domenica 1 novembre 2026

Hildegard

 


«Questa bambina non vivrà a lungo!» dissero alla madre. È una femmina e già questo la rende superflua.  Il suo corpo è fragile, la sua mente brucia. Nel XII secolo una bambina come Hildegard di Bingen è un PROBLEMA. È troppo debole per un matrimonio. Non è adatta per la vita domestica. La sua famiglia non sa che farsene. Così scelgono la soluzione più facile: la clausura a vita. Una stanza chiusa a chiave. Una grata. Il freddo di quelle mura. 


Li impara che piangere non serve. Che sentire troppo è una colpa. Avrebbe dovuto finire così la sua vita, prigioniera di una GABBIA che le era stata imposta, eppure Hildegard non si spegne. Legge. Studia. Ascolta. Il mondo che le è stato tolto, se lo ricostruisce da dentro. E a poco a poco qualcosa dentro di lei si RIBELLA. Hildegard fa qualcosa di rivoluzionario per una donna del XII secolo: prende in mano la penna. Scrive con una lucidità che non chiede scusa. Nasce così Scivias. 


Quando il manoscritto arriva nelle mani di Papa Eugenio III, accade qualcosa che nessuno avrebbe mai potuto prevedere. Il Papa rimane stregato dallo scritto di quella «fragile donnina». E la autorizza a divulgare i suoi scritti. Hildegard si riappropria della libertà che le era stata negata e da quel momento non si ferma più. Scrive. Viaggia tra la gente. Fonda monasteri. Compone musica. E poi fa qualcosa di ancora più impensabile. Afferma che uomini e donne sono due metà che si completano non che si sovrastano. Restituisce DIGNITÀ alla donna. 


E fu così che la bambina che tutti credevano debole, quella che avevano rinchiuso perché troppo FRAGILE, divenne uno delle donne più importanti della sua epoca. Il suo contributo fu essenziale per la medicina, le scienze naturali, la botanica, la musica. Tanto che alla fine divenne una delle quattro donne in tutta la storia a potersi fregiare del titolo di «dottore della chiesa». Perché certe donne in nessun modo possono essere annientate, ma nascono per mostrare al mondo come si BRILLA. 


Guendalina Middei, (➡️ Trovate altre storie come questa nel mio «Non rinnegare il cuore» che ho scritto per raccontarvi le storie di chi scelse di non omologarsi e andare controcorrente. Qui potete leggerne un estratto gratuito: https://www.amazon.it/rinnegare-cuore-Storie-scrittori-spengono/dp/8807175223/


#donna #donne #storia

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IL CERCHIO DELLA MORTE CHE RITORNA




Coronide tradisce Apollo → Apollo la uccide ma salva il figlio dalla pancia → NASCE ASCLEPIO


Asclepio impara da Chirone → diventa troppo bravo e resuscita i morti → Zeus si arrabbia e lo fulmina con un fulmine dei Ciclopi → MUORE ASCLEPIO


Apollo perde il figlio → non può prendersela con Zeus → si vendica sui fabbri del fulmine → UCCIDE I CICLOPI


Zeus punisce Apollo → 1 anno schiavo da Admeto, re di Fere → Apollo per ringraziarlo inganna le Moire → ADMETO NON DEVE MORIRE SE QUALCUNO MUORE AL POSTO SUO


Nessuno vuole morire per Admeto tranne sua moglie Alcesti → Alcesti muore → arriva Ercole ospite → scende nell'Ade → lotta con Thanatos / la Morte → SALVA ALCESTI


Alla fine la morte che Asclepio voleva sconfiggere, Apollo la fa sconfiggere a Ercole. Tutto torna.


È tutta la mitologia greca in 5 personaggi: amore, gelosia, superbia, vendetta e poi redenzione. 

