lunedì 15 marzo 2021

Afghanistan: autobomba ad Herat e assalto a Kunduz

 

La sera del 12 marzo, un’autobomba nei pressi di una stazione di polizia ha ucciso almeno 7 persone nella provincia occidentale di Herat. La stessa notte, almeno 6 membri delle forze di sicurezza sono morti in un attacco dei talebani, nella provincia settentrionale di Kunduz. 

Per quanto riguarda l’esplosione ad Herat, il governatore della provincia, Sayed Abdul Wahid Qatali, ha riferito che diverse donne e bambini erano tra i morti. Inoltre, ha aggiunto che almeno 53 persone, compresi civili e forze di sicurezza, sono rimaste ferite nell’esplosione. Anche decine di case e negozi sono stati danneggiati dall’esplosione e i soccorritori si sono precipitati sul posto per aiutare diverse persone intrappolate sotto le macerie. Nessuno ha rivendicato l’attentato, ma i funzionari locali hanno incolpato i talebani.

L’attacco arriva dopo che, il 2 marzo, 34 persone, tra cui membri delle forze di sicurezza afghane e anche alcuni civili, sono stati liberati da una prigione talebana in un’operazione dei commando afghani, nella provincia di Herat. La notizia è stata resa nota dal Ministero della Difesa afghano, il 3 marzo. L’operazione di salvataggio è stata lanciata nel distretto di Adraskan, in collaborazione con le forze di rivolta pubblica. Almeno 6 talebani sono stati uccisi e le loro armi e munizioni sono state sequestrate, secondo il Ministero di Kabul. Tra le persone liberate ci sono 11 soldati dell’esercito, 7 poliziotti, 3 membri dell’aeronautica militare afgana, 7 lavoratori di un progetto, 7 impiegati del governo e un membro delle forze di rivolta pubblica. “La prigione talebana è stata distrutta durante l’operazione”, ha aggiunto il Ministero. Non sono state riferite vittime tra le forze di sicurezza afghane. I talebani non hanno commentato l’operazione.

Inoltre, nella notte tra il 12 e il 13 marzo, nella provincia settentrionale di Kunduz, 6 membri delle forze di sicurezza sono stati uccisi in un attacco talebano contro un avamposto, nel distretto di Khan Abad. Secondo le fonti citate dalla stampa locale, cinque membri delle forze di sicurezza sono stati presi in ostaggio dai talebani. Nel frattempo, una fonte vicina alle forze armate afghane ha riferito che 5 talebani sono stati uccisi nell’assalto. L’avamposto sembra essere caduto sotto il controllo dei militanti afghani. Tuttavia, i funzionari e i talebani non hanno ancora commentato l’attacco. Tra l’11 e il 12 marzo almeno 30 membri delle forze di sicurezza e civili sono stati uccisi o feriti in attacchi o esplosioni in altre 8 province afghane: Maidan Wardak, Balkh, Ghor, Kandahar, Badghis, Kabul, Paktia e Nangarhar. 

L’Afghanistan sta affrontando un momento particolarmente critico, a causa dell’aumento delle violenze sul campo, nonostante siano in corso i negoziati con i talebani, in Qatar. Il Paese subisce fortemente le divisioni derivanti dalla sua complessa storia. A seguito della fine del dominio dell’Unione Sovietica in Afghanistan, durato dal 1979 al 1989, i talebani avevano guadagnato il controllo di gran parte del Paese, intorno al 1998, ottenuto in seguito a una sanguinosa guerra civile combattuta contro varie fazioni locali. Nel 2001, in seguito agli attentati dell’11 settembre, gli Stati Uniti hanno invaso l’Afghanistan, accusato di essere la base logistica dalla quale al-Qaeda aveva pianificato gli attacchi contro gli USA e dove si era a lungo nascosto il leader dell’organizzazione, Osama bin Laden, sotto la protezione dei talebani. 

Dopo 19 anni di guerra, si è verificato un atteso sviluppo diplomatico, rappresentato dall’accordo USA-talebani di Doha, firmato il 29 febbraio 2020. Tuttavia, già durante i negoziati per finalizzare tale intesa, le violenze sul campo in Afghanistan sono cominciate ad aumentare, fino a diventare assalti quotidiani ad opera dei talebani, ma anche di altre organizzazioni tra cui lo Stato Islamico della Provincia del Khorasan. Gli Stati Uniti avevano chiesto di rispettare almeno 2 settimane di cessate il fuoco, con scarsi risultati. In ogni caso, l’accordo era stato sottoscritto, anche per via della pressione esercitata dall’ex presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, che aveva promesso più volte di mettere fine alle “guerre infinite” combattute dagli USA all’estero. 

Oggi, l’amministrazione di Joe Biden si trova a gestire questa delicata situazione. Da una parte, la Casa Bianca ha deciso di effettuare una revisione dell’accordo tra Stati Uniti e talebani, poiché i militanti sembrano non aver rispettato le clausole che avevano sottoscritto. Dall’altra, i rischi relativi ad un possibile ritiro dall’intesa sono molto alti, considerate le offensive già attuate dai militanti talebani negli ultimi mesi. 


Maria Grazia Rutigliano

https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2021/03/13/afghanistan-autobomba-ad-herat-assalto-kunduz/

Bush71

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