È accaduto qualcosa che supera i confini del dramma ed entra di diritto nel tragicomico.
In pratica, nei giorni scorsi Donald Trump ha bocciato la candidatura a Presidente del Venezuela di Maria Corina Machado come fosse a un casting di X Factor.
Il motivo ufficiale è che non avrebbe il consenso per governare.
In realtà la ragione è molto più terra terra: perché nella sua megalomania non le ha perdonato di aver accettato a ottobre il Premio Nobel per la Pace, che a suo dire spettava di diritto a lui.
E qui viene il bello - si fa per dire.
Perché una volta che lo ha saputo, Machado, mettendosi la dignità sotto i tacchi, ha annunciato di voler offrire personalmente il suo Nobel a Trump. Come si fa con un bambino capriccioso.
“Lo merita più di me. Se credevo lo meritasse a ottobre, figuratevi ora…”
Tutto pur di farsi dare dal Presidente di un Paese straniero e nuovo boss mondiale la Presidenza del suo Paese.
Siamo a livelli di bassezza politica e umana mai visti né raggiunti prima.
Il Nobel per la Pace usato come bottino di guerra.
Tra i deliri imperialisti di Trump e il servilismo opportunista di Machado, il mondo - e soprattutto il Venezuela - è veramente in pessime mani.
E c’è ancora qualcuno che ha il coraggio di chiamarla “Liberazione”.

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