lunedì 26 gennaio 2026

Alex Pretti

 


Si chiamava Alex Pretti, aveva 37 anni, era un infermiere incensurato, nessun precedente penale.


Gli agenti dell’Ice lo hanno fermato e aggredito in quattro contro uno, pestato con una violenza inaudita e infine gli hanno sparato al petto da distanza ravvicinata, uccidendolo sul colpo.


Come Renee Nicole Good. Nella stessa città: Minneapolis.


Con la stessa furia omicida fuori da ogni controllo.


E invece di esprimere il proprio cordoglio, figuriamoci, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha mostrato sui social una pistola e ha definito questi assassini “patrioti”.


“Patrioti”.


Gli stessi “patrioti” che ancora oggi hanno arrestato e deportato una bambina di due anni.


Questo è l’Ice. Questa è l’America di Trump, quello che Giorgia Meloni ancora ieri voleva candidare al Nobel per la Pace.

Ma vi rendete conto del livello assoluto di crudeltà e disumanità a cui siamo raggiunti. 


Oggi come ieri, come sempre nella Storia, chiunque si volta dall’altra parte è complice.

Lorenzo Tosa 

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