Lavoro. Volevano lavorare i braccianti di Celano (provincia dell'Aquila) che si ritrovarono in piazza il 30 aprile del 1950. Perché la guerra era finita, il fascismo era caduto, la miseria era ancora lì in vaste aree del centro-sud. La terra era ancora saldamente nelle mani di poche famiglie. Le stesse che in precedenza avevano appoggiato e sostenuto il fascismo, adesso avevano trovato un appoggio sicuro nei governi del dopoguerra a maggioranza DC. In particolare la famiglia Torlonia stava progressivamente trascurando i propri latifondi investendo in attività più redditizie nel settore manifatturiero.
Gli operai abruzzesi iniziarono quello che venne quindi definito uno “sciopero al contrario”: uomini, donne e bambini lavorarono in opere di manutenzione e miglioramento delle infrastrutture, oltre a riorganizzare il lavoro nei campi in maniera autonoma. Fu proprio al fine di sapere come erano stati organizzati i turni di lavoro che la folla si era radunata in piazza IV novembre, a Celano. Una folla pacifica che voleva solo sapere come e quando contribuire allo sciopero. Fu il vicesindaco a chiamare i Carabinieri, con un gruppo di militari che arrivò nel tardo pomeriggio nella piazza. Ad un tratto, gli spari.Diversi colpi partirono senza alcun preavviso verso la folla. E, mentre i lavoratori provavano a mettersi in salvo, dalla parte opposta della piazza partirono altri colpi sparati da militanti dell'MSI.
Antonio Berardicurti ed Agostino Paris, 35 e 45 anni, caddero a terra uccisi. Altre 12 persone rimasero ferite. La sinergia tra padroni, forze dell'ordine e fascisti era riuscita quindi nel loro nobile compito: quello di disperdere la folla e di versare il sangue dei lavoratori. I funerali dei due morti vennero celebrati il 3 maggio alla presenza di migliaia di persone provenienti da tutto il paese; Di Vittorio pronunciò quel giorno un celebre discorso. Nella stessa giornata la CGIL proclamò uno sciopero generale per protestare contro l’eccidio.
Raccontiamo questa storia nel nostro libro “Morire di Stato”. Lo trovate seguendo i link in bio o nelle storie.
Cronache Ribelli

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