sabato 17 gennaio 2026

IL LUPO NON FINGE PIÙ: DIVORA SENZA FAVOLE

 

Dal fantasma della Minaccia Russa al guinzaglio americano.  

L’Europa danza nel sonno mentre il reale bussa con le nocche insanguinate.


Per anni il continente ha nutrito un’illusione: un nemico immaginario, un teatro di sanzioni, autolesionismi energetici, informazione ammaestrata. E mentre guardava a Est, il vero padrone arrivava da Ovest.


Il lupo non finge più: divora senza favole.  

Greenland come antipasto, Canada come piatto forte.  

Ma Ottawa scarta il cappio e si getta tra le braccia di Pechino, scegliendo la geopolitica reale contro la devozione rituale.


Intanto Bruxelles guidata da sonnambuli, corre verso la guerra totale con Mosca, ignorando persino gli avvertimenti che cadono dal cielo: missili nuovi, messaggi antichi.

Il mondo cambia, loro no.


Qualcuno inizia a svegliarsi: Berlino parla di compromesso, Helsinki vuole riaprire il confine, Copenaghen riposiziona i suoi F‑16 non contro il Cremlino, ma contro l’ombra di Washington.  

Segnali, non rivoluzioni. E tutti in ritardo.


Il continente ha costruito un mostro inesistente e ha consegnato le chiavi del proprio destino a figure inadeguate, burocrati che un giorno verranno ricordati per la loro irresponsabilità.


Eppure la via d’uscita esiste:  

smontare la macchina del sabotaggio, ricostruire una sicurezza europea reale, tornare all’interdipendenza invece che alla paranoia e chiedere scusa a Est.


Il resto è guerra.  

Una guerra dove non ci sono vincitori, solo macerie che camminano.


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