domenica 10 maggio 2026

Salle Nuova

 


Nel 1936 il regime fascista costruì un paese intero per fermare una fuga.


Non un monumento, non una piazza. Un comune nuovo di zecca, con strade, case e fontana littoria. Tutto per trattenere la gente di Salle, in provincia di Pescara.


Il vecchio borgo medievale — Salle Vecchia — stava cedendo su una rupe, lentamente sconfitto da frane e abbandono. Il regime decise di intervenire con la sola cosa che sapeva fare: costruire.


Nacque così Salle del Littorio, oggi chiamata Salle Nuova. Impianto urbanistico razionale, posizione strategica lungo la ferrovia, architettura coerente con l'estetica neofondativa del Ventennio. Un villaggio moderno calato in un angolo d'Abruzzo per dimostrare che lo Stato poteva vincere contro lo spopolamento.


Salle Vecchia intanto cadeva in rovina. Le case medievali sulla rupe si svuotarono una dopo l'altra. Rimase la pietra, rimase il silenzio.


E il nuovo Salle? Stessa storia. Decennio dopo decennio, gli abitanti continuarono a partire. Al censimento del 2011 il comune contava ancora 317 residenti. Nel 2025 erano scesi a 262. Nel 2026 a 250.


Oggi Salle Nuova è rimasta praticamente intatta nella sua architettura fascista — la Fontana Littoria con il fascio e la data in era fascista è ancora al suo posto — ed è descritta come un museo a cielo aperto. Ma non perché qualcuno l'abbia preservata. Perché non c'è abbastanza gente da cambiarla.


Il regime aveva costruito un paese per fermare una migrazione. La migrazione si è portata via anche quel paese.


Lo Stato contro l'emigrazione, con tutti i mezzi del potere assoluto: 0 a 1.


In breve:

Nel 1936 il fascismo costruì Salle del Littorio (oggi Salle Nuova, PE) per fermare lo spopolamento del vecchio borgo medievale

Il vecchio borgo cadde in rovina e il nuovo paese si svuotò ugualmente: da 317 abitanti nel 2011 a 250 nel 2026

La Fontana Littoria è ancora al suo posto — non per scelta, ma perché non c'è abbastanza gente da cambiare nulla

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