sabato 21 febbraio 2026

Usano Facebook per attaccare l'UR

 


CON CONTINUA PR0PĄGANDA MENZ0GNERA LE MĖRDE CRlMlNALl DEL WĖF-NW0 CI ABITUANO ALLA FARINA DI lNSETTl E ALLA CARNE SlNTETlCA COLTlVATA NEI LORO NĄZl LAB0RAT0Rl, PR0PAGANDAND0Ll COME ClBO PROTElCO ED EC0-S0STENlBlLE.

NON È ClBO MA MĖRDĄ CĄNCER0GENA, T0SSlCĄ, N0ClVA IN CUI INSERIRE FARMACl, VĄC×lNl E PSlC0FARMACl

VOLUTO DA UNA ELlTE DI PSlC0PATlCl CRlMlNALl PER DR0GARCl ANNULLANDO LA NOSTRA CAPACITÀ DI REAZlONE, FARCI ĄMMĄLARE E DĖP0P0LARE.

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Mi auguro che Elodie quereli sta gentaccia

 


ECCO LA PŲTTĄNA DAL SlSTĖMA NAZlC0M, ELODIE, CHE COME AMBASClATRICE DI "SAVE THE CHILDREN" CONTRO LA "P0VERTÀ EDUCATIVA" SI PRESTA A S0STENERE LA MANlPOLAZl0NE DELLE MENTl DEI GIOVANI E IL LORO lNDOTTRlNAMENTO AL PENSIERO UNICO GL0BALlSTA CHE, MENTRE CI STĖRMlNA COI VĄ× E IL ClBO T0SSlC0, CI VUOLE TOGLlERE OGNI LlBERTÀ, COMPRESA QUELLA  DI PENSlERO, A FAVORE DI QUELLO UNICO PSlC0PATlC0, NĄZlC0MUNlSTA.


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Lucia Roccante

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venerdì 20 febbraio 2026

Il Cavallo nella cultura giapponese

 



Mentre ci avviciniamo all’Anno del Cavallo di Fuoco, il cavallo riemerge come figura centrale nella memoria giapponese.

Non solo animale.

Non solo mezzo.


Tramite.


Ogni volta che appendiamo una tavoletta votiva in un santuario shintoista, continuiamo un gesto antico.

La parola ema (絵馬) significa letteralmente “immagine di cavallo”.


Nel periodo Nara (710–794), i cavalli vivi venivano offerti alle divinità come dono supremo. Erano considerati messaggeri tra il mondo umano e quello divino.

Non tutti potevano permettersi un’offerta così costosa. Così il cavallo divenne immagine.


La forma cambiò.

La funzione rimase.


Ancora oggi, durante gli anni del Cavallo, molti santuari producono ema con il kanji 馬 inciso o dipinto con particolare cura. Non è decorazione: è memoria rituale.


In alcuni luoghi, la presenza non è simbolica ma reale.

Lo shinme (神馬) è il cavallo sacro che vive nel recinto del santuario.


- Sumiyoshi Taisha a Osaka conserva un cavallo bianco che partecipa alle cerimonie.

- Kamo-jinja a Kyoto mantenne per secoli cavalli dedicati alle divinità Kamo.

- Ise Jingū, centro spirituale dell’Impero, ha custodito cavalli imperiali legati al culto.


Lo shinme non è spettacolo.

È continuità.

Vederlo è considerato auspicio non perché “porta fortuna”, ma perché ricorda il legame tra visibile e invisibile.


Nella tradizione guerriera giapponese, il cavallo è inseparabile dal samurai.

Non è strumento: è estensione.


I cronisti raccontano di Ikezuki e Surusumi, i destrieri di Minamoto no Yoshitsune.

Ikezuki avrebbe attraversato l’acqua durante la battaglia di Uji.

Surusumi, nero come l’inchiostro, superava ostacoli impossibili.


Il cavallo di Kusunoki Masashige, secondo la leggenda, pianse alla morte del padrone. Ancora oggi un monumento ne custodisce la memoria.


Persino le figure guardiane dei santuari, i koma-inu, non nascono esclusivamente come “cani”: le loro radici iconografiche comprendono creature ibride, talvolta equine, provenienti dall’Asia continentale.


Il cavallo è fedeltà.

Ma anche soglia tra mondi.


