No, qui si stanno mescolando cose diverse solo perché hanno in comune la parola "epatite", un po' come confondere un'influenza con un'intossicazione alimentare solo perché in entrambi i casi uno sta male.
L'epatite A che sta circolando in Campania è un'infezione causata da un virus ben preciso, l'HAV: si trasmette per via fecale-orale, spesso attraverso acqua o alimenti contaminati, ha un'incubazione tipica di 15-50 giorni e si diagnostica con esami specifici, in particolare con la positività delle IgM anti-HAV.
Le rare epatiti autoimmuni o autoimmune-like segnalate dopo vaccino anti-Covid sono un'altra cosa: non sono contagiose, non causano focolai territoriali, non hanno alcun legame con il consumo di molluschi e non si riconoscono con gli stessi marcatori, perché hanno un meccanismo completamente diverso.
Inoltre, nei sistemi di farmacovigilanza esistono rare segnalazioni di epatite autoimmune dopo vaccino anti-Covid, ma una segnalazione non equivale a una prova di causalità, e gli studi disponibili non mostrano un chiaro aumento del rischio.
Tradotto in lingua corrente: se davanti a un focolaio legato a una fonte di contagio comune tiri fuori il vaccino di anni fa, non stai facendo un ragionamento, stai solo alzando la mano durante la conta dei complottisti.

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