SbanKock: Rispamiammo & Cumparite 5 |
SbanKock:
Rispamiammo &
Cumparite
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II Puntata. Intercettazioni:
l'errore è stato il Cnag. Nazionalizzare SuperAmanda. Ricadranno sugli utenti le
spese per il supersistemone che intercetta tutto. SuperAmanda, ovvero Echelon
all'italiana.
Intercettazioni a destra e a manca
di Pier Luigi Tolardo
********
Perchè alcuni utenti abbonati al servizio di
telefonia di Telecomitalia, nello stesso
istante che si collegano ad internet con qualsiasi provider,
ancora prima di scaricare la posta elettronica, o prima
ancora di essersi collegati ad un sito internet, vengono
immediatamente attaccati da "pirati informatici"
fissi e sempre con gli stessi IP?
Per esempio da "pirati" che
tentano ininterrotte intrusioni nel computer dell'utente attraverso qualsiasi
provider a cui ci si connetta come abbonati alla sola telefonia Telecom ma non
al servizio Internet di Telecomitalia.it ?
A me, stando a ciò che appare
da mappe geografiche e IP allegati nella mia ultima nota, "capita" che il mio
pc, pare, venga attaccato incessantemente da tre postazioni fisse: Da
ENAV Agenzia Ente Nazionale Assistenza al Volo e da due operose quanto
informatizzate cittadine, Arcore e Melzo,
celebri anche per due monumenti. Due storiche ville restaurate
e dotate di tutti "i conforts informatici" dal Presidente del Consiglio dei
Ministri il quale, stando a quanto ha dichiarato l'ex
PM Antonio Di Pietro ad Aldo Cazzullo del Corriere della Sera nella gustosa
serie Spie & Spiati, sarebbe un
operosissimo appassionato di "informatica". Brianza operosa...
Di Pietro: "Prenda Berlusconi. E' il principe delle
intercettazioni". Cazzullo: "Ma se lamenta di essere l'uomo più spiato
d'Italia?"
Di Pietro: "Tutta roba precedente al 94. Da quando è in Parlamento è
inascoltabile. In compenso è lui ad ascoltare gli altri".
Se poi ci si vuole togliere qualche curiosità circa i rapporti intersecati
tra questi tre "soggetti", si va su google.it e si trovano pagine e pagine su
"...Berlusconi e l'ex amministratore delegato di Enav, Sandro
Francesco Federico, responsabile Enac del sistema aero portuale Milano..." su Telecom, Matrix.it, ecc. ecc.
ecc.
Un dato è certo: Controllando il telefono, automaticamente, tutte le comunicazioni vengono controllate e registrate.
Un dato è certo: Controllando il telefono, automaticamente, tutte le comunicazioni vengono controllate e registrate.
E' da anni che in Italia si fanno intercettazioni
di tutti con spese altissime che non hanno pari in altre Nazioni e solo
ora, con le intercettazioni sui bancari e i loro
amici e che coinvolgono il governatore della Banca d’Italia Fazzio e sua moglie,
il 7 agosto 2005 abbiamo letto su tutti i giornali che il Presidente del
Consiglio, alla fine del suo mandato..., ha deciso di stilare di sua mano una
legge che preveda dai 5 ai 10 anni di galera per chi fa e per chi pubblica
intercettazioni. Non è però per nulla chiaro cosa il Capo dell'esecutivo intenda
per chi fa le intercettazioni. Per es., il
dipendente delegato dalla sua azienda, mettiamo la Telecom, riceve le richieste,
le ordina ad un tecnico, qualcuno sa che i due controllano un cittadino, gliele
chiede e, fuori da un ordine della magistratura, i due gliele vendono e il
tizio le paga in moneta sonante o in favori e scatti di carriera ai due spioni
della Telecom. Cosa succede? Chi dei tre soggetti va in galera? Il richiedente,
il funzionario o il tecnico esecutore?
E’ una vergogna parlamentare il fatto che nessuna
riforma a tutela del risparmio e degli utenti abbia visto la luce. Il Paese è
privo di una classe dirigente degna di questo nome ed è per questo che il
declino non si arresta.