Molti clan samurai inserirono elementi equini nei loro stemmi familiari.


Il clan Sōma raffigurava tre cavalli al galoppo.

Il clan Nanbu utilizzava simboli equini stilizzati.


Velocità, potenza, nobiltà.

Ma anche genealogia, continuità, responsabilità.


I maestri dell’ukiyo-e hanno studiato il cavallo come forma dinamica.


-Hokusai ne analizzò postura e movimento in serie dedicate.

-Hiroshige lo collocò nelle stazioni del Tōkaidō, parte della vita ordinaria.

-Kuniyoshi lo rese protagonista di scene drammatiche.


Il cavallo diventa linea, ritmo, tensione trattenuta.


Nel Kabuki, la tecnica del bajutsu permette all’attore di evocare la cavalcata senza animale reale.

Nel Nō, compaiono spiriti equini e presenze rituali.


Il cavallo può essere assente.

Ma il movimento resta.


Il Cavallo di Fuoco e la memoria del timore


Non tutti gli anni del Cavallo sono uguali.

Quando l’animale si unisce all’elemento Fuoco, nasce il 丙午 (Hinoe-Uma).


Secondo una credenza popolare, le donne nate in un anno di Cavallo di Fuoco sarebbero troppo forti, troppo indipendenti, destinate a “consumare” il marito.


Nel 1966, ultimo Hinoe-Uma, il Giappone registrò un drastico calo delle nascite.

Non mito letterario.

Conseguenza sociale.


Qui il cavallo non è solo energia.

È forza temuta.


Non è la prima volta che ciò che regge viene percepito come pericoloso.


Anche nella cultura popolare, il cavallo mantiene tratti coerenti: energia, libertà, slancio, lealtà.

Negli anime ambientati in epoca feudale, il cavallo del protagonista non è semplice mezzo di trasporto, ma compagno silenzioso, presenza quasi magica.


L’archetipo non si è dissolto.

Ha solo cambiato linguaggio.


Una osservazione


Il cavallo, nella tradizione giapponese, è:


- veicolo di preghiere

- compagno di guerra

- simbolo araldico

- presenza rituale

- archetipo di energia

- forza temuta quando diventa femminile


Corre tra mondi.

Regge peso.

Attraversa.


Forse il punto non è chiedersi che tipo di cavallo si sia.

Ma riconoscere quando si è stati tramite.


Non tutti i fuochi bruciano.

Alcuni illuminano.


#AnnoDelCavallo #UmaDoshi #HinoeUma #Ema #Shinme #Ukiyoe #MitologiaGiapponese #CulturaGiapponese #物語 #丙午 #yukisogna

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🔮🐴🔥 Anno del Cavallo di Fuoco 2026 — Cosa ti aspetta



Oggi inizia 丙午 (hinoe-uma).

Un anno che torna solo ogni 60 anni.

Il Cavallo di Fuoco non promette.

Trasforma.

E trasforma in modo diverso per ognuno.

Scorri fino al tuo segno.


📌 Come trovi il tuo segno:

Si basa sull'anno di nascita, non sul mese.

Se sei nato tra gennaio e metà febbraio, controlla se il Capodanno Lunare era già passato.


🐭 TOPO

1948 · 1960 · 1972 · 1984 · 1996 · 2008 · 2020

Il Topo pianifica tutto.

Il Cavallo di Fuoco brucia i piani.

Quest'anno non si tratta di avere la strategia giusta.

Si tratta di imparare a correre senza mappa.

Per te sarà difficile. Ma necessario.

Quello che si rompe quest'anno non era abbastanza solido.

Lascialo andare.

Parola dell'anno: FIDUCIA


🐂 BUE

1949 · 1961 · 1973 · 1985 · 1997 · 2009 · 2021

Il Bue è pazienza, costanza, lavoro silenzioso.

Il Cavallo di Fuoco è l'opposto di tutto questo.

Questo è l'anno in cui qualcuno ti chiederà di muoverti

prima che tu sia pronto.

La tua forza quest'anno non è la velocità.

È sapere quando cedere e quando resistere.

Non tutto ciò che brucia deve essere spento.

Alcune cose devono ardere per rinnovarsi.

Parola dell'anno: DISCERNIMENTO


🐯 TIGRE

1950 · 1962 · 1974 · 1986 · 1998 · 2010 · 2022

La Tigre e il Cavallo di Fuoco vibrano alla stessa frequenza.

