❌ Lui è Astutillo Malgioglio, il portiere che difese prima la porta della Roma e poi della lazio nell’86.
Da sempre al ruolo di portiere ha abbinato un forte impegno sociale in favore dei disabili.
Quello in biancoceleste sarà per lui l'anno più difficile della sua carriera.
La squadra non brilla in Serie B, e Malgioglio e il suo impegno verso i più deboli diventano il capro espiatorio del tifo più becero. Iniziano così ad apparire in Curva Nord striscioni deprecabili e assurdi cori.
"Sporco romanista, sei il primo della lista”, gli urlano appena prende goal in un successo per 3-1 contro il Cagliari, ma anche: "Se stai sempre con gli handicappati, quanno ce pensi ar pallone?".
La situazione per il portiere diventa presto insostenibile e non gli viene perdonato nulla. A Tor di Quinto, il vecchio complesso in cui Tommaso Maestrelli aveva edificato lo Scudetto della Lazio nel ’74, gli distruggono l'auto con mazze e bastoni, ma non viene trovato nessun responsabile.
"Fu una stagione tormentata. La squadra stentava, la società era assente e disorganizzata, i tifosi non mi lasciavano in pace. Criticavano il mio impegno fuori dal campo, insultavano la mia famiglia. Mi sono sempre chiesto il perché di tanto odio; non ho mai preteso applausi, solo un po' di rispetto".
Dopo ogni allenamento si ripete lo stesso triste rituale: contro Malgioglio vengono lanciate bottigliette, fischi e pomodori. Ma non basta. Si scagliano contro sua moglie, colei che rappresentava il suo punto di riferimento più importante, con cui condivide la stessa sensibilità verso i più deboli. Non soddisfatti, se la prendono anche con sua figlia Elena, nel modo più becero, insultandola a scuola.
Finché si arriva alla partita contro il Vicenza, che segna il punto di non ritorno con la tifoseria biancoceleste. Il 9 marzo 1986 si gioca all'Olimpico Lazio-Vicenza. Gli insulti e i cori contro 'Tito' da parte dei tifosi capitolini sono insostenibili. Il portiere è tutt'altro che sereno e compie due errori gravi che portano i biancorossi a vincere 4-3. In Curva Nord spunta lo striscione in assoluto più squallido.
"Tornatene dai tuoi mostri".
Malgioglio, che ha accumulato tutto dentro di sé, non ne può più e perde le staffe. Uscendo dal campo si toglie la maglia, e dopo averci sputato sopra, la lancia con rabbia verso gli ultras della Lazio.
Un gesto estremo, arrivato dall'esasperazione di un uomo onesto.
10,100,1000 ASTUTILLO!
Laziale ratto de fogna, de padre in figlio!🐀

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