Ecco di seguito tre articoli illuminanti
nonostante alcuni allibiti e divertiti
intercettati si siano già date "illuminazioni" assai inquietanti ma anche
grottesche e ridicole su certi intercettatori che non badano a spese proprie e
altrui.
Certo è che chi paga le solite cavolate all'italiota ( non di certo volontariamente ma in modo 'estorto' ) è il contribuente.
Certo è che chi paga le solite cavolate all'italiota ( non di certo volontariamente ma in modo 'estorto' ) è il contribuente.
Cavolate che impiegano forze che potrebbero esercitare il proprio mestiere
sui soggetti da controllare e da intercettare invece che controllare e
intercettare anche le pulci. Infatti, le intercettazioni vengono fatte anche su
innocui cittadini e cittadine mentre, molte volte e in molti casi eclatanti, si
lasciano proliferare "soggetti" e "cellule dormienti" da intercettare sul
serio.
Ricordate "Guardie e Ladri" con Totò e
Fabrizi?
La prova che non viviamo in un paese governato seriamente colmo di
sfruttatori è che intercettano pure me. Una
pulce. Regola pratica per l'intercettatore
idiota, spendaccione e perdigiorno a spese dei contribuenti
italiani:
Rispamiammo & Cumparite
perchè le mie
note sono
inviate, in primis, alla Presidenza della
Repubblica, al Governo, a tutti
i
Parlamentari di Camera, Senato e UE, ad alcuni
Magistrati che stimo, alla
Stampa tutta, alle Radio e alle TV private e pubbliche.
Quindi, c'è zero panzanella da intercettare e controllare, è tutto
servito su un piatto d'argento e, sotto moltissime voci, le si trova tutte anche
su google.it. Piacciono..... e piacciono molto i commenti,
reali, dei miei lettori.
Giuliana D'Olcese (continua)
Cronache: (...) Alla fine di un comunicato stampa Telecom Italia dichiara di controllare, del grande mercato valutato in circa 300 milioni di euro all'anno, per i costi delle intercettazioni, solo una quota intorno al 15%. Questa conclusione del comunicato che nega ogni volontà di "guadagnarci con le intercettazioni" conferma però, indirettamente, le dichiarazioni di qualche tempo fa, riportate da molti organi di stampa, di voler aumentare la quota Telecom Italia del mercato delle intercettazioni, acquisendo anche le intercettazioni ambientali (...)
Cronache: (...) Alla fine di un comunicato stampa Telecom Italia dichiara di controllare, del grande mercato valutato in circa 300 milioni di euro all'anno, per i costi delle intercettazioni, solo una quota intorno al 15%. Questa conclusione del comunicato che nega ogni volontà di "guadagnarci con le intercettazioni" conferma però, indirettamente, le dichiarazioni di qualche tempo fa, riportate da molti organi di stampa, di voler aumentare la quota Telecom Italia del mercato delle intercettazioni, acquisendo anche le intercettazioni ambientali (...)
(...) è molto discutibile proprio sotto il profilo della sicurezza che
tutte le intercettazioni d'Italia siano seguite nello stesso
posto e dalle stesse persone: a questo proposito, lo stesso Garante della
Privacy Franco Pizzetti (personalità molto indipendente, che ha aperto
un'indagine sulle modalità delle intecettazioni da parte delle società
telefoniche) potrebbe avere dei rilievi non formali da fare.
(...) Non si capisce però perché una necessità di monitorare intensamente
le comunicazioni elettroniche degli italiani (necessità eccessiva,
ingiustificata e pericolosa per la libertà di tutti) debba
trasformarsi in una fonte di nuovi e altissimi ricavi per Telecom Italia:
diventerebbe un business da "monopolista delle intercettazioni", per cui gli
italiani pagherebbero una prima volta al loro gestore la telefonata, e poi a
Telecom Italia il costo dell'intercettazione. (...)