Quest'anno è il tuo.

L'energia che hai accumulato in silenzio

adesso ha un anno che la sostiene.

Muoviti. Rischia. Brucia i ponti che non portano da nessuna parte.

L'unico errore che puoi fare quest'anno è restare ferma.

Parola dell'anno: AZIONE


🐰 CONIGLIO

1951 · 1963 · 1975 · 1987 · 1999 · 2011 · 2023

Il Coniglio cerca armonia.

Il Cavallo di Fuoco non conosce questa parola.

Quest'anno sarai messo alla prova.

Non esternamente. Dentro.

Qualcosa di cui hai bisogno cambierà senza chiederti il permesso.

La tua saggezza quest'anno sta nel capire:

non stai perdendo la pace. Stai cambiando forma.

La pace che trovi dall'altra parte sarà più vera.

Parola dell'anno: TRASFORMAZIONE


🐉 DRAGO

1952 · 1964 · 1976 · 1988 · 2000 · 2012 · 2024

Il Drago è potere. Il Cavallo è velocità.

Insieme: forza che si muove.

Quest'anno non sei solo potente.

Sei potente e in movimento.

Attenzione: l'ego del Drago può scontrarsi con la libertà del Cavallo.

Non controllare tutto. Lascia che alcune cose corrano da sole.

Il vero potere quest'anno è sapere quando lasciare andare le redini.

Parola dell'anno: FIDUCIA NEL MOVIMENTO


🐍 SERPENTE

1953 · 1965 · 1977 · 1989 · 2001 · 2013 · 2025

Il Serpente è intuizione, profondità, pazienza strategica.

Il Cavallo di Fuoco rompe la strategia.

Quest'anno, la tua intuizione è più affidabile del tuo intelletto.

Non ragionare troppo. Senti dove si muove l'energia e seguila.

Quello che il Serpente chiama "istinto pericoloso"

il Cavallo chiama "direzione giusta".

Lascia che il Fuoco sciolga la tua corazza.

Sotto c'è qualcosa di più vivo.

Parola dell'anno: ISTINTO


🐴 CAVALLO

1954 · 1966 · 1978 · 1990 · 2002 · 2014 · 2026

Sei nel tuo anno.

Ma non nel modo che immagini.

L'Anno del Cavallo non è facile per chi è nato sotto questo segno.

È intenso. È uno specchio.

Questo anno ti mostrerà chi sei davvero:

quello che corre o quello che brucia.

Se canalizzati, il Cavallo di Fuoco porta potere immenso.

Se repressi, porta esplosioni che non controlli.

Scegli dove corri prima che l'anno scelga per te.

Parola dell'anno: DIREZIONE

⭐ Speciale per nati nel 1966: quest'anno compite 60 anni — kanreki (還暦) — il ciclo completo. Non è solo un compleanno. È una seconda nascita. Cosa volete fare del secondo giro?


🐏 CAPRA

1955 · 1967 · 1979 · 1991 · 2003 · 2015 ·

La Capra porta sensibilità, creatività, profondità emotiva.

Il Cavallo di Fuoco porta energia bruta.

Questa combinazione può essere straordinaria.

La tua creatività quest'anno non ha limiti.

Ma devi uscire dalla tua testa e metterla nel mondo.

Quello che finora hai tenuto per te,

quest'anno chiede di essere visto.

Non avere paura che non sia abbastanza.

È esattamente abbastanza.

Parola dell'anno: MANIFESTAZIONE


🐒 SCIMMIA

1956 · 1968 · 1980 · 1992 · 2004 · 2016

La Scimmia è intelligenza, adattabilità, ironia.

Il Cavallo di Fuoco è diretto, istintivo, impassabile.

Quest'anno la tua mente affilata è un vantaggio.

Ma solo se smetti di usarla per rimandare.

Hai già tutte le risposte. Stai solo aspettando la certezza.

Il Cavallo di Fuoco ti dice:

la certezza non arriverà. Muoviti comunque.

Parola dell'anno: CORAGGIO


🐓 GALLO

1957 · 1969 · 1981 · 1993 · 2005 · 2017

Il Gallo è precisione, ordine, standard elevati.

Il Cavallo di Fuoco è caos creativo.

