mercoledì 6 novembre 2013

Simona: vuoto di due ore è chiave del giallo

Si scava nella vita privata della ragazza morta il 30 ottobre scorso a Roma


 Simona Riso


 Carabinieri nel cortile della casa dove stato trovato il corpo di Simona Riso

 


  Una immagine dell'esterno dell'azienda ospedaliera romana San Giovanni Addolorata

Si scava nella vita privata di Simona Riso, la ragazza morta il 30 ottobre scorso dopo essere precipitata dal palazzo in cui abitava, nel quartiere San Giovanni di Roma. Gli inquirenti, che procedono per omicidio volontario, stanno tentando di ricostruire le ultime ore di vita della ragazza, che lavorava come cameriera in un hotel, puntano la loro attenzione anche sull'ambito sentimentale. In particolare chi indaga vuole capire se la ragazza avesse attualmente in piedi vicende personali anche se i primi elementi raccolti raccontano di una persona sostanzialmente single ma con una breve relazione chiusa da qualche tempo.
Gli inquirenti che indagano sulla morte di Simona Riso hanno accertato che nella tasca dei pantaloni indossati della ragazza è stata trovata la sim card che utilizzava alternativamente per i due telefonini e per il tablet. Dall'analisi del traffico telefonico, da quello telematico (la ragazza frequentava delle chat) e da quello legato all'utilizzo del bancomat potrebbero arrivare elementi utili alle indagini. Il sostituto Attilio Pisani, coordinato dal procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani, ha accertato che Simona il 29 ottobre, giorno prima della morte, non si era recata la lavoro avendo usufruito del suo giorno di riposo.
Gli investigatori proseguiranno con le audizioni delle persone che frequentavano Simona Riso, la ragazza morta a Roma mercoledì scorso. Al momento i testimoni ascoltati hanno sostenuto di non aver sentito nulla. Obiettivo di chi indaga è cercare di colmare il vuoto tra le 4,46 ora in cui la ragazza ha ricevuto la telefonata della madre, e le 6 e 40 ora in cui la ragazza è stata trovata agonizzate nel cortile del suo palazzo.
Tra gli accertamenti disposti dalla procura di Roma sulla morte di Simona Riso c'e' anche la verifica delle procedure adottate al pronto soccorso del San Giovanni. Gli inquirenti vogliono ricostruire gli ultimi istanti di vita della ragazza e quanto avvenuto in ospedale. Il procuratore aggiunto Pierfilippo Laviani e il pm Attilio Pisani hanno chiesto al medico legale di approfondire anche questo aspetto della vicenda. L'iniziativa della procura é in sintonia con le richieste dei familiari della ragazza morta.

(ANSA)

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