mercoledì 17 febbraio 2021

Afghanistan: violenze diffuse in tutto il Paese

 

Almeno 4 membri delle forze di sicurezza afghane sono stati uccisi e altri 7 sono stati invece feriti in seguito ad esplosioni nelle province di Kunar e Kandahar, rispettivamente a Est e a Sud del Paese, il 13 febbraio. Al momento, gli attacchi non sono stati rivendicati ma nel Paese restano accesi gli scontri tra le forze governative e i talebani, che, nella notte tra il 12 e il 13 febbraio, hanno ucciso almeno 18 persone e ne hanno ferite altre 9.

Il portavoce della polizia della provincia meridionale di Kandahar ha affermato che l’attacco avvenuto in tale area è stato perpetrato attraverso uno Humvee carico di esplosivo che si è scagliato contro un avamposto delle forze dell’ordine, ferendone 7 membri.

Nella provincia orientale di Kunar, invece, nel distretto di Chapa Dara, un’esplosione avente come target il comandante della polizia locale ha ucciso quest’ultimo e altre 3 persone appartenenti alle forze dell’ordine. Sempre ad Est, ma nella provincia di Nangarhar, una bomba collocata al lato di una strada è invece esplosa e ha ucciso 3 civili.

Intanto, il Ministero della Difesa afghano, ha reso noto che, nella notte tra il 12 e il 13 febbraio, durante un’operazione nella provincia meridionale di Kandahar, sono morti 18 talebani e altri 9 sono stati feriti.

L’ultimo round di violenze in Afghanistan è avvenuto ad appena un giorno di distanza dall’attacco subito da un convoglio delle Nazioni Unite, su cui viaggiavano 5 membri del personale di sicurezza afghano, il 12 febbraio nella provincia di Kabul. In tale occasione, nessun membro del personale dell’Onu è rimasto ferito.

Nonostante dallo scorso 12 settembre a Doha, in Qatar, siano in corso negoziati tra una delegazione del governo di Kabul e una dei talebani per porre fine ai conflitti interni che hanno interessato l’Afghanistan per vent’anni, nel Paese sono aumentati gli episodi di violenza. Parallelamente, i negoziati non hanno ancora determinato una svolta nella situazione interna al Paese. L’apertura di tali dialoghi era stata resa possibile dall’accordo di pace del 29 febbraio 2020 concordato dagli Stati Uniti con i talebani a Doha e che Washington ha affermato di voler rivedere. In particolare, la nuova amministrazione del presidente statunitense, Joe Biden, in carica dal 20 gennaio scorso, alla luce delle crescenti violenze in Afghanistan, ha affermato che potrebbe estendere la presenza dei soldati statunitensi oltre il prossimo primo maggio, diversamente da quanto concordato a Doha con i talebani. Stesso annuncio è stato poi fatto dalla NATO per le stesse ragioni.

Lo scorso 29 febbraio, l’inviato speciale degli Stati Uniti, Zalmay Khalilzad, e il leader politico dei talebani, Mullah Abdul Ghani Baradar, avevano siglato un accordo di pace a Doha, in Qatar, alla presenza dell’ex segretario di Stato statunitense, Mike Pompeo. Secondo quanto stabilito da tale intesa, gli USA si erano impegnati a ritirare tutti i propri soldati presenti in Afghanistan entro quattordici mesi dalla firma dell’accordo, mentre, i talebani, dopo aver richiesto uno scambio di prigionieri al governo di Kabul, avevano accettato di partecipare ai negoziati di pace intra-afghani e avevano fornito garanzie di sicurezza agli USA, quali, ad esempio, l’interruzione dei rapporti con i terroristi. In base all’intesa Washington ha ritirato gran parte delle truppe schierate nel Paese e, al momento, sono ancora presenti 2.500 uomini nel Paese, il numero più basso dal 2001.

Il governo di Kabul e più governi stranieri e agenzie hanno affermato che i talebani non hanno rispettato i termini dell’accordo come dimostrato dall’aumento delle violenze in Afghanistan e dal continuo legame intrattenuto, ad esempio, con Al-Qaeda. Lo scorso 29 gennaio, lo stesso Pentagono aveva accusato i talebani per non aver rispettato l’accordo di pace e aveva annunciato che non avrebbe effettuato un ritiro completo delle truppe statunitensi dall’Afghanistan entro maggio 2021. Al momento, è ancora in corso la revisione dell’accordo di pace da parte dell’amministrazione Biden che ha promesso di portare a termine le cosiddette “guerre infinite” responsabilmente, proteggendo i propri cittadini dal terrorismo e altre minacce.


Camilla Canestri

https://sicurezzainternazionale.luiss.it/2021/02/13/afghanistan-violenze-diffuse-paese/

Bush71 

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