Quest'anno il tuo perfezionismo ti salverà in alcune cose

e ti bloccherà in altre.

Impara a distinguere quando il dettaglio conta

e quando è solo paura travestita da precisione.

Quello che non è perfetto ma è vivo

vale più di quello che è perfetto ma è morto.

Parola dell'anno: IMPERFEZIONE VIVA


🐕 CANE

1958 · 1970 · 1982 · 1994 · 2006 · 2018

Il Cane e il Cavallo si capiscono.

Il Cane porta lealtà, protezione, valori solidi.

Il Cavallo porta l'energia per difenderli davvero.

Quest'anno puoi finalmente fare quello che sai essere giusto,

anche se è difficile, anche se spaventa, anche se costa.

Non hai più scuse.

Hai l'energia.

Parola dell'anno: INTEGRITÀ IN AZIONE


🐗 CINGHIALE

1959 · 1971 · 1983 · 1995 · 2007 · 2019

Il Cinghiale è determinazione pura.

Una volta che decide, non si ferma.

Il Cavallo di Fuoco amplifica questa energia.

Attenzione: quest'anno puoi raggiungere tutto.

Ma puoi anche bruciare tutto se non sai fermarti.

La tua lezione del 2026 è:

la forza non è andare avanti sempre.

È sapere quando fermarsi, respirare, e ripartire.

Parola dell'anno: RITMO


🔥 IL MESSAGGIO DEL CAVALLO DI FUOCO PER TUTTI

Qualunque sia il tuo segno:

Quest'anno non è per chi aspetta.

Il Cavallo di Fuoco chiede:

Una cosa che hai rimandato.

Una verità che non hai detto.

Un passo che non hai fatto.

Scrivila qui sotto nei commenti, se vuoi.

Oppure tienila per te, e falla.

Entrambe le scelte sono valide.

L'importante è che la smetta di aspettare il momento giusto.

Il momento giusto è adesso.

🐴🔥

Yukisogna


#yukisogna #CavalloDiFuoco2026 #HinoeUma #CapodannoLunare #OroscopoOrientale #ZodiacoGiapponese #SpadaEVentaglio #Previsioni2026 #AnnoNuovoCinese #ZodiacoOrientale

La Spada e il Ventaglio 

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Vento lontano

 


Vento lontano 

Sento nitrire da Est -

Qualcosa cambia


遠き風

東より馬いななく

何か変わる


Tōki kaze

Higashi yori uma inanaku

Nanika kawaru


- Hisao 2026

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Aisatsu 挨拶 – I Saluti in Giapponese

 



Iniziamo dalle basi: come si dice “buongiorno” e “buonasera” in giapponese? In questa prima pillola scopriamo le forme corrette da usare in base all’orario e al contesto, distinguendo tra situazioni formali e informali. Perché in giapponese, anche un semplice saluto cambia a seconda di quando e a chi lo diciamo.


Dire “buongiorno” in giapponese non significa usare una sola parola: la scelta cambia in base all’orario, al grado di formalità e al contesto.


Il modo standard è おはようございます (hiragana: おはようございます; rōmaji: ohayō gozaimasu). È la forma cortese/formale, adatta con persone che non conosci bene, colleghi, clienti, docenti, o in situazioni pubbliche. In contesti informali (famiglia, amici, coetanei) si usa spesso la versione abbreviata おはよう (おはよう; ohayō).


Quanto agli orari: in Giappone おはよう / おはようございます si usa soprattutto al mattino (in pratica fino a tarda mattinata). Però c’è un’eccezione importante e molto comune: nel mondo del lavoro (uffici, negozi, ristorazione, ambienti sportivi, backstage, troupe, ecc.) si può dire おはようございます anche più tardi, perfino nel pomeriggio o alla sera, come saluto “di inizio turno” o “primo incontro della giornata lavorativa” con quel gruppo.


Dopo il mattino, “buongiorno” in senso di saluto generico diventa こんにちは (kanji+hiragana: 今日は / più spesso solo こんにちは; konnichiwa), usato tipicamente da tarda mattinata a pomeriggio. La sera si passa a こんばんは (hiragana: こんばんは; konbanwa), cioè “buonasera”.


In sintesi: おはよう ohayō/ おはようございます ohayō gozaimasu (mattino; e in ambito lavorativo anche oltre), こんにちは konnichiwa (giorno), こんばんは konbanwa (sera). 


