martedì 13 maggio 2025

Senatrice Cucchi lo mandi a chiedere l'elemosina

 


Nel 2018, un leone da tastiera mi augurava quello che leggete. Il peggio, non so perché. Gliel’ho chiesto sui miei profili social. Mai avuto risposta.


Mi sono rivolta alla giustizia. Chiedevo di identificarlo. Avrei voluto delle scuse. Ma dico davvero, soprattutto avrei voluto sapere cosa muove un essere umano a scrivere questo, a provocare altro dolore a una famiglia che ha già sofferto tanto. Mi è stato detto che sarebbe stato complesso. Non avevano gli strumenti per indagare. 


Ci ho pensato da sola, con il fondamentale aiuto del mio avvocato, e di alcuni giornalisti che mi hanno accompagnato in questa faticosa ricerca. Lo abbiamo identificato (è credibile che non potesse farcela un organo dello Stato? Lasciamo stare).


Purtroppo il tempo passa, la giustizia non gli sta dietro. Come potete immaginare, lo so bene. Il caso andava avanti e ne sentivo di ogni tipo. Cose che bruciano, tanto, ancora. Forse più del tweet. La richiesta di archiviazione, ad esempio, avanzata non da un semplice Pm; da una magistrata donna. 


Per fortuna, non so come chiamarla se non così, dopo 6 anni passati nella totale impunità per un hater di professione, richiesta respinta. 


Il processo doveva iniziare il 4 novembre 2024, ma la Procura aveva sbagliato il luogo in cui notificare la citazione all’imputato. Rinviato al 24 febbraio per correggere l’errore. La notifica veniva però effettuata senza rispettare i termini di legge. 


Nuovo rinvio ad oggi, 13 maggio, per poter rimediare a questo secondo errore. 6 mesi per poter celebrare correttamente l’udienza oggi, 13 maggio 2025. 7 anni dopo i fatti. Pochi minuti fa, in Tribunale a Roma. Il momento della verità. Vi aspettereste forse un briciolo di giustizia. Io me lo aspettavo. 


Invece no. Oggi, l’ulteriore delusione: “incompetenza territoriale”. Il Tribunale è quello di Roma, il Dentone vive in un’altra città, in un’altra regione. 


7 anni e 3 udienze per trasmettere, finalmente, al Giudice competente.


Intanto, fiumi di odio sui social che continuano a scorrere. E con loro i fiumi di dolore che provocano. Nel mezzo, l’Italia peggiore. Lo spaccato di questa storia, piccola ma credo anche grande. 

L’Italia che fa finta di niente

Ilaria Cucchi

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