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Intercettazioni a destra e a
manca di Pier Luigi
Tolardo
Intercettazioni: l'errore è stato il Cnag
Telecom Italia smentisce seccamente l'esistenza del progetto SuperAmanda; ma l'errore è stato aver creato un Centro unico nazionale per le intercettazioni. di Pier Luigi Tolardo [ZEUS News - www.zeusnews.it - 04-08-2005]
Telecom Italia ha fatto uscire un comunicato stampa molto secco in cui smentisce sia l'esistenza di SuperAmanda, sia il progetto di voler creare una sorta di "grande orecchio made in Italy", un Echelon italiano che (per conto del Governo, dei servizi segreti e delle forze dell'ordine, e sotto il controllo della magistratura) intercetti e ascolti una massa importante di conversazioni elletroniche intese come telefonate fisse e mobili, via Voip, fax, Sms, e-mail. La stessa nota conferma che Telecom Italia non ha nulla a che fare con le intercettazioni perché si limita a mettere a disposizione della magistratura le infrastrutture e i mezzi tecnici per realizzare le intercettazioni. Alla fine del comunicato Telecom Italia dichiara di controllare, del grande mercato valutato in circa 300 milioni di euro all'anno, per i costi delle intercettazioni, solo una quota intorno al 15%. Questa conclusione del comunicato che nega ogni volontà di "guadagnarci con le intercettazioni" conferma però, indirettamente, le dichiarazioni di qualche tempo fa, riportate da molti organi di stampa, di voler aumentare la quota Telecom Italia del mercato delle intercettazioni, acquisendo anche le intercettazioni ambientali (quelle che si fanno con le cimici in un ufficio ma che poi devono servirsi comunque di una linea telefonica) e chiedendo comunque rivalutazioni e adeguamenti delle tariffe che lo Stato paga per le intercettazioni, dall'affitto delle linee dedicate alle stampe dei tabulati telefonici. Alcuni mesi fa fu proprio la Tim, società di telefonia mobile del gruppo Telecom, a denunciare che le circa 5.000 linee telefoniche riservate alle intercettazioni sui cellulari erao già tutte occupate e quindi, a sollecitare in qualche modo un ulteriore ampliamento dei mezzi tecnici per le intercettazioni: un progetto di ampliamento era già allo studio da parte del Ministro Castelli, anche in un'ottica di razionalizzazione dei costi, e che portava alla creazione di SuperAmanda (detto anche Enigma), cioè dell'Echelon italiano. Alcune indiscrezioni parlano di una lettera che lo stesso Tronchetti Provera avrebbe inviato ai ministri competenti per rassicurarli sul fatto che Telecom Italia non voleva avere il controllo di un'eventuale struttura; il controllo sarebbe invece rimasto alle autorità pubbliche, visto che c'erano molti legittimi timori sulla creazione di un apparato così potente.
Intercettazioni: l'errore è stato il Cnag
Telecom Italia smentisce seccamente l'esistenza del progetto SuperAmanda; ma l'errore è stato aver creato un Centro unico nazionale per le intercettazioni. di Pier Luigi Tolardo [ZEUS News - www.zeusnews.it - 04-08-2005]
Telecom Italia ha fatto uscire un comunicato stampa molto secco in cui smentisce sia l'esistenza di SuperAmanda, sia il progetto di voler creare una sorta di "grande orecchio made in Italy", un Echelon italiano che (per conto del Governo, dei servizi segreti e delle forze dell'ordine, e sotto il controllo della magistratura) intercetti e ascolti una massa importante di conversazioni elletroniche intese come telefonate fisse e mobili, via Voip, fax, Sms, e-mail. La stessa nota conferma che Telecom Italia non ha nulla a che fare con le intercettazioni perché si limita a mettere a disposizione della magistratura le infrastrutture e i mezzi tecnici per realizzare le intercettazioni. Alla fine del comunicato Telecom Italia dichiara di controllare, del grande mercato valutato in circa 300 milioni di euro all'anno, per i costi delle intercettazioni, solo una quota intorno al 15%. Questa conclusione del comunicato che nega ogni volontà di "guadagnarci con le intercettazioni" conferma però, indirettamente, le dichiarazioni di qualche tempo fa, riportate da molti organi di stampa, di voler aumentare la quota Telecom Italia del mercato delle intercettazioni, acquisendo anche le intercettazioni ambientali (quelle che si fanno con le cimici in un ufficio ma che poi devono servirsi comunque di una linea telefonica) e chiedendo comunque rivalutazioni e adeguamenti delle tariffe che lo Stato paga per le intercettazioni, dall'affitto delle linee dedicate alle stampe dei tabulati telefonici. Alcuni mesi fa fu proprio la Tim, società di telefonia mobile del gruppo Telecom, a denunciare che le circa 5.000 linee telefoniche riservate alle intercettazioni sui cellulari erao già tutte occupate e quindi, a sollecitare in qualche modo un ulteriore ampliamento dei mezzi tecnici per le intercettazioni: un progetto di ampliamento era già allo studio da parte del Ministro Castelli, anche in un'ottica di razionalizzazione dei costi, e che portava alla creazione di SuperAmanda (detto anche Enigma), cioè dell'Echelon italiano. Alcune indiscrezioni parlano di una lettera che lo stesso Tronchetti Provera avrebbe inviato ai ministri competenti per rassicurarli sul fatto che Telecom Italia non voleva avere il controllo di un'eventuale struttura; il controllo sarebbe invece rimasto alle autorità pubbliche, visto che c'erano molti legittimi timori sulla creazione di un apparato così potente.
