ROVINATI CON UNA BRODAGLIA SPERIMENTALE DI MERDA
Fuori da ogni buon senso farmaceutico.
Ancora oggi si capisce dai commenti che non hanno capito che il vaccino Covid è una tecnologia mai davvero utile e mai davvero sperimentata.
Facciamo un riassunto che voi Novax potete usare per tappare la bocca a sti ritardati.
🧪 Prima del 2020: cos’era davvero la tecnologia mRNA. (Immagini allegate)
📄 Nei documenti ufficiali di sviluppatori e autorità regolatorie, depositati presso la SEC, l’mRNA veniva descritto come una tecnologia nuova e sperimentale, ancora in fase di sviluppo:
-una piattaforma nuova, senza precedenti di approvazione per prodotti allora in sviluppo
-assenza di uno storico clinico consolidato, in particolare in ambito vaccinale
-mancanza di protocolli definitivi per studi vaccinali su larga scala
-supportata da studi clinici prevalentemente di Fase 1, con dati limitati nel tempo
-sviluppata soprattutto come approccio terapeutico di tipo genetico, spesso personalizzato, su soggetti specifici e gruppi piccoli, sottoposti a monitoraggio attento e continuo (ad esempio in oncologia)
⚖️ A livello regolatorio, l’mRNA veniva trattato con particolare cautela, perché introduceva un meccanismo biologico nuovo, mai utilizzato prima su vasta scala. Per questo era considerato una piattaforma sperimentale in fase di sviluppo, pensata per contesti controllati e numeri ridotti.
⚠️ Era molto lontana dall’avere basi sufficienti per rappresentare un vaccino conosciuto e consolidato, e ancor più lontana dall’essere impiegabile in una vaccinazione di massa globale su persone sane.
⏱️ Il tempo è l’unico vero metodo scientifico per arrivare ad un vaccino funzionale
🧪 Proprio perché sperimentale, la piattaforma mRNA necessitava ancora di un lungo periodo di sviluppo, monitoraggio e raccolta dati. Un’esigenza ancora più stringente considerando che si trattava di un vaccino.
🧠 Un vaccino è uno degli interventi medici più complessi, perché viene somministrato a persone sane e interviene in modo profondo e duraturo sul sistema immunitario.
📚 Per questo motivo, lo sviluppo dei vaccini tradizionali è storicamente uno dei processi scientifici più lunghi e rigorosi. Non perché la scienza sia lenta, ma perché il tempo è parte integrante del metodo scientifico.
⏳ Nel percorso classico:
-dalla Fase 1 alla Fase 3 servono spesso 6–10 anni
-la reale comprensione di un vaccino arriva dopo 15–20 anni o più
🧪 Anche le fasi cliniche sono una formalità:
-Fase 1: sicurezza preliminare
-.Fase 2: dosaggio ed efficacia iniziale
-Fase 3: conferma su larga scala
📊 Il numero dei soggetti conta, ma non basta: ciò che rende scientificamente valido un vaccino è la riproducibilità dei risultati nel tempo.
🌍 Il 2020: l’arrivo della pandemia
⚠️ Nel 2020 arriva la pandemia di COVID-19 e non esisteva alcun vaccino pronto.
Nessuno. Né tradizionale, né a mRNA, né con dati consolidati per quella malattia.
📄 I documenti di riferimento del mRNA restavano quelli precedenti, sostanzialmente invariati rispetto al 2018, in cui la piattaforma era ancora di fatto in Fase 1, quindi estremamente immatura per affrontare una pandemia globale.
🧩 La lacuna più grande non era solo il tempo, ma anche l’esperienza:
-mai usata su larga scala
-mai somministrata a milioni o miliardi di persone sane
⚠️ L’emergenza e la decisione
🏛️ In un contesto di fortissime pressioni cliniche, sociali, politiche ed economiche, chi doveva gestire l’emergenza aveva un obiettivo chiaro: presentare rapidamente al mondo un vaccino.
➡️ Di conseguenza, si è deciso di portare la piattaforma mRNA dalla Fase 1 alla Fase 3 in pochi mesi.
⚠️ È stata una scelta emergenziale sul piano politico, ma scientificamente fragile e metodologicamente disperata per assenza di un reale tempo di sviluppo.
🚀 Accelerazione emergenziale
📜 Ricapitolando, nel 2020 non esisteva alcun vaccino mRNA approvato, non esisteva uno storico clinico consolidato e non erano disponibili dati di medio e lungo termine; la piattaforma mRNA si trovava ancora nelle fasi iniziali di sperimentazione clinica. I primi studi clinici sui vaccini mRNA contro COVID-19 iniziano proprio nel 2020 e vengono accelerati fino al raggiungimento della Fase 3 nell’arco di pochi mesi per essere autorizzati.
