domenica 10 maggio 2026

Crush

 


Quest'anno, durante la cerimonia di premiazione della WWE Hall of Fame abbiamo potuto finalmente assistere all'introduzione di due autentiche leggende degli anni d'oro della World Wrestling Federation, Ax e Smash, i Demolition.


Ma molti di voi, ne sono sicuro, avrebbero voluto vedere in qualche modo, accanto a loro, quello sfortunato ragazzone che rispondeva al nome di Brian Adams e che per un certo periodo fu parte del glorioso tag team come Crush... per poi fare una carriera tra alti e bassi, dall'essere il "nuovo Hulk Hogan", come era nelle intenzioni iniziali della WWE e come ce lo presentava Dan Peterson nel lontano 1993, fino alla sua scomparsa dal mondo del pro wrestling moderno.


Eppure Adams aveva fatto tutto nei modi giusti: aveva imparato le basi nientemeno che da Antonio Inoki nella New Japan Pro Wrestling, dove aveva debuttato senza troppi clamori, ed aveva poi girato per 4 anni il circuito delle piccole federazioni indipendenti americane.


Ma fu un problema di salute di un suo futuro collega ad aprire la strada principale della più grande federazione di wrestling del pianeta.


Immediatamente dopo la loro vittoria dei titoli di coppia a WrestleMania VI, i Demolition si trovarono impegnati in un tour in Giappone, dove Bill Eadie (Ax) scoprì a sue spese di essere diventato allergico ai crostacei, tanto da temere seriamente per la sua salute.


Con Ax momentaneamente fuori dai giochi, McMahon si trovò improvvisamente senza uno dei suoi campioni tag team e fu allora che ebbe l'idea di impiegare una faccia nuova, che in quel momento lottava negli show minori come "B.A." (Brian Adams, ma anche "Bad Ass", super cattivo) e farlo diventare il terzo membro della stable. Era nato Crush.


La cosa incredibile è che un giovane talento si trovò improvvisamente catapultato nei piani alti della Federazione... e con un titolo prestigioso attorno alla vita, senza fare niente!


Per circa un annetto Crush divenne parte della storia dei Demolition, ma l'entrata dei Road Warriors e problemi contrattuali tra Ax e la dirigenza portarono al lento declino dei Demolition ed il licenziamento nel 1991 di Crush, adesso non più necessario.


Ma mentre Adams tornava nel circuito indipendente, la macchina della fortuna in qualche modo tornò a bussare alla sua porta. Gli anni 90 avevano portato un vento di cambiamento e lo scandalo steroidi aveva fatto allontanare le stelle di maggior successo dalla promotion, da Hogan a Warrior. Per McMahon serviva il "nuovo volto per famiglie" e nella sua ottica quel personaggio era il rientrato Adams, con una nuova sfavillante gimmick: Kona Crush.


Non era una idea del tutto sbagliata: gran fisico, capelli lunghi fluenti molto "Baywatch", colori sgargianti e fluo ed una mossa, lo "strizzatesta", che tutti i bambini amavano fare durante la sua entrata.


Cosa c'era di sbagliato, allora?

Semplice... il 1993, l'anno in cui Crush doveva in qualche modo "esplodere", segnava l'inizio del cambiamento culturale nei giovani appassionati di wrestling, che iniziavano a rifiutare personaggi costruiti come macchiette, oltre al fatto che Adams, beh... non era ovviamente Hulk Hogan.


Dopo un interessante rivalità con Doink (più per le qualità di Matt Borne, l'uomo sotto la maschera del clown), il personaggio di Crush andò incontro ad una spirale destinata al fallimento: con l'arrivo di Lex Luger, l'idea del nuovo idolo delle folle fu spostata sull'ex-campione della WCW. 


Non solo, Crush fu fatto "infortunare" da Yokozuna (all'epoca campione del mondo), per ritornare inspiegabilmente qualche mese dopo come suo alleato, simpatizzante giapponese. Forse l'idea alla base poggiava sul fatto che Luger non l'avesse salvato dall'ira del lottatore di sumo o forse Crush aveva pensato "se non puoi batterlo, unisciti al nemico".


Nonostante tutto questo suoni ridicolo, ci fu modo per il wrestler hawaiano di avere persino l'onore di essere l'ultimo avversario di "Macho Man" Randy Savage a WrestleMania X, per poi scomparire senza lasciare traccia.