Al di là del fatto che la lettera ci sia stata o meno, Telecom
Italia non vuole essere trascinata nel polverone estivo,
giudiziario, politico, istituzionale ed
economico, che la vicenda delle intercettazioni delle utenze
del Governatore Fazio ha sollevato. Il guaio è che qualche
problema l'ha creato anche Telecom quando ha voluto creare,
alla fine del 2003, un Centro unico nazionale per le
attività per conto dell'Autorità giudiziaria a Milano; qui ha
concentrato organizzativamente e funzionalmente tutte le intercettazioni che
prima erano seguite a livello provinciale, quando c'erano le singole agenzie su
base provinciale (e successivamente a livello regionale). In pratica, le
intercettazioni continuano a essere richieste dai singoli magistrati locali, che
agiscono autonomamente come prevede l'ordinamento giudiziario, ma poi vengono
gestite da un unico centro, dallo stesso personale, diretto da un dirigente
Telecom; quest'ultimo prima era un ex vicequestore della Polizia di Stato ma,
improvvisamente e senza una ragione chiara, è stato
sostituito da un ex sottufficiale dei Ros, addetto alla
sicurezza personale dello stesso Tronchetti Provera. Telecom Italia ha
giustificato la creazione di un unico centro sia per ragioni di costo sia di
sicurezza e di garanzia del segreto: in passato, soprattutto al Sud, si erano
verificati casi di dipendenti infedeli (poi scoperti e licenziati) che avevano
rivelato intercettazioni in corso alla criminalità. In realtà è molto
discutibile proprio sotto il profilo della sicurezza che tutte le
intercettazioni d'Italia siano seguite nello stesso posto e dalle stesse
persone: a questo proposito, lo stesso Garante della Privacy
Franco Pizzetti (personalità molto indipendente, che ha aperto
un'indagine sulle modalità delle intecettazioni da parte delle società
telefoniche) potrebbe avere dei rilievi non formali da fare.
Pier Luigi Tolardo - Quelli di Zeus
Approfondimenti
Privacy e libertà secondo Stefano Rodotà
di Pier Luigi Tolardo
Nazionalizzare SuperAmanda di Pier Luigi Tolardo
Italia, troppe le intercettazioni di Pier Luigi Tolardo
SuperAmanda, ovvero Echelon all'italiana di Pier Luigi Tolardo
http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=4248
Nazionalizzare SuperAmanda.
Nazionalizzare SuperAmanda di Pier Luigi Tolardo
Italia, troppe le intercettazioni di Pier Luigi Tolardo
SuperAmanda, ovvero Echelon all'italiana di Pier Luigi Tolardo
http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=4248
Nazionalizzare SuperAmanda.