⚠️ Questa accelerazione ha comportato:
-sovrapposizione delle fasi cliniche
-arruolamenti rapidi e in larga parte casuali
-procedure regolatorie accelerate e superficiali
🧪 Questo ha consentito l’uso del vaccino nella pandemia, ma non ha reso la tecnologia mRNA scientificamente matura sotto il profilo dell’efficacia e della sicurezza.
🎓 L’mRNA ha attraversato le fasi cliniche come una persona raccomandata che supera gli esami per spinta esterna, non per una reale e completa acquisizione delle competenze richieste.
⏱️ Il vero limite: il tempo
📊 Gli studi di Fase 3 del vaccino mRNA hanno dunque coinvolto 30.000–40.000 soggetti.
Un numero superiore allo storico mRNA, ma ancora basso rispetto agli standard dei vaccini tradizionali.
⏳ In quei pochi mesi si poteva osservare solo questo:
-breve termine (≈ 3 mesi): osservazione parziale e limitato
-medio termine (3–12 mesi): dati quasi assenti
-lungo termine (anni, 10–15): dati inesistenti
🧬 Questo non è un’opinione, ma un limite biologico.
📄 Il consenso informato
I moduli di consenso riflettevano la conoscenza ancora limitata sulla sicurezza del vaccino mRNA.
🧠 Nei vaccini tradizionali maturi, gli eventi avversi sono estremamente rari. Nel vaccino mRNA, invece, già nei documenti iniziali comparivano frequenze elevate:
-molto comuni (≥ 1 su 10)
-comuni (≥ 1 su 100)
-non comuni (≥ 1 su 1.000)
⚠️ Per gli eventi avversi gravi, i documenti elencavano solo alcuni casi noti, specificando che altri potevano emergere nel medio e lungo termine, senza sapere quali, per semplice mancanza di tempo.
🚨 Applicare queste frequenze a una vaccinazione su scala globale significa accettare numeri assoluti enormi di eventi avversi, anche se apparentemente banali; dal punto di vista metodologico, questo è scientificamente insostenibile.
🏛️ La parte più grave: gestione politica e mediatica
🔬 La scienza, con tutti i suoi limiti, è stata quella che era. La responsabilità maggiore, però, sta nella gestione politica e nella comunicazione pubblica.
⚠️ In pochissimo tempo si è passati dall’emergenza all’obbligo. Un prodotto con dati limitati e ancora immaturi è stato presentato e imposto come soluzione universale, senza distinguere contesti, rischi individuali e limiti conoscitivi.
📺 A livello mediatico il messaggio è stato fortemente a senso unico:
-non si è spiegata la complessità;
-non si sono chiariti i limiti reali dei dati;
-non si è fatta vera educazione scientifica.
📣 Il vaccino è stato raccontato come completamente sicuro, completamente conosciuto, scientificamente definitivo. Cosa che non era nel 2020 e che non può esserlo nemmeno oggi.
💰 In questo contesto è legittimo interrogarsi anche sui conflitti di interesse: parliamo di miliardi di euro che hanno ruotato attorno a questa campagna, un fattore che avrebbe richiesto ancora più trasparenza, non meno.
🔇 Il dibattito scientifico negato
🧑🔬 Medici e ricercatori che sollevavano dubbi metodologici, chiedevano prudenza e ricordavano i limiti oggettivi dei dati disponibili non stavano facendo propaganda, ma scienza.
📊 Molti di loro cercavano di analizzare, rielaborare e comprendere quegli stessi dati limitati, producendo studi, revisioni e interpretazioni per dare un senso a ciò che era ancora incompleto.
🚫 Tuttavia, in un clima mediatico dominato da un pensiero unico, queste posizioni sono state etichettate, delegittimate e ridotte a “no-vax”, “antiscientifiche” o “complottiste”.
Non perché fossero infondate, ma perché la critica non era ammessa e la consapevolezza non doveva essere divulgata.
⚠️ Ed è qui che il sistema ha mostrato la sua parte più marcia, non nel limite dei dati, ma nel rifiuto del confronto.
Conclusione
Questa non è una storia di complotti.
È una storia di scienza sotto pressione, di scelte emergenziali, di limiti oggettivi e di dibattito soffocato.
Capire come l’mRNA sia passato da tecnologia sperimentale a vaccino globale in pochissimo tempo serve a restituire consapevolezza.
Perché la vera scienza non è fede e non ha paura del dibattito.
Così come 1 + 1 = 2 non teme il confronto da migliaia di anni, ciò che è dimostrato resta tale;
ciò che non lo è va discusso e sviluppato, non censurato.
⚖️ La libertà di scelta non dovrebbe mai essere negata. Ed è ancora più legittima quando i limiti sono ben noti, dichiarati e documentabili.
[Paola Arminio – Farmacista]

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