mercoledì 20 maggio 2026

Donzelli asfaltato!

 

Montecitorio, quando lo scontro sostituisce l’ascolto: il caso Giovanni Donzelli e la deriva del dibattito sull’immigrazione.


L’episodio avvenuto davanti a Palazzo Montecitorio, con protagonista il deputato Giovanni Donzelli di Fratelli d’Italia, è l’ennesima dimostrazione di quanto il dibattito politico italiano sull’immigrazione sia ormai scivolato in una dimensione disumana, aggressiva e sterile.


Un rappresentante delle istituzioni che interrompe un’intervista per ingaggiare uno scontro verbale con un semplice cittadino non trasmette autorevolezza, ma nervosismo e fragilità politica. Il fatto che un passante abbia accusato Donzelli di disumanità non dovrebbe essere liquidato come provocazione: è il segnale di una frattura profonda tra una parte della società e una certa narrazione politica sull’immigrazione che negli anni si è fatta sempre più dura, semplificata e spesso priva di empatia.


Ciò che colpisce è il riflesso immediato dello scontro, quasi fosse impossibile tollerare una critica senza trasformarla in un duello pubblico. Un parlamentare dovrebbe incarnare misura, lucidità e capacità di ascolto, non reagire come se ogni dissenso fosse un attacco personale da respingere a muso duro. Questo atteggiamento alimenta la polarizzazione e riduce la politica a spettacolo muscolare, dove il volume della voce sostituisce la profondità delle idee.


Sul tema dell’immigrazione, poi, la responsabilità è ancora maggiore. Parliamo di vite umane, di tragedie nel Mediterraneo, di integrazione, di diritti e di doveri. Ridurre tutto a slogan e contrapposizioni significa impoverire il dibattito e disumanizzare chi sta dall’altra parte del mare. Quando un cittadino parla di disumanità, non sta solo provocando: sta esprimendo una percezione diffusa, frutto di anni di retorica securitaria che spesso mette paura e consenso prima della dignità delle persone.


La scena di Montecitorio diventa quindi simbolica: da un lato un cittadino che chiede umanità, dall’altro un politico che risponde con lo scontro. È l’immagine perfetta di una politica che preferisce vincere la discussione invece di affrontare la complessità. E finché la reazione istintiva sarà lo scontro invece dell’ascolto, il dibattito sull’immigrazione resterà prigioniero di rabbia, propaganda e superficialità.

Soumalia Diawara 

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