martedì 6 gennaio 2026

L'imperialismo trionfa, non più democrazia ma imperi.




La fine della seconda guerra mondiale è lontanissima, il declino delle democrazie, la crisi economica che attanaglia gli USA, i paesi europei, ci fa dimenticare tutto ciò che è stato fatto dopo milioni e milioni di vittime per allontanare una terza guerra mondiale e costruire una pace duratura. 


Chi se ne frega dell’articolo 2, paragrafo 4, della Carta delle Nazioni Unite: «I membri dell’Organizzazione si astengono, nelle loro relazioni internazionali, dal ricorrere alla minaccia o all’uso della forza, sia contro l’integrità territoriale o l’indipendenza politica di qualsiasi Stato».


Quell'articolo è diventato carta straccia, USA, Cina, Russia possono fare tutto senza essere contrastati, gli imperi si riprendono i territori.


E cosa non strana Trump si riprende il Venezuela, il suo messaggio è chiaro: 

"Nicolas Maduro ha cercato di negoziare alla fine, ma ho detto no». 


Lo ha affermato il presidente degli Stati Uniti Donald Trump in un'intervista a Fox, durante la quale ha paragonato la cattura di Maduro all'uccisione del generale iraniano Soleimani, ucciso in Iraq con una operazione militare.


La differenza fra Putin, Xi Jinping, è che l'azione di Trump doveva passare dal Congresso, gli USA sono ancora un paese democratico, non l'ha fatto e quindi Trump si è dato l'investitura di oligarchico.


L'oligarca USA, che 'esporta democrazia' 'spavaldo e spaccone, a differenza degli altri due, si vanta dell'operazione, del rapimento di Maduro e moglie e durante l'intervista ha anche detto che gli Usa saranno «fortemente coinvolti nell'industria petrolifera del Venezuela».


In un solo anno Trump ha bombardato in modo unilaterale ignorando il Congresso: Iran, Yemen, Siria, Iraq, Afghanistan, Somalia, Nigeria e ora il Venezuela. 


Trump non riconoscendo l'autodeterminazione dei popoli decide sulla futura leadership del Venezuela: «Vedremo se Machado potrà guidarlo"


Ma dopo aver fatto il nome di Machado, il capo della Casa Bianca gioca a sorpresa la carta di Maduro Delcy Rodríguez: « Se è disposta a collaborare». 


Ma la numero due di Maduro ribadisce: «Il presidente resta lui, non siamo una colonia»


Si perché in Venezuela i ministri sono stati chiari non accetteranno nessuna ingerenza degli USA.


Ci sarà un bagno di sangue? Ci sarà una guerra civile? O il furbo venditore di case ancora una volta cercherà di risolvere a modo suo il problema, purché gli Stati Uniti abbiano il loro tornaconto. 


Trump è alla ricerca disperata di petrolio e di materie prime, le casse sono vuote, saranno riempite a discapito di paesi che nessuno difenderà, perché gli imperi hanno bisogno di affianchiarsi nella politica di espansione, Russia e Cina non potranno salvare il regime amico.


Le voci isolate che si alzano indignate come quelle della Bolivia, Brasile e Messico non intaccano Trump.


La sua politica espansionistica per arricchirsi non sarà ostacolata, in tutti i paesi che ha bersagliati nel 2025 come il Venezuela, c’è ricchezza di risorse: minerali, acqua (il controllo del bacino dell’Orinoco), ed enormi giacimenti di petrolio, dove da sempre operano le compagnie Usa. 


Un vecchio mondo si ripristina, l'Europa belligerante è con Trump, solo una voce si alza, quella di Sanchez:

“Il Venezuela? La Spagna non ha riconosciuto il regime di Maduro. 

Ma non riconoscerà nemmeno un intervento che viola il diritto internazionale e spinge la regione verso un orizzonte di incertezza e belligeranza.

Chiediamo a tutti gli attori di tenere in considerazione la popolazione civile, di rispettare la Carta delle Nazioni Unite e di impegnarsi per una transizione giusta e negoziata.”


La Carta delle Nazioni Unite carta straccia, da usare a convenienza ma non per l'oligarca che vuol diventare l'imperatore di questo pianeta. 

Santina S.

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