Putinocchio ha parlato. Ancora una volta. E come sempre, la verità è rimasta intrappolata tra una menzogna e un rigurgito egocentrico.
Ma come sempre la scena aveva un comprimario d'eccezione. Un uomo abbronzato d'arancio con capelli gialli en pendant, chiassoso, convinto di essere uno stratega mentre in realtà è solo l'idiota utile del villaggio globale.
Colui che venderebbe il resto del mondo per uno specchio dorato, un accordo dubbio e qualche applauso dalla sua consorteria genuflessa. Mentre uno mente per metodo, l'altro tradisce per avidità.
Uno bombarda, l'altro applaude. Uno distrugge, l'altro negozia... soprattutto per sé stesso. Questo duo non inventa nulla: ricicla le vecchie ricette dei regimi ormai logori: la menzogna, l'adulazione, l'ego gonfiato e il disprezzo per la vita umana.
Solo che, a forza di giocare a scacchi con pedine in carne e ossa, hanno dimenticato un dettaglio: il mondo non si lascia più ingannare.
Quando uno promette la pace non ci resta che contare le bare.
Come la messinscena della tregua in Palestina dove si continua a uccidere e affamare i profughi, o cacciare i resistenti dalla Cisgiordania. Uno schifo d'ipocrisia che alcuni insistono nel negare.
C G


Nessun commento:
Posta un commento