Una nuova perizia dei consulenti della famiglia Poggi riscrive la dinamica del delitto: l'azione omicidiaria sarebbe iniziata nel locale colazione

Il caso dell'omicidio di Chiara Poggi si arricchisce di un tassello fondamentale che potrebbe blindare definitivamente la colpevolezza di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione. Secondo i nuovi accertamenti condotti dai periti della famiglia Poggi, l'aggressione non sarebbe avvenuta all'ingresso della villetta di via Pascoli a Garlasco, come ritenuto finora, ma sarebbe iniziata in cucina.
Il Dna sulla cannuccia
Il punto di svolta di questa nuova ricostruzione nasce dall'analisi della spazzatura dell'ultima colazione di Chiara Poggi, un reperto rimasto inesplorato per anni. Durante l'incidente probatorio legato alle recenti indagini su Andrea Sempio, è emerso un indizio pesante: il Dna di Alberto Stasi sulla cannuccia di un bricco di Estathé trovato nel cestino. «Per noi l'aggressione comincia proprio lì, in cucina», spiega il consulente Redaelli. Secondo i legali della famiglia, questo elemento dimostrerebbe la presenza di Stasi in casa in un momento compatibile con il delitto. L'avvocato Gian Luigi Tizzoni ha ribadito la convinzione che non esistano colpevoli alternativi e che, se questo dato fosse stato disponibile all'epoca, «la motivazione della condanna sarebbe stata ancora più forte».
"Le Iene" condannate per diffamazione
Mentre la difesa della vittima punta a chiudere il cerchio su Stasi, il caso torna a dividersi sui media. È di queste ore la notizia della condanna in primo grado per diffamazione nei confronti dell'autore Riccardo Festinese e del giornalista Alessandro De Giuseppe del programma "Le Iene".
I giudici hanno stabilito che un servizio del maggio 2022 ha diffamato la famiglia Cappa (parenti di Chiara). La notizia è emersa proprio durante l'ultima puntata dello show Mediaset, durante la quale sono state presentate nuove indiscrezioni che tentano di riaccendere i riflettori sui movimenti delle cugine e della zia della vittima la mattina del delitto.
I nuovi testimoni
Nonostante la condanna, "Le Iene" hanno presentato due testimonianze inedite: un uomo e una donna che, pur non conoscendosi, sostengono di aver visto Mariarosa Cappa e una delle figlie nei pressi di via Pascoli la mattina del 13 agosto 2007. Se confermati, questi racconti potrebbero dare nuova credibilità alla vecchia deposizione dell'operaio Marco Muschitta. All'epoca, l'uomo riferì di aver visto uscire dalla strada dei Poggi una ragazza bionda in bicicletta, ma la sua testimonianza fu dichiarata inattendibile dagli inquirenti.
https://www.dagospia.com/cronache/rinviata-giudizio-pilar-baselga-nota-attivista-in-spagna-per-diffusione-460236
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