venerdì 30 gennaio 2026

Claudio D’Alessio

 


C’è una verità silenziosa, discreta, ma potente, che si fa largo nelle parole di Claudio D’Alessio, il 39enne primogenito del celebre cantautore napoletano Gigi D’Alessio. In un’epoca che celebra l’individualismo e l’apparenza, Claudio — imprenditore riservato e lontano dalle luci dello spettacolo — racconta al podcast «No lies» con tono sincero e composto il valore più grande ereditato dalla sua famiglia: lo stare insieme. Claudio porta un nome importante. Lo scelse sua madre Carmela Barbato, d’accordo con Gigi, in omaggio a un artista che per entrambi rappresentava molto: Claudio Baglioni.

«Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia normale e bella, checché se ne possa dire», afferma. E la normalità di cui parla non è quella priva di complessità, ma quella fondata su affetti solidi, su un padre e una madre che si sono amati fin da giovanissimi, dai 14 anni, e hanno condiviso più di vent’anni insieme prima di prendere strade diverse. Gigi D’Alessio, spesso al centro delle cronache per la sua vita privata, appare nelle parole del figlio in una luce diversa, intima, reale. «Papà è un uomo che ha sempre lavorato tantissimo. Non esistono vacanze: al massimo cinque o sei giorni l’anno. Si è fatto un cuore grande per noi. Non si è mai goduto fino in fondo quello che ha realizzato».

Nessun mito da costruire, nessuna leggenda da alimentare: Claudio restituisce un’immagine paterna fatta di dedizione e sacrificio, lontana da quella dell’artista mondano. «Non è mai stato un donnaiolo da locali notturni. Io non l’ho mai visto ubriaco», sottolinea con una fierezza garbata, come a voler difendere non tanto l'uomo famoso, quanto il padre che ha conosciuto da vicino, con i suoi silenzi e le sue assenze giustificate dal lavoro. Eppure, proprio quell’uomo sempre in movimento, quell’artista instancabile, ha saputo trasmettere a Claudio — e a tutta la famiglia — il valore del tempo condiviso. 


(Intervista a Claudio D'Alessio realizzata da "Il corriere della sera")

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