Ricadranno sugli utenti le spese per il supersistemone che
intercetta tutto.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 18-07-2005]
Tra le decisioni che il governo Berlusconi intende assumere per rafforzare la prevenzione e la repressione del terrorismo, soprattutto quello internazionale, legato al fondamentalismo "islamista" (così viene definito per distinguerlo dall'Islam buono e pacifico) ci sono alcune legate alla comunicazione elettronica. Il governo vorrebbe estendere la possibilità, già esistente per i reati di mafia, per le forze dell'ordine di effettuare intercettazioni telefoniche e ambientali preventive, senza dover avere l'ok dei magistrati; non si potranno utilizzare a fini processuali come prova ma comunque possono essere utili per prevenire attentati terroristici. Il governo intende portare anche ad approvazione il progetto di legge di riforma dei servizi segreti (ora giacente alle Camere) che attribuirebbe ai servizi (o al servizio, se saranno unificati il Sisde civile con il Sismi militare) il diritto di intercettare qualsiasi comunicazione: dalla posta tradizionale a quella elettronica, ai fax agli Sms. A questo si aggiunge la possibilità, richiesta da alcuni Paesi in sede Ue come la Gran Bretagna, che gli attuali due anni (tre in caso di gravi reati) di obbligo di conservazione dei dati del traffico telefonico siano portati a quattro e siano estesi anche alla navigazione Internet. Questo insieme di provvedimenti obbligherebbe i gestori telefonici e Internet a sopportare nuovi costi per la conservazione in sicurezza di questi dati e per il monitoraggio; d'altra parte, obbligherebbe i gestori a potenziare gli apparati che oggi affittano agli organi di polizia per le intercettazioni di telefoni, telefonini, fax ed e-mail. A questo punto ritornerebbe alla carica Telecom Italia che, in Calabria, ha realizzato la famosa SuperAmanda, l'Echelon italiano, un potente sistema in grado di intercettare e registrare milioni e milioni di conversazioni telefoniche, e-mail e Sms.
[ZEUS News - www.zeusnews.it - 18-07-2005]
Tra le decisioni che il governo Berlusconi intende assumere per rafforzare la prevenzione e la repressione del terrorismo, soprattutto quello internazionale, legato al fondamentalismo "islamista" (così viene definito per distinguerlo dall'Islam buono e pacifico) ci sono alcune legate alla comunicazione elettronica. Il governo vorrebbe estendere la possibilità, già esistente per i reati di mafia, per le forze dell'ordine di effettuare intercettazioni telefoniche e ambientali preventive, senza dover avere l'ok dei magistrati; non si potranno utilizzare a fini processuali come prova ma comunque possono essere utili per prevenire attentati terroristici. Il governo intende portare anche ad approvazione il progetto di legge di riforma dei servizi segreti (ora giacente alle Camere) che attribuirebbe ai servizi (o al servizio, se saranno unificati il Sisde civile con il Sismi militare) il diritto di intercettare qualsiasi comunicazione: dalla posta tradizionale a quella elettronica, ai fax agli Sms. A questo si aggiunge la possibilità, richiesta da alcuni Paesi in sede Ue come la Gran Bretagna, che gli attuali due anni (tre in caso di gravi reati) di obbligo di conservazione dei dati del traffico telefonico siano portati a quattro e siano estesi anche alla navigazione Internet. Questo insieme di provvedimenti obbligherebbe i gestori telefonici e Internet a sopportare nuovi costi per la conservazione in sicurezza di questi dati e per il monitoraggio; d'altra parte, obbligherebbe i gestori a potenziare gli apparati che oggi affittano agli organi di polizia per le intercettazioni di telefoni, telefonini, fax ed e-mail. A questo punto ritornerebbe alla carica Telecom Italia che, in Calabria, ha realizzato la famosa SuperAmanda, l'Echelon italiano, un potente sistema in grado di intercettare e registrare milioni e milioni di conversazioni telefoniche, e-mail e Sms.
Non si capisce però perché una necessità di monitorare intensamente
le comunicazioni elettroniche degli italiani (necessità
eccessiva, ingiustificata e pericolosa per la libertà di
tutti) debba trasformarsi in una fonte di nuovi e altissimi
ricavi per Telecom Italia: diventerebbe un business da
"monopolista delle intercettazioni", per cui gli italiani
pagherebbe una prima volta al loro gestore la telefonata, e poi
a Telecom Italia il costo dell'intercettazione.