Fenix 

È morta Ciara Mageean, campionessa europea dei 1500 nel 2024 😢🙏

 


Originaria di Portaferry, nell’Irlanda del Nord, poco più di un quindici mesi fa aveva reso noto nel luglio di essere malata cancro. “Questa mattina, alle 6.30, Ciara ha perso la sua battaglia contro il cancro, circondata dai suoi cari - si legge in un messaggio pubblicato sul suo profilo social -. Amatissima figlia, sorella, moglie, amica e fonte di ispirazione per tantissime persone, ci mancherà profondamente”. Solo una settimana fa aveva pubblicato le immagini del matrimonio con Thomas Moran, che da anni era il suo compagno.


Aveva fatto la storia conquistando per l’Irlanda l’oro europeo nei 1500 a Roma nel 2024. Ha rappresentato l’Irlanda ai Giochi olimpici di Rio 2016 e Tokyo 2020. Avrebbe dovuto partecipare anche a Parigi, ma fu costretta al ritiro per un infortunio al tendine d’Achille.

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Il buffone raglia!



 🔥 𝗣𝗨𝗧𝗜𝗡 𝗔𝗩𝗩𝗘𝗥𝗧𝗘 𝗟’𝗘𝗨𝗥𝗢𝗣𝗔: 𝗡𝗢𝗡 𝗖𝗜 𝗦𝗔𝗥𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗩𝗜𝗡𝗖𝗜𝗧𝗢𝗥𝗜


E a Bruxelles qualcuno dovrebbe finalmente togliersi l’elmetto dalla testa e rimetterci dentro un cervello.


Oggi, 29 ottobre, Vladimir Putin ha pronunciato parole che dovrebbero far tremare le cancellerie europee:


«Se si arriverà troppo lontano, non ci saranno vincitori. Che nessuno lo dimentichi».


La Russia, ha aggiunto, è pronta a un eventuale conflitto con l’Europa, pur dichiarando di non volerlo.


𝗖𝗮𝗽𝗶𝘁𝗼 𝗶𝗹 𝗰𝗼𝗻𝗰𝗲𝘁𝘁𝗼? 𝗡𝗢𝗡 𝗖𝗜 𝗦𝗔𝗥𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗩𝗜𝗡𝗖𝗜𝗧𝗢𝗥𝗜.


Non ci sarà una coppa da sollevare. Non ci sarà una sfilata trionfale. Non ci sarà un podio sul quale esibire la propria superiorità morale.


Ci saranno città distrutte, famiglie annientate e una generazione sacrificata sull’altare delle ambizioni geopolitiche.


Eppure, mentre si discute di prepararsi a una possibile guerra entro il 2030, una parte della politica europea sembra aver dimenticato un dettaglio: 𝗹𝗮 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘂𝗻 𝘃𝗶𝗱𝗲𝗼𝗴𝗶𝗼𝗰𝗼.


Naturalmente Putin  è un capo di Stato  e la Russia continua a combattere in Ucraina. Le sue parole sono anche un avvertimento militare, non una dichiarazione d’amore.


Ma è proprio questo il punto.


Quando le potenze nucleari iniziano a discutere di una guerra senza vincitori, 𝗹𝗮 𝗿𝗶𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗹𝗹𝗶𝗴𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝗮𝗹𝘇𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗼𝗿𝗮 𝗹𝗮 𝘃𝗼𝗰𝗲.


È trovare una via d’uscita.


Invece abbiamo trasformato la diplomazia in un sospetto, il negoziato in una debolezza e la prudenza in un’accusa di tradimento.


Una straordinaria conquista della civiltà europea: dopo due guerre mondiali, siamo arrivati al punto di dover spiegare nuovamente che sarebbe preferibile evitarne una terza.


𝗘 𝗦𝗔𝗣𝗘𝗧𝗘 𝗖𝗢𝗦𝗔 𝗠𝗜 𝗙𝗔 𝗣𝗜𝗨̀ 𝗣𝗔𝗨𝗥𝗔?


Non soltanto le parole di Putin.


Mi fa paura la disinvoltura con cui si parla di guerra da una scrivania, davanti a un microfono, tra una conferenza stampa e un ricevimento istituzionale.


