I fondi stranieri hanno conquistato il potere economico italiano
La borsa tricolore è stata per quarant'anni una riserva di caccia con due soli protagonisti: i salotti buoni – un groviglio di patti di sindacato e partecipazioni incrociate tra banche e famiglie incaricato di gestire gli affari dei soliti noti – e le aziende di Stato.
Oggi il vento è cambiato.
Gli ex-poteri forti, fiaccati dallo sfarinamento delle dinastie industriali, dai prestiti in sofferenza e dalla crisi, sono a corto di quattrini. E in virtù dell'aurea legge ("Articolo quinto, chi ha i soldi ha vinto") coniata da Enrico Cuccia, il deus ex machina di questo mondo, il listino milanese ha trovato il suo nuovo padrone: i grandi fondi esteri.
Un universo magmatico a molti volti – tra cui quello delle mitiche Scottish Widows, i fondi delle parrocchie presbiteriane e i gestori dei risparmi dei professori dell'Illinois – che in un mese, con un uno-due violento quanto inatteso, ha spazzato via i cocci del capitalismo di relazione tricolore e ha messo ko all'assemblea dell'Eni e di Finmeccanica il Tesoro italiano.
http://www.articolotre.com/2014/05/i-fondi-stranieri-hanno-conquistato-il-potere-economico-italiano/
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