1. Mattino (contesto informale)

Kanji/Hiragana: おはよう

Rōmaji: Ohayō

Uso: amici, familiari, colleghi con cui hai confidenza

Orario indicativo: dalle prime ore del mattino fino a circa le 10:00–11:00


2. Mattino (contesto formale o lavorativo)

Kanji/Hiragana: おはようございます

Rōmaji: Ohayō gozaimasu

Uso: superiori, insegnanti, clienti, persone appena conosciute

Orario indicativo: mattino;

nota importante: in Giappone si usa anche nel pomeriggio o alla sera quando si incontra qualcuno per la prima volta durante il proprio turno di lavoro.


3. Tarda mattinata – pomeriggio

Kanji/Hiragana: こんにちは

(kanji originale: 今日は)

Rōmaji: Konnichiwa

Uso: saluto standard diurno, formale o neutro

Orario indicativo: dalle 11:00 circa fino al tardo pomeriggio


4. Sera

Kanji/Hiragana: こんばんは

Rōmaji: Konbanwa

Uso: dalla sera in poi

Orario indicativo: dalle 17:00–18:00 circa


Ricordate che おはようございます (ohayō gozaimasu) non indica solo il mattino in senso stretto, ma anche il “primo incontro della giornata” in un determinato contesto professionale. È per questo che potresti sentirlo dire perfino alle 19:00 in uno studio televisivo o in un ristorante all’inizio del turno serale.


By Yūjō Web Italia - www.yujowebitalia.it 


#Aisatsu #挨拶 #salutiingiapponese #yujowebitalia #LaSpadaEIlVentaglio

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mercoledì 18 febbraio 2026

Claudia Cardinale

 


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Bellissima Martina Stella

 


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John Cazle

 


Quando John comunicò che gli era stato diagnosticato il cancro, a volte lo accompagnavo a fare la chemio. Era un grande amico, oltre che un grande artista, e avrei voluto lavorare sempre con lui. Una volta, scherzando, mi disse: "Possibile che recitiamo sempre insieme? Io voglio fare altre esperienze, lavorare anche con altra gente!". Scoppiai a ridere.

Quando peggiorò, Bob De Niro e gli altri interpreti del "Cacciatore" pagarono di tasca loro l'assicurazione che copriva l'eventualità in cui John non avesse potuto terminare le riprese. Fu un gesto non da poco. Una cosa incredibile fu anche come Meryl Streep fu accanto a lui fino alla fine. E' una delle più grandi attrici che abbia mai visto, e la dedizione e l'energia che ebbe per John mi toccarono profondamente. Non lo lasciò mai solo, e per questo mi fu molto cara. Lo è ancora adesso.


(Da "Sonny Boy - Un'autobiografia" di Al Pacino)

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𝗜𝗧𝗔𝗟𝗜𝗔 𝗨𝗡𝗜𝗧𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗥𝗢 𝗜𝗟 𝗣𝗘𝗥𝗜𝗖𝗢𝗟𝗢 𝗦𝗔𝗥𝗔𝗖𝗘𝗡𝗢: 𝗟𝗔 𝗕𝗔𝗧𝗧𝗔𝗚𝗟𝗜𝗔 𝗗𝗘𝗟 𝗚𝗔𝗥𝗜𝗚𝗟𝗜𝗔𝗡𝗢




Nel 915, sulle rive del Garigliano, un evento segnò una svolta radicale nella storia medievale italiana. La decennale minaccia saracena, che aveva insidiato Roma e il cuore della penisola, fu neutralizzata grazie a una lega cristiana senza precedenti. Per la prima volta, principi, duchi e città-stato unirono le forze, mettendo da parte le rivalità, per combattere compatti sotto la guida di un pontefice guerriero.


La battaglia del Garigliano, combattuta tra giugno e agosto di quell'anno, fu l'epilogo di un trentennio in cui i musulmani, sfruttando le divisioni politiche in Italia, avevano stabilito una roccaforte militare vicino a Traetto, alla foce del fiume. Da questa base, partivano saccheggi e razzie che si spingevano fino alle porte di Roma.


