mercoledì 29 aprile 2026

L'uccisione di Mussolini

 


Il 28 aprile 1945, Benito Mussolini fu giustiziato dai partigiani a Giulino di Mezzegra.

La versione ufficiale vuole che sia stato Walter Audisio a eseguire l’esecuzione, tuttavia ci sono diverse ricostruzioni sulla vicenda.

Certo è che Mussolini stava cercando di fuggire in Svizzera travestito da soldato tedesco - secondo la figlia Elena Curti avrebbe detto “mi fido più dei tedeschi che degli italiani" prima di andarsene - quando la colonna su cui viaggiava fu fermata ad un posto di blocco e lui venne riconosciuto.

La decisione di uccidere Mussolini fu presa direttamente dal CLN, per chiudere definitivamente la guerra e il ventennio ed evitare che cadesse nelle mani degli Alleati, tra i quali non c’era unità di intenti su come procedere col dittatore.

Dopo la fucilazione Mussolini, Petacci e altri gerarchi furono portati a Milano e scaricati in piazzale Loreto durante la notte. In mattinata furono appesi al telaio di un distributore di benzina.

L'anno precedente la Gestapo di Milano aveva giustiziato pubblicamente in quella piazza 15 partigiani e vi aveva lasciato i corpi a marcire per diversi giorni. Successivamente Mussolini avrebbe detto "per il sangue di piazzale Loreto, la pagheremo cara".

Dopo alcune ore in cui furono esposte al pubblico scherno, le salme di Mussolini e degli altri vennero portate via. La loro esposizione fu criticata anche da diversi esponenti del CLN, tuttavia occorre sempre tenere presente le circostanze all’interno delle quali un atto simile maturò: la fine di una feroce dittatura, di un conflitto mondiale e di una guerra civile durissima.

Cronache Ribelli 

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