Perché a morire non saranno gli editorialisti con la cravatta patriottica.


Non saranno i strateghi da salotto.


Saranno i figli di quelli che oggi pagano le bollette, fanno la spesa contando gli euro e cercano di arrivare alla fine del mese.


𝗟𝗮 𝗽𝗮𝗰𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗿𝗮𝗴𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗮 𝗣𝘂𝘁𝗶𝗻. 𝗦𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗲𝗴𝗻𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗳𝘂𝘁𝘂𝗿𝗼 𝗱𝗲𝗹𝗹’𝗘𝘂𝗿𝗼𝗽𝗮 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗴𝘂𝗲𝗿𝗿𝗮.


E se questa distinzione è diventata troppo difficile per i nostri dirigenti, forse il problema non è soltanto a Mosca.


È anche nelle stanze in cui si decide il nostro futuro senza chiedere il nostro parere.


🏇 Don Chisciotte


📲 https://t.me/donchisciotte667


FONTI: Affaritaliani, 29 ottobre 2026 | Hromadske, 29 ottobre 2026


#DonChisciotte #Putin #Russia #Europa #Pace #Geopolitica #NoAllaGuerra

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Più scuola meno sprechi!

 


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Travaglio prepara i fazzoletti per Putin

 


🔥 Marco Travaglio: "Zelensky è come un ragazzo drogato a cui i genitori non hanno mai avuto il coraggio di levare la droga".


Il direttore del Fatto Quotidiano usa una metafora durissima: per lui la "droga" sono le armi e la promessa di una vittoria impossibile sulla Russia, "la più grande potenza nucleare del mondo". E quando arrivano Trump e Vance a dirgli "devi smettere, noi ti leviamo la droga", ecco lo scontro nello Studio Ovale.


Parole dette dopo il famoso scontro alla Casa Bianca del febbraio 2025, ma che fanno ancora discutere.


Ha ragione Travaglio? Sì o no? 👇


🎥 Marco Travaglio, video intervista


Immagine realizzata con l'IA a scopo illustrativo.


#politica #Travaglio

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MA DAVVERO NON RIUSCITE A CAPIRE COSA STA SUCCEDENDO IN ITALIA?

 



E ancora parlate di guerriglie, di violenti e di manifestanti di sinistra?


Ma davvero non vi rendete conto di quello che sta succedendo?


Il problema è che molti di voi si informano esclusivamente attraverso i telegiornali, i talk show e i giornali, e finiscono per conoscere soltanto la versione dei fatti che viene mostrata in televisione.


Mentre per giorni e giorni migliaia di agricoltori e autotrasportatori protestavano pacificamente, anche al freddo, in mezzo alle strade, senza le comodità di una piazza piena di bar, pizzerie e ristoranti, quanti di voi hanno visto quelle immagini nei principali telegiornali?


E quando si sono verificati gli episodi di vandalismo, con quei pochi che hanno spaccato vetrine e danneggiato attività commerciali, cosa hanno mostrato prevalentemente le televisioni?


Proprio quelle immagini!


Eppure, nello stesso periodo, c'erano migliaia e migliaia di persone perbene che manifestavano pacificamente. Persone che continuavano a scendere in strada non soltanto per i propri interessi, ma anche per quelli di tutti gli altri italiani. Anche per te che oggi le giudichi comodamente seduto sul divano di casa tua!


C'erano famiglie, donne, anziani, persone con bambini piccoli e passeggini. Gente comune che chiedeva ascolto, dignità e condizioni di vita migliori.


E mentre le immagini degli scontri facevano il giro delle televisioni, tante altre proteste pacifiche continuavano senza ricevere la stessa attenzione mediatica.


E quando le forze dell'ordine intervenivano per ragioni di ordine pubblico, a finire coinvolte negli scontri e nelle cariche potevano essere anche persone che non avevano alcuna intenzione di fare violenza.


