mercoledì 6 novembre 2013

FOCUS Neuropsichiatra, in aumento gesti suicidari bimbi

Cellulari e videogiochi diventati elementi chiave loro vita


C'e' un un elemento che preoccupa neuropsichiatri e psicologi dell'infanzia: ''l'aumento dei comportamenti suicidari nei bambini e soprattutto nell'adolescenza''. Cosi' Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro e ordinario di Neuropsichiatria infantile all'Universita' di Modena-Reggio Emilia, parla della vicenda del 13enne gettatosi dalla finestra dopo un brutto voto e aver visto il padre rompergli la playstation.

''Molte volte si tratta di gesti improvvisi e inaspettati - spiega - In poche ore il bambino puo' costruirsi una fantasia distruttiva, che puo' portare a gesti inaspettati e drammatici per motivi incomprensibili agli occhi degli adulti''. Magari dietro c'e' uno stato d'ansia o un disturbo dell'umore ''che puo' essere amplificato da un evento come un lutto, o anche un brutto voto - continua Caffo - C'e' una grande fragilita' nei ragazzi''. E alcune punizioni oggi, come togliere il cellulare o il videogioco, ''sono piu' impegnative rispetto a quelle tradizionali - sottolinea l'esperto - Per loro eventi come questo, o subire anche atti di bullismo, diventano elementi di un disagio profondo, non superabili, che a volte portano a episodi come quelli che vediamo nella cronaca''.

A spiegare questa maggiore fragilita', secondo il neuropsichiatra, ''c'e' un aumento del disagio collettivo, e dei disturbi d'ansia e dell'umore''. In questi casi molti ragazzi hanno un rapporto molto forte con la tecnologia, passano ore sui videogiochi o sui siti internet. ''Probabilmente per il ragazzo - ipotizza Caffo - protagonista di quest'episodio di cronaca, il videogioco era un elemento fondamentale della vita quotidiana.

Molti ragazzi si attaccano a comportamenti ripetitivi, fuggono dalla vita, dalle responsabilita' e questo si vede quando si chiudono molto nel rapporto con i coetanei''. Per bambini e adolescenti, videogiochi e smartphone sono un oggetto transizionale, un elemento chiave della vita quotidiana, da cui non riescono a staccarsi. ''Gli adulti - conclude - devono essere formati a far parlare i ragazzi. I genitori, come il padre di questo ragazzino, che in modo non responsabile compiono gesti di rabbia e punizione del genere devono pensare che toccano elementi chiave della vita del bambino, molto piu' importanti di quanto non siano agli occhi degli adulti''.
(ANSA)

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