari tutti,
il Presidente dell'ENEA, Carlo Rubbia, viene destituito e il più grande
ente
pubblico di ricerca applicata italiano viene nuovamente
commissariato.
Ricordiamo che lo stesso ENEA ha vissuto non appena il governo Berlusconi
si
è insediato e fino al 2003 uno stato commissariale (con Rubbia
commissario).
Il CNR, immediatamente dopo la legge di riforma (voluta dalla Moratti
contro
il parere della gran parte della comunità scientifica nazionale)
piuttosto
che procedere alla regolare nomina degli organismi ordinari ha vissuto
uno
stato commissariale di oltre 1 anno. A seguito di questo
commissariamento,
dal Giugno 2004, l¹unico organismo ufficiale insediato è stato il CdA.
I
nuovi regolamenti, che avrebbero dovuti essere varati (secondo la legge
di
riforma del CNR) entro 4 mesi dalla entrata in vigore della stessa
legge
(ossia entro Ottobre 2003) sono stati pubblicati ufficialmente solo
nel
maggio 2005 (ritardo enorme, certamente non legato al desiderio di
approfondimento e coinvolgimento della comunità dei ricercatori). Con
i
nuovi regolamenti (che attribuiscono un enorme potere al CdA, e in
particolare al suo presidente, ma di questo l¹Osservatorio dara¹ a breve
un
approfondimento) dovrebbero essere costituiti tutti gli organismi
ufficiali.
Si parla invece gia¹ di una possibile fase di "para-commissariamento"
dei
nuovi dipartimenti (si starebbe per decidere di nominare, invece di
³selezionare², i direttori di dipartimento).
Insomma si persevera nell'utilizzare il commissariamento come panacea
dei
problemi degli Enti Pubblici di Ricerca.
IL METODO DEL COMMISSARIAMENTO CONFERMA LA VOLONTA¹ DI QUESTO ESECUTIVO
DI
OPERARE PER ³COMANDARE/CONTROLLARE/SOTTOMETTERE² GLI ENTI DI RICERCA
PIUTTOSTO CHE PER ³GOVERNARLI² (NEL RISPETTO DELLE RECIPROCHE AUTONOMIE
E
RESPONSABILITA').
Questo condannare la ricerca italiana a una continua situazione di
emergenza
è un fatto grave, tanto più in un momento di difficoltà del Paese.
Eppure i giovani valenti preparati dalle nostre università (tanto
vituperate quanto vessate da questo Governo) ci sono, come testimonia
anche una lettera di Carlo Bernardini (www.osservatorio-ricerca.it)
ai
colleghi del suo Dipartimento. Il nostro Stato investe denari per
preparare
giovani che saranno costretti a emigrare: in tal modo si disperde
irreversibilmente un patrimonio di investimenti e conoscenze di cui
il
Paese avrebbe oggi grandissimo bisogno.
Segnaliamo infine il pervicace tentativo del Ministro Moratti, nonostante
la
contrarieta' vasta e attiva del mondo universitario, di portare ad
approvazione entro luglio il DDL sullo stato giuridico della docenza
(vedi
Cordialmente,
Osservatorio sulla Ricerca
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