Dopo la distruzione di Traetto e la fondazione di un insediamento saraceno fortificato nella seconda metà del IX secolo, gli invasori strinsero accordi con alcuni nobili cristiani, in particolare gli Ipati di Gaeta, nominalmente legati a Bisanzio. Questa mossa garantì loro un vantaggio strategico e politico, sfruttando il frammentato sistema dei principati locali. Precedenti tentativi di liberazione, come quelli di Guido II di Spoleto (885 circa) e dell'alleanza napoletana-capuana-beneventana (903), fallirono a causa di rivalità interne e delle alleanze tra signori cristiani e musulmani. La svolta decisiva giunse con papa Giovanni X. Grazie alla sua carismatica e lungimirante politica, riuscì a persuadere i potenti del Sud (Landolfo I di Benevento, Atenolfo II, Guaimario II di Salerno, Gregorio IV di Napoli e Giovanni I di Gaeta) a superare le ostilità e a formare una coalizione dichiaratamente anti-saracena.


La lega cristiana si rafforzò con l'adesione di alleati cruciali: il re d’Italia Berengario I inviò truppe guidate da Alberico I, duca di Spoleto e signore di Camerino; l’Impero bizantino, sollecitato da Capua, spedì una potente flotta al comando dello stratego Niccolò Picingli, con contingenti da Puglia e Calabria. Sul campo, fu ancora Giovanni X a guidare politicamente e militarmente le operazioni, presentandosi armato alla testa di un esercito romano-laziale e toscano. La Chiesa dimostrava così di essere pronta a difendere la cristianità anche con la spada. Prima dello scontro decisivo, le forze cristiane ottennero vittorie minori nel Lazio settentrionale, respingendo saccheggiatori (ad esempio presso Campo Baccano, sulla Via Cassia, e nelle aree di Tivoli e Vicovaro). Ciò indebolì i musulmani, costringendoli a concentrarsi nella roccaforte di Traetto.


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Nel giugno del 915, l'esercito della Lega si attestò sulla sponda destra del Garigliano, accerchiando i Saraceni in una morsa: il fiume alle spalle, la flotta bizantina (con navi di Napoli, Gaeta e Roma) a sbarrare la fuga verso il mare. Giovanni X e Alberico I guidarono le forze di terra contro Alliku, il capo saraceno, di cui le fonti riportano solo il nome. L'assedio si protrasse per oltre tre mesi, logorando riserve e morale degli assediati, ormai isolati e senza rifornimenti.


Già gravemente indeboliti, i Saraceni tentarono una disperata sortita, incendiando l'accampamento fortificato – forse per ritardare l’inseguimento o nascondere prove – e rifugiandosi sulle colline. Qui resistettero agli attacchi di Alberico e Landolfo, ma la carenza di viveri e la pressione cristiana li costrinsero a tentare la fuga verso la costa, diretti in Sicilia. Le cronache narrano che, intercettati dalle forze della lega nel tentativo di aprirsi un varco, furono tutti catturati e uccisi. Questo annientamento di Traetto segnò la fine dell’ultimo grande insediamento musulmano stabile in Italia e l’arresto definitivo dell’espansione saracena sul Tirreno.


Le conseguenze politiche dello scontro furono profonde. Il papa premiò Berengario con il sostegno all’incoronazione imperiale. Ad Alberico andò un ruolo centrale a Roma e il titolo pontificio di console. Gaeta estese il suo dominio fino al Garigliano; il suo signore, Giovanni I, ottenne da Bisanzio il titolo di patricius, che la sua famiglia mutò in duca, consolidando la dinastia capuano-gaetana. La battaglia del Garigliano, forse tra le colline di Suio (oggi frazione di Castelforte), divenne simbolo di unità italiana contro una minaccia comune, anticipando la consapevolezza di una più vasta comunità politica, oltre i confini dei singoli principati.


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Distrazione fatale...

 


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Crosetto ometto ridicolo

 


Vi propongo questa bellissima riflessione di Guido Crosetto, coordinatore nazionale di Fratellini d’Italia: se siete favorevoli ad aborto ed eutanasia non potete pretendere l’obbligatorietà del vaccino


Crosetto ha ragione, sta dando a tutti una splendida lezione di logica. 


Aggiungiamo altri ragionamenti simili: “se avete comprato una macchina diesel poi non potete lavarvi i denti tutte le sere”; oppure, “se amate i balli latino americani, poi come fate a mettere il ketchup sulle patatine?”


