Incredibile.
Guido Crosetto si è svegliato e si è ricordato di essere il ministro della Difesa di un Paese sovrano che ripudia la guerra per Costituzione, specie quelle illegali.
E cosa ha fatto?
Ha negato a Donald Trump l’utilizzo della base di Sigonella.
È accaduto venerdì, lo scopriamo ora.
Bene, anzi benino.
C’è voluto un mese di guerra, un mese di morti, disastri economici ed energetici epocali, violazioni di ogni diritto internazionale, balbettii, silenzi complici, castronerie totali, ma alla fine persino il governo italiano ha voltato - una volta tanto e per una volta - le spalle a Trump.
E ora li vedi lì i destroidi in fila sui social reclamanti applausi, scuse e pacche sulle spalle.
Gli stessi che per settimane hanno deriso il premier spagnolo Pedro Sánchez per aver fatto molto prima e molto meglio la stessa cosa. Gli hanno dato dell’ingenuo, del populista, del pazzo.
Allora forse si poteva fare.
Bastava - si fa per dire - statura politica e coraggio. O ce l’hai o, come don Abbondio, non te lo puoi dare.
Ora è tardi, tardissimo. Quasi grottesco.
Ma meglio tardi che mai.

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