In
America sono state rese disponibili online “le copie di registri
biografici del Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei conservati
presso il Berlin document center”. Il sito non ha retto per
l'elevatissimo numero di accessi dalla Germania
20 MAR 26
Ultimo aggiornamento: 15:25

Foto Archivio Storico Adolf Huhnlein (via LaPresse)<br />
Il
sito web degli Archivi nazionali degli Stati Uniti ha avuto picchi
anomali di accessi in questi giorni. Martedì è stato a tratti
inaccessibile. Mercoledì e giovedì accedere era possibile, ma la
navigazione assai lenta. La gran parte degli utenti era geolocalizzata
in Germania. Non è stato però segnalato nessun attacco hacker. Chi
accedeva erano persone reali. E non erano mosse da un desiderio di far
collassare il sito, ma dalla curiosità.
Mercoledì 11 marzo gli Archivi nazionali americani hanno deciso di rendere disponibili online “le copie di registri biografici del Nationalsozialistische Deutsche Arbeiterpartei (Partito nazionalsocialista tedesco dei lavoratori) conservati presso il Berlin document center”
(ma non digitalizzati in Germania). In meno di una settimana, quello
che era argomento di interesse per storici e appassionati di storia, si è
trasformato in curiosaggine generale. Una diffusa volontà di andare a
ritroso nel tempo. Gli archivi contengono schede con nomi, indirizzi, date di nascita, date di iscrizione al partito e numeri di tessera.
Talvolta è presente una fotografia e, in alcuni casi, esistono ancora
le domande di iscrizione. Tutti documenti che il Partito Nazista
conservava nel registro nazionale di Monaco e che, con l'avanzata delle
truppe statunitensi nei primi mesi del 1945, i responsabili decisero di
distruggere inviandoli alla cartiera Josef Wirth di Freimann (nei
dintorni di Monaco) stipandoli in venti camion. Le circa 65 tonnellate
di carico però non furono distrutte. I fascicoli vennero portati dagli
oppositori del regime, con l’aiuto delle truppe americane, a Berlino
Ovest, presso il Centro documentale di Berlino e lì conservati. Diversi
microfilm furono dati agli americani. Questi sono stati resi pubblici la
scorsa settimana.
“Il
passato nazista è una presenza ancora sentita da buona parte della
popolazione tedesca. Una presenza che magari non opprime, ed è logico
che sia così visto il tempo che è passato, ma che comunque c’è”, dice al
Foglio Sven Scholl, ex ricercatore di Storia all’Institut für
Zeitgeschichte di Monaco di Baviera, ora autore di programmi televisivi e
documentari. “La maggioranza dei tedeschi ha a che fare o ha avuto a
che fare con storie famigliari legate al Nazismo. Storie a volte
irrisolte, perché non dimostrabili fattualmente. Racconti e ricordi
tramandati, risolvibili anche facilmente, ma a patto di muoversi, andare
in un archivio e cercare, previa presentazione di richiesta scritta. Il
problema è che archivi e centri di documentazione sono luoghi che la
quasi totalità delle persone percepisce come respingenti. E così queste
storie sono rimaste indimostrabili”.
La pubblicazione online ha reso se non facile, quanto meno possibile,
provare a risolvere questioni famigliari ancora aperte. Senz’altro ha
acceso la curiosità, a tratti morbosa, di chi vuole indagare, verificare
se davvero il padre, il nonno, il bisnonno, il vicino di casa si era
opposto al Nazismo, aveva deciso di non prendere la tessera. “Ha senso
tutto questo? Sì e no a mio avviso. Perché se conoscere è sempre utile,
lo dico da ex storico, giudicare una vita per una tessera presa o non
presa non sempre è la scelta migliore. Ci si espone a un giudizio, in
molti casi, senza possibilità di appello”, ragiona Scholl. Anche perché
delle 14 milioni di schede originali, sono state recuperate circa 12,7
milioni, ovvero circa l'80 per cento. E soprattuto, l'appartenenza alle
SA e alle SS non era necessariamente collegata all'appartenenza al
partito, per non parlare di altre organizzazioni subordinate. Nonostante
questo però gli archivi nazionali americani, “non hanno mai registrato
un picco di accessi del genere”, risponde al Foglio uno dei responsabili
del National archives catalog.
Al Foglio dal 2014. Nato nel giorno più freddo del secolo scorso, lì dove la pianura incontra il Prosecco. Insegue. In libreria trovate Girodiruota e Alfabeto Fausto Coppi. E dal maggio 2023 Lance deve morire, il suo primo romanzo.
Su Twitter: @giostuzzi
https://www.ilfoglio.it/esteri/2026/03/20/news/gli-archivi-americani-hanno-pubblicato-i-registri-degli-iscritti-al-partito-nazista-e-i-tedeschi-hanno-iniziato-a-curiosare--263526

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