Al suo ritorno nella splendida isola soleggiata, Crush fu trovato in possesso di sostanze anabolizzanti e persino di un'arma da fuoco illegale, che ne causò un momentaneo arresto. Abbastanza per essere subito licenziato dalla WWE.


Ma anche quella occasione, apparentemente senza via di uscita, nascondeva ancora una volta un colpo inaspettato di fortuna: intrigato dal suo passato da galeotto,  McMahon decise di riproporre Adams con una nuova, più moderna gimmick.


Stavolta i lunghi capelli ondulati avevano lasciato posti ai "dread", indosso dei vestiti da motociclista e nel volto alcuni "tatuaggi" (come li chiamava McMahon nelle telecronache, anche se immancabilmente dopo ogni match venivano "cancellati" dal sudore...). Il nome prescelto, in uno smaccato moto di fantasia, fu ovviamente "Crush".


E per almeno un paio di anni le cose tornarono ad andare alla grande: prima entrò a far parte di un gruppo di discriminati dalla società insieme a Savio Vega e Faarooq, chiamato "Nation of Domination", poi una volta smantellato il gruppo addirittura ne formò uno tutto suo, fatto solo da motociclisti, chiamato "Disciples of Apocalypse" (o D.O.A.), tra l'altro abbastanza popolare tra il pubblico per via della loro entrata in sella a delle motociclette.


La WWF giocò su questa "guerra tra gang", che includeva un gruppo di neri, uno di ispanici e perfino uno che richiamava la supremazia bianca. Ma anche stavolta - soprattutto per via della scarsa abilità e carisma della maggior parte dei componenti delle rispettive bande - l'idea andò lentamente a svanire, lasciando per l'ennesima volta Crush senza un ruolo nella Federazione.


A seguito dei fatti relativi allo screwjob di Montreal, Crush in protesta lasciò la WWF (o almeno questo è quello che ha sempre detto), per accasarsi alla rivale WCW nel 1998. 


Sotto l'egida di Eric Bischoff, però, le cose non andarono certo meglio: prima diventò un membro pressoché anonimo dell'nWo, poi divenne il "Demone dei Kiss" (una storia che merita un approfondimento a parte) per circa 15 minuti ed infine ritornò nell'assoluto anonimato.


Ma anche stavolta, nel peggior momento di una WCW agonizzante, riuscì in qualche modo a tirarne fuori del buono: insieme a Bryan Clark (che avevamo visto nella WWF con il personaggio di Adam Bomb) formò il tag team dei Kronik, dominando la categoria e vincendo il titolo in un paio di occasioni. Non solo, alla disfatta e conseguente acquisto della WCW da parte della WWF, i Kronik, campioni in carica, si trovarono a far parte della "Invasione" della alleanza WCW/ECW nei programmi WWF ed Adams tornò per la quinta volta presente negli show della promotion di Vince McMahon.


Ma stavolta fu un fuoco di paglia imbarazzante: i due erano veramente fuori posto e atleticamente non adatti alla nuova WWF. Dopo un tremendo match contro Undertaker e Kane, furono immediatamente rilasciati dalla compagnia.


Nonostante tutto, Adams continuò ancora a lottare in giro per il mondo, trovandosi persino contro un team davvero bizzarro in Giappone: Goldberg e Keiji Mutoh (The Great Muta). Il match segna però la fine della sua carriera sul ring, avendo subito un brutto infortunio alla spina dorsale da cui non si riprenderà mai più.


Come successo mille volte nei 17 anni di carriera sul ring di Adams, la fortuna bussò ancora alla sua porta per dargli qualche altra possibilità grazie al suo passato nel mondo del wrestling: prima "Macho Man" Randy Savage, che lo volle come sua guardia del corpo durante il tour per il suo album rap, ed in seguito un ambizioso progetto per un centro benessere di lusso da convidere con il lottatore Marc Mero.


Ma era l'ultima volta che il fato lo aveva aiutato e per un macabro scherzo del destino adesso chiedeva in cambio un terribile tornaconto.


La mattina del 13 Agosto 2007 il figlioletto di 7 anni di Adams entrò in camera del padre, perché non si era alzato. Crush giaceva lì, immobile, davanti ad un figlio ancora troppo piccolo per capire fino in fondo cos'era successo.


Un mix di medicinali, tutti legittimi e tutti in dosi prescritte, prese però in contemporanea, avevano occluso le vie respiratorie e fermato il suo cuore.


Aveva solo 43 anni.


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