lunedì 31 marzo 2025

Adrian Adonis

 


Prima dell'avvento della nuova generazione di lottatori di wrestling, gli atleti impegnati sul quadrato non erano "superstars" o idoli delle ragazzine per poster da affiggere nei muri delle camerette.


Erano dei fottutissimi personaggi pericolosi, persone che vedevi volentieri menarsi sul quadrato ma che da solo, nel buio di un vicolo lontano da casa tua, avresti preferito non incontrare o peggio ancora con cui intavolare una discussione.


Tra i più "duri" di quel periodo c'era Adrian Adonis, un wrestler sicuramente non dal fisico cesellato ma che incarnava gli ideali dell'epoca del biker violento e disposto a tutto pur di vincere: sia negli Stati Uniti che in Giappone la sua fama di incredibile performer era arrivata alle orecchie di ogni appassionato della disciplina, che vedeva di buon gusto questo "brawler" picchiare il proprio avversario sul quadrato.


Poi arrivò la "rock 'n' wrestling connection", la Hulkamania, i rampanti anni 80, MTV e tutto il carico di giocosità che portò la famiglia media americana ad intrattenersi piacevolmente con gli spettacoli di wrestling targati WWF, la federazione dove Adonis militava.


Compreso che il personaggio del biker cazzuto non si sposava bene con questa nuova filosofia, grazie anche alla mente creativa di Vince McMahon, transitò nella sua nuova gimmick, che era l'esatto opposto di quella precedente: un ragazzone gay (nel senso più becero della rappresentazione, ma eravamo negli anni 80 ed il politicamente corretto ne doveva fare di strada!), con tanto di trucco appariscente sul volto ed una insana passione per i fiori, in un tripudio di stereotipi che oggi farebbero venire l'orticaria a molti.


Lo stesso Adonis non amava la gimmick, ma obtorto collo capì che solo in quel modo poteva andare avanti. Sul ring, però, le cose non erano cambiate, anzi. Il suo atteggiamento, probabilmente unito alla frustrazione di un ruolo che poco si confaceva ad uno come lui, spesso da vero e proprio bullo si prendeva delle libertà con i nuovi ragazzi che gli mandavano contro.


Ad esempio, portava pugni e calci ad effetto, facendo seriamente molto male al malcapitato avversario, li trattava male con parole non adeguate e - cosa allucinante - non rispettava le più elementari norme di igiene, costringendo i propri colleghi ad essere sottoposti a mani e braccia lorde, forti odori nauseabondi ed altre piacevolezze di questo genere.


Tutto questo ebbe drammaticamente fine una sera del 1986 nella città di Flint, Michigan.


Già da tempo, alla WWF, si era fatto vedere un ragazzone molto alto, anche di bell'aspetto, proveniente dalla zona di Tampa, che rispondeva al nome di Dan Spivey.


Spivey era solito essere uno dei quei ragazzi che, fuori dal quadrato, preferiva starsene per le sue, taciturno ed amabile con i colleghi, ma nascondeva dentro di sé un passato di uomo violento, ex-buttafuori ed ex-braccio destro di strozzini, che si servivano del suo fisico atletico e della sua innata capacità di convinzione a suon di pugni per riscuotere vecchi debiti.


Per Adonis, Spivey però non faceva eccezione: durante i suoi giorni a New York, il giovane wrestler fu messo in match contro il veterano "Adorable" Adrian che se ne approfittava, rifilandogli duri colpi e prendendolo in giro continuamente. Quella sera a Flint i due non dovevano scontrarsi ma un cambiamento dell'ultimo minuto li vide costretti a condividere il terreno di battaglia ancora una volta.


"Basta che si comporti bene stavolta, perché altrimenti sarà l'ultima" - sembra avesse detto Spivey all'agente Pat Patterson, latore per conto di McMahon della decisione di disputare il match tra i due.


All'inizio tutto sembrò filare liscio come l'olio, fin quando Adonis non decise di applicare una "sleeper hold", una mossa per far apparentemente addormentare l'avversario, su Spivey.


Solo che stavolta non lo fece in maniera predeterminata, ma applicando il massimo della forza sul collo e la testa del ragazzone da Tampa. Quasi allo stremo ed in procinto di perdere veramente i sensi, Spivey riuscì a toccare le corde, costringendo l'avversario, come da copione, a lasciare la presa.


Ma era troppo ormai.


Ripresosi dalla dolorosa stretta, Spivey si alzò e rifilò un pugno da KO ad Adonis, che finì a terra. L'arbitro, interdetto, informò a Spivey che quella mossa non era nel copione e che quello non poteva essere l'esito dell'incontro. Mandandolo a quel paese, Dan uscì dal ring e si diresse negli spogliatoi, visibilmente irritato e costringendo l'arbitro a chiamare la squalifica.


Ma per Adonis, ripresosi dal tremendo colpo, quella fu giudicata come una forte di mancanza di rispetto verso un veterano e raggiunse di corsa il backstage pronto a chiarirsi con il giovane avversario.


Dopo alcune forti parole volate nel backstage, Adonis tentò di attaccare Spivey e di buttarlo a terra.


Esatto. Tentò.


Perché Spivey, accortosi della mossa del suo nemico, diede lui un colpo al volto talmente forte da spaccargli la guancia e fargli uscire un pezzo di osso della mascella dal volto, visibilmente esposto a tutti i terrorizzati colleghi che assistettero alla scena, come Hillbilly Jim, B. Brian Blair e Honky Tonk Man.


Ma Spivey non si fermava. Ogni qualvolta Adonis tentava di rialzarsi, una nuova scarica di botte riempiva il volto e le pareti intorno ad Adonis del suo stesso sangue, come in una scena finale di un film del terrore.


Pat Patterson corse immediatamente a fermare il massacro ed i due furono fatti separare. Per Adonis fu un punto di non ritorno: si era fatto picchiare in maniera brutale da un wrestler molto più giovane e meno esperto di lui, e questa onta unita al dolore sia interiore che esteriore che si portava dietro, fu alla base dell'uso di farmaci smodato, che ne compromise per sempre la carriera.


Spivey non sarà mai un grande nome nel mondo del wrestling, e poco dopo quei fatti lascerà la WWF, per poi tornarci nel 1995 con un nuovo personaggio, Waylon Mercy, ispirato al pazzo antagonista del film "Cape Fear" con Robert DeNiro.


Adonis per molto tempo continuò nelle sue brutte abitudini, diventando anche molto obeso, fin quando grazie alla moglie comprese che doveva dare una svolta alla propria vita: smise con i medicinali e con le sostanze nocive, si mise strettamente a dieta ed iniziò velocemente a rimettersi in forma.


Con la speranza di ripartire una nuova vita, là, dove si era interrotto il suo tragitto, con la World Wrestling Federation, il 4 luglio 1988, mentre si trovava a bordo di un furgoncino in compagnia di altri tre wrestler, Dave McKigney ed i gemelli Kelly, un alce tagliò loro la strada e fece precipitare il furgoncino in una scarpata. Ore dopo Adonis moriva per gravi lesioni alla testa, McKigney ed uno dei fratelli Kelly morirono invece sul colpo.


Aveva solo 34 anni.


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