Signori, è solo il due gennaio e già abbiamo raggiunto altissime vette di benaltrismo condite da porzioni letali di non-sense e qualunquismo. 


Cosa diavolo c’entra l’aborto con il vaccino per il covid? In che modo la mia personale scelta di far nascere un bambino o di togliere il disturbo da questa terra avrebbe a che fare con una pandemia che ha infettato sino ad ora 84milioni di persone nel mondo.


“Se il corpo è mio è mio sempre. Siete incoerenti. Non potete rivendicare la libertà personale solo quando vi fa comodo”. 


Eh certo. Allora chi è contrario all’aborto dovrebbe essere favorevole alla vaccinazione obbligatoria perché sul mio corpo decide sempre la comunità. 


Ah no? 

Per voi il giochino della coerenza non vale? 


Ma soprattutto, non ci vuole un master in bioetica per capire che state paragonando situazioni e problemi totalmente slegati l’uno dall’altro. A dire il vero, non ci vuole neanche la quinta elementare.  Ma cosa potremmo mai pretendere da gente che normalmente grida nelle piazze “gli Taliani chiusi in casa e i porti aperti!”? 


Detto questo io sono contro l’obbligatorietà. 


Mi accontenterei che le persone che rifiutano di vaccinarsi - senza avere una valida giustificazione medica, sia chiaro - poi non pretendano di essere curate dal servizio sanitario nazionale


Vostra la scelta, vostre le conseguenze.


Spero di essere stato chiaro. 


Cialtroni

❤️

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martedì 17 febbraio 2026

Vota No! 632

 

Penoso e senza sapere cosa è successo.

Glielo spiego 


Secondo una sentenza del Tribunale di Roma, il Ministero dell’Interno (il cosiddetto Viminale) dovrà pagare circa 700 euro a un cittadino algerino che:

 • ha 23 condanne penali accumulate tra il 1999 e il 2023

 • è stato più volte arrestato e detenuto

 • era già destinatario di provvedimenti di espulsione

 • ha precedenti per reati contro la persona e il patrimonio, tra cui aggressioni violente  


⚖️ Perché lo Stato deve risarcirlo


Il giudice non ha premiato i reati.

Il risarcimento nasce perché lo Stato, durante un trasferimento verso un centro per rimpatri, avrebbe:

 1. agito senza un provvedimento formale valido,

 2. non informato correttamente la persona del trasferimento,

 3. violato il diritto ai rapporti familiari garantito dalla legge.  


In diritto funziona così:


👉 anche una persona con molti precedenti mantiene diritti fondamentali.

Se la Pubblica Amministrazione sbaglia procedura, deve risarcire il danno, indipendentemente da chi sia il soggetto coinvolto.


💰 Quanto è il risarcimento

 • Importo: circa 700 €

 • Non è un premio né un indennizzo per innocenza.

 • È un risarcimento simbolico per un’irregolarità amministrativa.  


⚖️ Il principio giuridico (molto importante)


Nel sistema italiano ed europeo vale questo principio:


Lo Stato deve rispettare la legge sempre, anche verso chi ha commesso reati.


Se non lo fa, il giudice può condannarlo al risarcimento.


È lo stesso motivo per cui:

 • detenuti possono ottenere risarcimenti per condizioni illegali di detenzione,

 • persone colpevoli possono vincere ricorsi alla Corte europea dei diritti dell’uomo.


🧠 In sintesi


✔️ Sì: persona con 23 condanne

✔️ Sì: risarcita dallo Stato

❌ Non perché innocente

✅ Ma perché lo Stato ha commesso un errore procedurale nei suoi confronti


Ma d’altronde siete abituati a fare copia e incolla senza approfondire

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Gal Gadot

 


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Mary Elizabeth Mastrantonio

 


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Sabrina Salerno sempre più bella ❤️

 


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lunedì 16 febbraio 2026

Quando si perdono le elementari...

 


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Ma che vede?

 


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Le porcate le fa solo Antonio

 


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La prova del termometro...

 



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Renzi è un affare, compralo!

 


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Bruce Lee & family

 


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È tutto finirà a piazzale Loreto

 


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Arthur Schopenauer

 


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Ma andate a fanculo!

 


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Una spruzzata di novax...

 


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Gli sfruttati difesi da Marco Rizzo...

 


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Il ciclo naturale...

 


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Quanto disagio su Facebook

 


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