Gli investigatori vagliano la versione del ragazzo mentre emergono dubbi sulla dinamica dei fatti
Tragedia a Palermo: un sedicenne ha ucciso un uomo al culmine di una lite. È accaduto al Villaggio Santa Rosalia in via Buonpensiero, nell'abitazione della vittima, Pietro De Luca, in mezzo al verde a due passi dal fiume Oreto.
Il ragazzo si è presentato in questura e ha raccontato di essersi difeso dalle avances sessuali di De Luca, ex infermiere dell'ospedale Civico in pensione e suo vicino di casa. I poliziotti sono andati nell'appartamento e hanno trovato la vittima con la testa fracassata. Il giovane è stato fermato con l'accusa di omicidio e portato nel carcere minorile Malaspina di Palermo.
La versione del sedicenne
«Beviamo qualcosa», gli avrebbe detto De Luca, come lo stesso ragazzo ha riferito nel corso dell'interrogatorio davanti al pm. La proposta non gli era sembrata strana: i due si conoscevano bene. Il ragazzo lavorava nel terreno del padre, confinante con la proprietà della vittima, dove si occupava degli animali. De Luca gli avrebbe dato una bevanda alcolica poi avrebbe iniziato a fare delle avance sessuali. A questo punto sarebbe iniziata la lite. Il minore avrebbe sferrato all'uomo tre colpi in testa con un grosso tubo. Il ragazzo racconta di essere rimasto nella baracca accanto al corpo di De Luca e per non destare sospetti nella moglie, che abita in un palazzo non distante, le avrebbe mandato alcuni sms dal cellulare della vittima: «Sono ancora qua».
Il ritrovamento del cadavere
Non sono ancora chiari né l'orario della morte, che potrebbe essere avvenuta la mattina di venerdì 8 maggio 2026, né il movente. Quando i poliziotti sono giunti nel rione Villaggio Santa Rosalia, si sono trovati davanti a una scena brutale: il corpo di De Luca giaceva in una pozza di sangue con il cranio fracassato, probabilmente colpito ripetutamente con un pesante tubo di metallo trovato poco distante.
Per ore il casolare è stato passato al setaccio dagli uomini della scientifica. È anche arrivato il medico legale a cui spetterà stabilire l'orario della morte.
Cosa non torna
Il racconto del giovane è al vaglio degli investigatori della squadra mobile della Questura di Palermo, coordinati dalla procura per i minorenni, poiché diversi elementi della sua versione non sembrano coincidere perfettamente con i rilievi effettuati sulla scena del crimine dalla polizia scientifica. Per i vicini era inspiegabile che l'uomo si trovasse lì ancora fino a tardi perché non era una sua abitudine attardarsi nel casolare. Gli investigatori vogliono accertare anche se il ragazzo sia stato aiutato da qualcuno. Il padre ha un precedente penale per detenzione abusiva di armi e qualche anno fa il suo nome saltò fuori in un'inchiesta.
https://www.leggo.it/italia/cronache/09_maggio_2026_pietro_de_luca_sedicenne_uccide_vicino_casa_cosa_no_torna_palermo_oggi-9521687.html

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