Tre euro possono sembrare solo spiccioli, finché non diventano una regola.
Dal 1° gennaio 2026, la pensione minima indicata passa da 616,67 euro a 619,80 euro al mese.
È un aumento di 3,13 euro mensili.
Dietro c’è la “perequazione automatica”, l’adeguamento legato all’inflazione.
Per il 2026 l’inflazione provvisoria stimata dall’INPS è dell’1,4%, con richiamo ai dati ISTAT sui prezzi al consumo.
Questa rivalutazione non si applica allo stesso modo a tutti.
È al 100% solo fino a 2.447,39 euro, cioè quattro volte il trattamento minimo base indicato di 611,85 euro.
Poi scende al 90% tra 2.447 e 3.059 euro, e al 75% oltre questa soglia.
Così, anche quando la percentuale è la stessa, l’effetto finale cambia molto.
Nei calcoli riportati da UIL Pensionati, basati sull’1,4%, un assegno da 900 euro cresce di 12 euro.
A 1.000 euro si parla di 14 euro lordi, cioè circa 10–11 netti.
A 1.200 euro l’aumento indicato è di 16 euro.
A 1.500 euro si sale a 21 euro, e a 2.000 euro a 28 euro.
A 2.500 euro l’incremento citato è di 34,88 euro, ma con le fasce al 90% e al 75% che riducono la rivalutazione piena.
C’è poi il caso, raccontato nei dettagli, di una minima 2025 da 603,40 euro.
Qui l’aumento netto complessivo viene stimato in 7–10 euro, sommando rivalutazione base e un ulteriore 1,3% straordinario (circa 7,95 euro lordi), fino a 619,79 euro.
E nel frattempo compaiono numeri più grandi, che spiegano perché il tema non è semplice.
La spesa pensionistica INPS viene indicata a 364 miliardi di euro nel 2024, pari al 16,9% del PIL, con una crescita del 2,5% annuo.
Nello stesso quadro, le pensioni di vecchiaia risultano in aumento del 14,5% e quelle di invalidità dell’11,8%.
Su questa base, l’adeguamento resta “pochi euro” per gran parte dei 13 milioni di pensionati italiani citati.
Il testo richiama anche la Manovra 2026 e una stima ISTAT iniziale dell’1,7%, poi rivista al ribasso.
In parallelo, le uscite anticipate vengono descritte in calo: -9% nel 2024 e -11% stimato per il 2025, per regole più stringenti.
Dentro lo stesso Paese, si registra anche un altro dato: oltre 10 milioni di over 50 al lavoro, pari al 42% della forza lavoro.
E sullo sfondo appare una proiezione: 17,1% del PIL al 2040.
Alla fine, la fotografia che resta è una doppia scala: miliardi nei conti complessivi, euro nel dettaglio mensile.
Ed è spesso lì, nel dettaglio, che si misura la distanza tra un indice e una vita quotidiana.
💁♂️ Quel che non sapevi, in breve
👉 Dal 1° gennaio 2026: minima 616,67€ → 619,80€ (+3,13€)
👉 Perequazione 2026: 100% fino a 2.447,39€, poi 90% e 75%
👉 Esempi UILP (1,4%): +12€ su 900€, +28€ su 2.000€, +34,88€ su 2.500€
👉 Spesa pensionistica INPS 2024: 364 mld (16,9% PIL); pensionati citati: 13 milioni

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