A questo punto sarebbe più corretto che SuperAmanda
venisse nazionalizzata (cioè acquisita dallo Stato, che dovrebbe
risarcire Telecom Italia dei soli costi di realizzazione degli impianti) e poi
gestita in proprio dallo Stato, sotto il controllo del Comitato parlamentare per
i servizi segreti e da parte di un'Authority indipendente: questo per prevenire
possibili usi distorti in una gestione un po' privata, un po' pubblica. Pier Luigi Tolardo - Quelli di
Zeus
Approfondimenti
Approfondimenti
Italia, troppe le intercettazioni di Pier
Luigi Tolardo
SuperAmanda, ovvero Echelon all'italiana di Pier Luigi Tolardo
http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=3651
SuperAmanda, ovvero Echelon all'italianaTelecom Italia è pronta a creare un centro di ascolto nazionale per telefonate, Sms ed e-mail; è solo la mancata approvazione della legge di riforma sui servizi segreti che la blocca. [ZEUS News - www.zeusnews.it - 28-12-2004]
Telecom Italia ha messo a punto uno dei sistemi più sofisticati di intercettazione telefonica ed elettronica, e lo ha recentemente messo a disposizione di tutte le Procure della Repubblica con un'offerta commerciale ad hoc. Si chiamerebbe "SuperAmanda" il centro di ascolto realizzato da Telecom Italia in Calabria che potrebbe diventare l'unico centro di ascolto nazionale per tutte le indagini che richiedano l'intercettazione di telefonate da fisso, mobile, Sms, e-mail e fax, insomma tutte le comunicazioni elettroniche. E' una sorta di Echelon italiano a cui il Ministero di Grazia e Giustizia appalterebbe il servizio, comprese le intercettazioni ambientali che comunque poi passano su linea telefonica e a cui Telecom Italia è molto interessata, da qualche tempo, come occasione di business. SuperAmanda potrebbe essere ulteriormente potenziata in presenza di un contratto con il Governo che fornisca adeguate garanzie economiche a Telecom Italia; il motivo della sua nascita probabilmente è il disegno di legge di riforma dei servizi segreti italiani, nato all'indomani dell'11 settembre 2001, su proposta di Franco Frattini che, successivamente, sarebbe diventato Ministro degli Esteri e poi Commissario dell'Unione Europea. La proposta di riforma dei servizi segreti voleva dare ai servizi dei poteri di intercettazione delle comunicazioni superiori a quelli delle stesse forze dell'ordine: mentre queste hanno bisogno di un'autorizzazione precisa da parte della magistratura per ascoltare le comunicazioni, in presenza di indagini su reati precisi, gli agenti dei servizi segreti lo avrebbero potuto fare indiscriminatamente su qualunque cittadino, per ragioni legate alla sicurezza dello Stato. Il disegno di legge di riforma dei servizi segreti si era poi arenato proprio su questi poteri molto forti, anche di perquisizione e di immunità nel compimento di tutti i reati (tranne i più gravi come l'omicidio), sulla mancanza di adeguati controlli da parte dello stesso Parlamento, che avevano suscitato perplessità anche in componenti della stessa magioranza parlamentare di centrodestra che rappresentava Frattini. Un'altra questione si cui si era bloccato l'iter parlamentare è stata una divergenza di opinioni anche all'interno dello stesso Governo tra chi vorrebbe un unico servizio segreto che incorporasse gli attuali Sismi (militare) e Sisde (civile) e chi è contrario per non concentrare troppo potere in un unico organismo. Questo dibattito si è sviluppato in uno scenario che vede i servizi segreti italiani da una parte svolgere un ruolo di primo piano, anche se non molto chiaro, in vicende come l'Irak, i dossier sulle presunte armi di distruzione irachene mai trovate, la liberazione degli ostaggi italiani; dall'altra un grave conflitto tra servizi segreti e magistratura, come quello che ha recentemente visto bloccare la perquisizione da parte delle forze dell'ordine della sede calabrese dei servizi segreti, che era stata ordinata dai giudici che indagavano sui rapporti mafia-politica, in nome del segreto di stato. Finché non ci sarà la legge Frattini sui servizi segreti (che, fortunatamente per tutti noi, non sembra figurare tra le priorità del Governo Berlusconi), SuperAmanda-Echelon tricolore rimane solo un progetto, anche se inquietante e terribile.
