I 42 MILIONI DI EURO DONATI DA BERLUSCONI A DELL’UTRI ERANO IL PREZZO DEL SILENZIO? – L’EX SENATORE DI FORZA ITALIA ANDRÀ A PROCESSO DAL 9 LUGLIO CON L’ACCUSA DI NON AVER DICHIARATO AL FISCO I SOLDI RICEVUTI DAL CAV TRA IL 2014 E IL 2024 – LIRIO ABBATE: “LA STORIA GIUDIZIARIA È SOLO LA SUPERFICIE. SOTTO, SCORRE IL RAPPORTO TRA IL FONDATORE DELL'IMPERO FININVEST E L'UOMO CHE NE CONOSCEVA STANZE, DEBITI, ORIGINI, FEDELTÀ. LA DIA, NELLE INFORMATIVE AL PM, SCRIVE CHE LE DAZIONI SAREBBERO CONNESSE A ‘UN RICONOSCIMENTO ANCHE MORALE’, ALL'ASSOLVIMENTO DI ‘UN DEBITO NON SCRITTO’, SOPRATTUTTO NELL'ULTIMO PERIODO, PER AVERE DELL'UTRI ‘PAGATO IL PREZZO’ DELLA CARCERAZIONE ‘SENZA LASCIARSI ANDARE A COINVOLGIMENTI DI TERZI’. TRADOTTO: SENZA TRADIRE...”
Estratto dell’articolo di Lirio Abbate per “la Repubblica”
MARCELLO DELLUTRI E SILVIO BERLUSCONI
Il processo per l'ex senatore Marcello Dell'Utri accusato di non aver dichiarato i 42 milioni di euro ricevuti da Silvio Berlusconi si aprirà a Milano il 9 luglio. Sul banco degli imputati oltre all'ex parlamentare di Forza Italia, uomo che per decenni è stato ombra, memoria e cassaforte politica della stagione berlusconiana, ci sarà pure la moglie Miranda Ratti.
La gup Giulia Marozzi li ha rinviati a giudizio per la vicenda degli otto bonifici milionari, tra il 2014 e il 2024, disposti da Berlusconi all'amico di una vita. Una parte delle dazioni è prescritta e la somma è scesa a 10 milioni e 840 mila euro [...]
SILVIO BERLUSCONI MARCELLO DELL'UTRI
[...] Dell'Utri, già condannato per concorso esterno in associazione mafiosa, avrebbe omesso di comunicare variazioni patrimoniali milionarie, obbligo imposto dalla legge Rognoni-La Torre a chi, come lui, ha scontato una condanna definitiva per mafia. Alla moglie viene contestata l'intestazione fittizia di beni.
La storia giudiziaria è solo la superficie. Sotto, scorre il rapporto tra due uomini che non hanno mai smesso di appartenersi. Berlusconi e Dell'Utri: il fondatore dell'impero Fininvest e l'uomo che ne conosceva stanze, debiti, origini, fedeltà.
[...]
Nelle carte investigative, quel denaro non è mai soltanto denaro. È riconoscenza. È debito. È memoria. La Dia nelle informative al pm scrive che le dazioni sarebbero connesse a «un riconoscimento anche morale», all'assolvimento di «un debito non scritto», soprattutto nell'ultimo periodo, per avere Dell'Utri "pagato il prezzo" della carcerazione «senza lasciarsi andare a coinvolgimenti di terzi».
Silvio Berlusconi con Marcello DellUtri Foto di Alberto Roveri
Tradotto: senza tradire. Per l'accusa è il prezzo del silenzio. Marcello Dell'Utri è attualmente indagato nell'inchiesta sui mandanti esterni delle stragi del ‘93.
Il fascicolo sui bonifici era nato a Firenze, nell'orbita dell'inchiesta sui concorrenti esterni delle stragi del 1993. Poi l'esclusione dell'aggravante mafiosa ha mutato il quadro e spostato la competenza nel capoluogo lombardo, dove Dell'Utri risiede. Le causali dei bonifici parlavano di prestiti.
Le carte della Dia agli atti dell'inchiesta raccontano altro: intercettazioni con richieste di denaro, versamenti continui, operazioni immobiliari, società, conti, spese legali sostenute integralmente. Un sistema di sostegno economico che, secondo gli investigatori, non aveva una ragione trasparente.
MARCELLO DELLUTRI E SILVIO BERLUSCONI
«Mai emerge la causale vera», annotano. Mai una obbligazione chiara. Mai un titolo capace di spiegare la perseveranza dei pagamenti.
Berlusconi nel 1996 aveva spiegato ai giudici: «Il rapporto esistente tra il dottor Dell'Utri e il sottoscritto è un rapporto di amicizia così profonda e c'è in me una considerazione tale nei suoi confronti per quello che lui ha fatto come fondatore e gestore poi di Publitalia che è sempre stato naturalmente remunerato alle condizioni di mercato, ma che ha lasciato e lascia in me una viva considerazione nei suoi confronti».
MARCELLO DELL UTRI SILVIO BERLUSCONI
Uno stretto rapporto li ha legati, tanto che il cavaliere ha indicato l'ex senatore nel suo testamento lasciandogli 30 milioni. Nelle informative degli investigatori dell'antimafia compaiono parole che pesano più dei numeri: "ricatto", "copertura", "colpa", "danno".
Termini che raccontano non una semplice amicizia, ma una relazione asimmetrica, segnata dalla conoscenza, dal silenzio, dal bisogno reciproco. «Confidiamo di dimostrare l'assenza di responsabilità dei nostri assistiti anche nel presente procedimento», hanno detto i difensori.
SILVIO BERLUSCONI - ALFREDO MESSINA - URBANO CAIRO - MARCELLO DELL UTRI
Per la procura di Milano, il punto è tecnico: Dell'Utri poteva ricevere quei milioni senza dichiararli? Quei soldi erano davvero prestiti? E perché Berlusconi continuò a versare somme enormi a un uomo già condannato, già detenuto, già portatore di un segreto pubblico e privato? [...]
DELLUTRI, BERLUSCONI
SILVIO BERLUSCONI E MARCELLO DELL UTRI
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