martedì 21 maggio 2013


Commissariare la ricerca


Cari tutti,
il Presidente dell'ENEA, Carlo Rubbia, viene destituito e il più grande ente
pubblico di ricerca applicata italiano viene nuovamente commissariato.
Ricordiamo che lo stesso ENEA ha vissuto non appena il governo Berlusconi si
è insediato e fino al 2003 uno stato commissariale (con Rubbia commissario).
Il CNR, immediatamente dopo la legge di riforma (voluta dalla Moratti contro
il parere della gran parte della comunità scientifica nazionale) piuttosto
che procedere alla regolare nomina degli organismi ordinari ha vissuto uno
stato commissariale di oltre 1 anno. A seguito di questo commissariamento,
dal Giugno 2004, l¹unico organismo ufficiale insediato è stato il CdA. I
nuovi regolamenti, che avrebbero dovuti essere varati (secondo la legge di
riforma del CNR) entro 4 mesi dalla entrata in vigore della stessa legge
(ossia entro Ottobre 2003) sono stati pubblicati ufficialmente solo nel
maggio 2005 (ritardo enorme, certamente non legato al desiderio di
approfondimento e coinvolgimento della comunità dei ricercatori). Con i
nuovi regolamenti (che attribuiscono un enorme potere al CdA, e in
particolare al suo presidente, ma di questo l¹Osservatorio dara¹ a breve un
approfondimento) dovrebbero essere costituiti tutti gli organismi ufficiali.
Si parla invece gia¹ di una possibile fase di "para-commissariamento" dei
nuovi dipartimenti (si starebbe per decidere di nominare, invece di
³selezionare², i direttori di dipartimento).
Insomma si persevera nell'utilizzare il commissariamento come panacea dei
problemi degli Enti Pubblici di Ricerca.
IL METODO DEL COMMISSARIAMENTO CONFERMA LA VOLONTA¹ DI QUESTO ESECUTIVO DI
OPERARE PER ³COMANDARE/CONTROLLARE/SOTTOMETTERE² GLI ENTI DI RICERCA
PIUTTOSTO CHE PER ³GOVERNARLI² (NEL RISPETTO DELLE RECIPROCHE AUTONOMIE E
RESPONSABILITA').
Questo condannare la ricerca italiana a una continua situazione di emergenza
è un fatto grave, tanto più in un momento di difficoltà del Paese.
Eppure i giovani valenti preparati dalle nostre università (tanto
vituperate quanto vessate da questo Governo) ci sono, come testimonia
anche una lettera di Carlo Bernardini (www.osservatorio-ricerca.it) ai
colleghi del suo Dipartimento. Il nostro Stato investe denari per preparare
giovani che saranno costretti a emigrare: in tal modo si disperde
irreversibilmente un patrimonio di investimenti e conoscenze di cui il
Paese avrebbe oggi grandissimo bisogno.
 
Segnaliamo infine il pervicace tentativo del Ministro Moratti, nonostante la
contrarieta' vasta e attiva del mondo universitario, di portare ad
approvazione entro luglio il DDL sullo stato giuridico della docenza (vedi
 
Cordialmente,
Osservatorio sulla Ricerca
 
 
 
 

 
 

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