Benvenuti nella riviera degli orti
A Ortinsieme, Ventimiglia (Imperia), alla fine di ogni giornata, dopo che ognuno ha svolto compiti diversi, quanto raccolto viene diviso tra tutti: il gruppo di dieci persone nato tre anni fa è oggi triplicato ed è anche un Gas e un’associazione culturale. Vincenda analoga a quella di Orti sovversivi, gruppo nato a Sanremo. Orticando, invece, ha sede a Vallecrosia, tra Ventimiglia e Sanremo, ed è il frutto di un accordo con il Comune che ha messo a disposizione, gratuitamente, terreni incolti: la divisione iniziale in tanti singoli orti si è trasformata in una bella esperienza comunitaria. La Riviera dei Fiori cambia anche così
di Giorgio Caniglia*
Ortinsieme, Orti sovversivi, Orticando. Sono i nomi delle tre esperienze di orti periurbani nate nell’estremo ponente ligure, tra Sanremo e Ventimiglia, la famosa Riviera dei Fiori. Un territorio difficile per l’orticoltura: un territorio tutto montano con coltivazioni sulle “fasce”, i terrazzamenti dove sono piantati prevalentemente olivi e viti. Con una concorrenza spietata del cemento e uno sviluppo edilizio che nei decenni scorsi ha ricoperto di palazzi, ville e villette i terreni più vicini al mare. Dove i terreni abbandonati dagli agricoltori più anziani sono stati utilizzati, spesso in modo irregolare, per seconde case. L’abbandono dei terreni è stato incentivato dalla crisi della floricoltura, figlia della globalizzazione, che resiste solo in produzioni di nicchia.
Il primo lavoro, molto impegnativo, è quello della riconversione: da selva di rose canine a terreno per ortaggi. Il gruppo iniziale di dieci persone cresce sino alle trenta di oggi. Persone più esperte o totalmente ignoranti di orticoltura: con il lavoro collettivo si impara rapidamente. Soprattutto, il lavoro collettivo permette a tante persone di partecipare a questa attività secondo le proprie disponibilità di tempo. Un calendario settimanale permette di scegliere quando lavorare agli orti.
La produzione è, ancora oggi, solo per l’auto-consumo; la distribuzione del raccolto è un po’ “proto-socialista”: alla fine di ogni giornata di lavoro, dove ognuno svolge compiti diversi, quanto raccolto viene diviso tra chi quel giorno ha lavorato. Senza conflitti. La divisione collettiva è riuscita ad adattarsi anche alla produzione del pollaio, dove la distribuzione delle uova non può essere pianificata!
Ortinsieme è un gruppo di acquisto solidale o Gas ma, anche, associazione culturale: dalla sua nascita si è dato l’obiettivo della diffusione dell’esperienza diorti collettivi ma anche di luogo di incontro. Così una zona della serra principale è dedicata agli incontri con conferenze, visite scolastiche e anche micro-teatro. La relazione tra cura della terra e salvaguardia del territorio, gli orti didattici e l’agricoltura sociale sono le tematiche principali. In questo contesto si è lavorato per modificare (con scarsi risultati) le leggi regionali sulle terre incolte e per l’agricoltura sociale.
Interessante l’esperienza di Orticando che ha sede aVallecrosia, tra Ventimiglia e Sanremo. Nasce da un accordo con il Comune di Vallecrosia che ha messoa disposizione, gratuitamente, terreni di proprietà comunale incolti. Negli incontri con il sindaco e icittadini interessati è risultata battuta l’impostazione che vedeva la creazione di tanti piccoli orti individuali e si è affermato il modello collettivo, dove i cittadini lavorano insieme su tutto il terreno disponibile.
Piccole esperienze, ma che cambiano le persone in profondità.
* Attac Imperia. L’articolo di questa pagina è stato pubblicato anche da Granello di sabbia, il mensile di Attac Italia, qui scaricabile.
http://comune-info.net/2014/02/orti-imperia/
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