domenica 10 maggio 2026

Mr.Perfect

 


"Io e Curt siamo stati come due ballerini al centro del palco. Abbiamo danzato insieme numerose volte... ed è sempre stato magico."


Queste parole mi furono rivolte direttamente da Bret "Hitman" Hart quando, al Wrestling Gala della Nu Wrestling Evolution del 2003, gli chiesi un suo ricordo del leggendario wrestler "Mr.Perfect" Curt Hennig.


A 11 anni ero rimasto letteralmente mesmerizzato dal loro incontro per il titolo intercontinentale di SummerSlam 1991 e da allora il wrestling è entrato in maniera prepotente nella mia vita. Era una domanda che volevo e dovevo fargli in tutti i modi.


Negli anni, la leggenda di Mr.Perfect, l'uomo perfetto, capace di fare qualsiasi sport ad altissimi livelli, autore eccellente di mosse tecniche sul ring e grande affabulatore al microfono, si è ammantata di nuove rivelazioni e dettagli, appartenenti alla sua sfera personale che hanno dimostrato un fatto: Hennig forse non era veramente perfetto... ma, cavolo, ci si avvicinava davvero tanto!


Prima di tutto, dietro le quinte Curt dimostrava un carattere totalmente diverso da quello che egregiamente portava sul ring. L'arroganza, la superbia e la meschinità lasciavano posto al vero uomo, riconosciuto da tutti come una persona dal grande cuore, generoso nell'aiutare i propri colleghi e padre di famiglia unico.


Il figlio Joe, il futuro wrestler Curtis Axel (che nel proprio ring name ha volutamente fuso i suoi due straordinari mentori, il padre Curt ed il nonno Larry "The Ax") ha sempre dichiarato che non ha mai avuto la sensazione di avere un padre "assente", una caratteristica molto comune nei figli di lottatori di wrestling. Nonostante i tour, le ore in auto e gli allenamenti, Hennig non si perdeva un compleanno, un momento importante, un traguardo sportivo del figlio che ha potuto crescere con il sostegno di un padre che l'amava e lo seguiva.


Uno dei più giovani campioni del mondo della storia di questa disciplina (conquistò l'alloro massimo della AWA giovanissimo), nel 1988 insieme alla moglie Leonice si trovò a firmare il contratto con la promotion che lo farà conoscere al mondo, la World Wrestling Federation.


In cerca di un nome accattivante, Vince McMahon chiese al wrestler "cosa ti piace fare nella vita di tutti i giorni?"


"Beh, oltre al wrestling mi piace cacciare, pescare, giocare a basket, a golf... praticamente di tutto!"


"Ok, ma in cosa pensi di essere veramente bravo?"


"Oh, beh, semplice: in tutto!"


Era nato Mr.Perfect.


Furono subito girate delle scenette, dove Hennig faceva vedere che eccelleva in qualsiasi cosa. In realtà, come ha raccontato Bruce Prichard e come abbiamo visto recentemente sul canale YouTube "WWE Vault", le cose in realtà erano un pò diverse. Curt era molto timido una volta partita la telecamera, facendolo incepiscare in più di un'occasione, tanto da richiedere di tenere le camere in registrazione fissa così da riprendere il meglio e montarlo in seguito.


Ciò in cui eccelleva, però, veramente Mr.Perfect era quando entrava in quel ring: una sequela perfetta di mosse, attacchi, contrattacchi e la straordinaria capacità di rendere chiunque un personaggio incredibile, persino il più scarso dei wrestler.


Per quanto mi riguarda, il più grande campione intercontinentale della storia della World Wrestling Federation rimane lui,  che l'ha conquistato due volte, vincendo un intero torneo e battendo "Texas Tornado" Kerry Von Erich. Forse non il regno più lungo, forse non quello con più difese, ma sicuramente quello con gli incontri più memorabili, come quello appunto contro Hart di SummerSlam.


Nel 1992, dopo un periodo passato a fare da portavoce insieme a Bobby Heenan per conto di Ric Flair, Curt divenne un beniamino del pubblico, con una responsabilità a dir poco enorme: sostituire Ultimate Warrior al fianco di un gigante come Macho Man Randy Savage.


Una impresa faraonica, ma che Hennig, alle Survivor Series di quell'anno, in qualche modo rese interessante e convincente. Ancora una volta era riuscito a tirare fuori il meglio da una situazione difficile.


Negli anni, Hennig ha cementato la sua posizione nella storia del wrestling, passando dalla WCW fino al suo ritorno, nel 2003, alla Royal Rumble, quando la sua presenza, inizialmente pensata come una apparizione "one night only", divenne così memorabile da farsi assumere nuovamente dalla WWE.


Ma il destino, beffardo, era dietro l'angolo.


Dopo aver perso la sua seconda opportunità a causa dei fatti del "volo dall'inferno", una mattina fu trovato steso a terra nella sua camera d'albergo. I suoi demoni, di cui praticamente nessuno sapeva, avevano avuto alla fine la meglio su di lui.


Così ricorda il figlio Joe "Curtis Axel":


"Il 10 Febbraio del 2003 è stato il giorno peggiore della mia vita. Non è sempre stato mio padre: è stato come un fratello. Era il mio eroe ma prima di tutto era il mio migliore amico. Non passa un giorno che io non pensi a lui. A volte sogno di averlo ancora qui, accanto a me. E qualche volta mi siedo e non posso far altro che piangere."


Non era perfetto, Curt Hennig. I suoi vizi lo avevano trascinato nell'abisso alla giovane età di 44 anni.


Ma là, nei ricordi, negli incontri di quel favoloso periodo dal 1989 al 1992, con la magica voce di Dan Peterson di sottofondo, lui rimane ancora ciò che era.


"Assolutamente Perfetto"


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