Uno scambio di provette ha portato all'errore
Un errore sanitario clamoroso ha trasformato la vita di una donna padovana di 51 anni: per sette anni ha creduto di aver sconfitto un tumore al seno che in realtà non aveva mai avuto.
Tutto nasce nel 2018, quando uno screening rileva microcalcificazioni sospette e porta a una biopsia. Il responso è grave: carcinoma duttale infiltrante di terzo grado. La paziente viene così sottoposta a mastectomia totale della mammella sinistra, riporta il Corriere della Sera.
Dopo l’intervento, però, l’esame istologico sul tessuto asportato risulta privo di cellule tumorali. Invece di mettere in discussione la diagnosi iniziale, il risultato viene interpretato come prova del successo dell’operazione. La donna, sollevata, arriva persino a ringraziare i medici.
Negli anni successivi affronta un lungo e doloroso percorso di ricostruzione, con altri sei interventi tra il 2021 e il 2024. Proprio durante queste fasi emergono dubbi: una discrepanza tra i campioni prelevati e quelli analizzati fa sospettare uno scambio di provette, avvenuto nei laboratori tra l’Usl Euganea e l’Azienda ospedaliera. La conferma arriva nel 2025, quando un test del DNA dimostra che il tessuto tumorale apparteneva a un’altra paziente.
La donna ha subito così una mutilazione non necessaria e anni di sofferenza psicologica.
Resta ora da chiarire dove sia avvenuto lo scambio, tra la fase di prelievo o quella di laboratorio. In assenza di accordo, la vicenda sarà decisa in sede civile.
https://www.leggo.it/italia/cronache/28_aprile_2026_tumore_seno_intervento_errore_provette_scambiate-9500489.html?refresh_ce

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