SuperAmanda, ovvero Echelon all'italiana di Pier Luigi Tolardo
http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=3651
SuperAmanda, ovvero Echelon all'italianaTelecom Italia è pronta a creare un centro di ascolto nazionale per telefonate, Sms ed e-mail; è solo la mancata approvazione della legge di riforma sui servizi segreti che la blocca. [ZEUS News - www.zeusnews.it - 28-12-2004]
Telecom Italia ha messo a punto uno dei sistemi più sofisticati di intercettazione telefonica ed elettronica, e lo ha recentemente messo a disposizione di tutte le Procure della Repubblica con un'offerta commerciale ad hoc. Si chiamerebbe "SuperAmanda" il centro di ascolto realizzato da Telecom Italia in Calabria che potrebbe diventare l'unico centro di ascolto nazionale per tutte le indagini che richiedano l'intercettazione di telefonate da fisso, mobile, Sms, e-mail e fax, insomma tutte le comunicazioni elettroniche. E' una sorta di Echelon italiano a cui il Ministero di Grazia e Giustizia appalterebbe il servizio, comprese le intercettazioni ambientali che comunque poi passano su linea telefonica e a cui Telecom Italia è molto interessata, da qualche tempo, come occasione di business. SuperAmanda potrebbe essere ulteriormente potenziata in presenza di un contratto con il Governo che fornisca adeguate garanzie economiche a Telecom Italia; il motivo della sua nascita probabilmente è il disegno di legge di riforma dei servizi segreti italiani, nato all'indomani dell'11 settembre 2001, su proposta di Franco Frattini che, successivamente, sarebbe diventato Ministro degli Esteri e poi Commissario dell'Unione Europea. La proposta di riforma dei servizi segreti voleva dare ai servizi dei poteri di intercettazione delle comunicazioni superiori a quelli delle stesse forze dell'ordine: mentre queste hanno bisogno di un'autorizzazione precisa da parte della magistratura per ascoltare le comunicazioni, in presenza di indagini su reati precisi, gli agenti dei servizi segreti lo avrebbero potuto fare indiscriminatamente su qualunque cittadino, per ragioni legate alla sicurezza dello Stato. Il disegno di legge di riforma dei servizi segreti si era poi arenato proprio su questi poteri molto forti, anche di perquisizione e di immunità nel compimento di tutti i reati (tranne i più gravi come l'omicidio), sulla mancanza di adeguati controlli da parte dello stesso Parlamento, che avevano suscitato perplessità anche in componenti della stessa magioranza parlamentare di centrodestra che rappresentava Frattini. Un'altra questione si cui si era bloccato l'iter parlamentare è stata una divergenza di opinioni anche all'interno dello stesso Governo tra chi vorrebbe un unico servizio segreto che incorporasse gli attuali Sismi (militare) e Sisde (civile) e chi è contrario per non concentrare troppo potere in un unico organismo. Questo dibattito si è sviluppato in uno scenario che vede i servizi segreti italiani da una parte svolgere un ruolo di primo piano, anche se non molto chiaro, in vicende come l'Irak, i dossier sulle presunte armi di distruzione irachene mai trovate, la liberazione degli ostaggi italiani; dall'altra un grave conflitto tra servizi segreti e magistratura, come quello che ha recentemente visto bloccare la perquisizione da parte delle forze dell'ordine della sede calabrese dei servizi segreti, che era stata ordinata dai giudici che indagavano sui rapporti mafia-politica, in nome del segreto di stato. Finché non ci sarà la legge Frattini sui servizi segreti (che, fortunatamente per tutti noi, non sembra figurare tra le priorità del Governo Berlusconi), SuperAmanda-Echelon tricolore rimane solo un progetto, anche se inquietante e terribile.
Pier Luigi Tolardo - Quelli di
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Dunque Echelon esiste. Come difendersi? (seconda parte) di Paolo Attivissimo
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La Repubblica delle intercettazioni di Pier Luigi Tolardo
A proposito di intercettazioni di Pier Luigi Tolardo
Dunque Echelon esiste. Come difendersi? (prima parte) di Paolo Attivissimo
Dunque Echelon esiste. Come difendersi? (seconda parte) di Paolo Attivissimo
Giuliana D'Olcese
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