giovedì 27 febbraio 2014

Chiudere i bambini in un numero

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Questo messaggio gira in rete suscitando attenzioni e commenti. Difficile rintracciare l’autrice, di sicuro è stato scritto da una maestra (che ama il suo mestiere) dopo aver consegnato le schede di valutazione ai genitori. Poi capita che l’autrice, Rosaria Gasparro, scriva a Comune-info per farsi conoscere e per ringraziare della pubblicazione. Naturalmente ringraziamo noi Rosaria, con la quale cammineremo insieme nei prossimi mesi. In ogni caso, leggendo quanto scritto da Rosaria viene da pensare al maestro Alberto Manzi che nei primi anni ’80 si rifiutò di redigere le pagelle e al posto del voto metteva un timbro: ʻFa quel che può, quello che non può non fa”. La disobbedienza gli costò la sospensione dall’insegnamento. 

vig“Non sono stata capace di dire no. No ai voti. Alla separazione dei bambini in base a quello che riescono a fare. A chiudere i bambini in un numero. Ad insegnare loro una matematica dell’essere, secondo la quale più il voto è alto più un bambino vale.
Il voto corrompe. Il voto divide. Il voto classifica. Il voto separa. Il voto è il più subdolo disintegratore di una comunità. Il voto cancella le storie, il cammino, lo sforzo e l’impegno del fare insieme. Il voto è brutale, premia e punisce, esalta ed umilia. Il voto sbaglia, nel momento che sancisce, inciampa nel variabile umano. Il voto dimentica da dove si viene. Il voto non è il volto.
I voti fanno star male chi li mette e chi li riceve. Creano ansia, confronti, successi e fallimenti. I votidistruggono il piacere di scoprire e di imparare, ognuno con i propri tempi facendo quel che può. I voti disturbano la crescita, l’autostima e la considerazione degli altri. I voti mietono vittime e creano presunzioni.
I voti non si danno ai bambini. In particolare a quelli che non ce la fanno”.

http://comune-info.net/2014/02/voto/

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