E VOI, INVECE DI CHIEDERVI COSA STESSE SUCCEDENDO DAVVERO, AVETE PREFERITO GIUDICARE TUTTI!


Avete etichettato i manifestanti come violenti, comunisti, delinquenti e nemici del Paese, senza nemmeno preoccuparvi di capire chi fossero, cosa chiedessero e perché fossero scesi in strada.


Ma vi siete mai chiesti quanto possa essere parziale un'informazione che dedica enorme spazio agli episodi di violenza e pochissimo alle ragioni di chi manifesta pacificamente?


Vi siete mai chiesti perché certe proteste diventano notizie da prima pagina e altre sembrano quasi non esistere?


L'informazione dovrebbe raccontare i fatti nella loro interezza, non limitarsi a mostrare soltanto gli episodi che finiscono per condizionare il giudizio dell'opinione pubblica.


E attenzione: condannare chi spacca vetrine, aggredisce o distrugge è sacrosanto. Ma condannare un'intera manifestazione per il comportamento di pochi è un'altra cosa!


E ADESSO ARRIVIAMO AL PUNTO CHE SEMBRATE NON VOLER CAPIRE.


Chi oggi manifesta pacificamente non lo sta facendo soltanto per sé stesso. Lo sta facendo anche per chi lo insulta, per chi lo giudica e per chi pensa di essere superiore perché non ha ancora avuto un motivo per scendere in piazza.


Perché il caro vita non guarda se sei di destra o di sinistra. Le bollette non chiedono per chi hai votato. Il carburante non costa meno perché sostieni il governo. Gli stipendi insufficienti non diventano improvvisamente adeguati perché difendi un partito.


E soprattutto, ricordatevi una cosa: i governi cambiano, ma i problemi dei cittadini restano se nessuno pretende che vengano risolti.


Oggi siete contenti perché al governo c'è la vostra parte politica. Domani potrebbe esserci un altro schieramento e potreste ritrovarvi voi stessi a protestare per le stesse ragioni.


E allora cosa farete? Vi farà piacere essere giudicati e messi tutti nello stesso calderone perché qualche irresponsabile avrà danneggiato una vetrina durante una manifestazione?


Vi renderete conto di quanto sia ingiusto?


E sapete qual è una delle cose più assurde di questa situazione?


Che continuiamo a dividerci tra destra e sinistra, mentre chi entra in Parlamento, maggioranza o opposizione, continua a percepire stipendi e privilegi che la maggior parte degli italiani può soltanto sognare.


QUANDO PERDERETE L'ABITUDINE DI DIFENDERE UN PARTITO COME SE FOSSE UNA SQUADRA DI CALCIO, FORSE COMINCERETE A DIFENDERE DAVVERO I VOSTRI INTERESSI!


Non dovete essere d'accordo con chi protesta. Non dovete condividere ogni slogan, ogni richiesta o ogni idea.


Ma almeno abbiate l'onestà intellettuale di informarvi, di guardare oltre le immagini che vi vengono continuamente riproposte e di distinguere chi manifesta pacificamente da chi commette violenze.


Perché una cosa deve essere chiara a tutti:


CHI OGGI SCENDE IN PIAZZA PACIFICAMENTE PER CHIEDERE UN FUTURO MIGLIORE NON È IL VOSTRO NEMICO. POTREBBE ESSERE L'UNICA PERSONA CHE STA LOTTANDO ANCHE PER IL VOSTRO FUTURO, MENTRE VOI SIETE IMPEGNATI A INSULTARLA DAL DIVANO DI CASA!


E prima di dare del violento, del comunista o del delinquente a chi manifesta, provate almeno a chiedervi da che parte stareste se domani a essere calpestati fossero i vostri diritti.


SMETTETELA DI DIFENDERE I POLITICI. COMINCIATE A DIFENDERE I CITTADINI. PERCHÉ L'ITALIA NON APPARTIENE A UN PARTITO: APPARTIENE A TUTTI NOI! 🇮🇹

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